L’origine semantica di “anatocismo” ci rappresenta già l’idea del “guadagno sul guadagno” nella transazione monetaria, (dal greco anà – su e tokòs – guadagno). Infatti con esso s’intende la possibilità di generare ulteriore guadagno dagli interessi applicati su un capitale, rendendoli a loro volta produttivi di altri interessi, ovvero  “composti”.

Un esempio di anatocismo è quello che vede sommare al capitale di debito residuo gli interessi ad ogni scadenza di pagamento, anche se regolarmente pagati.

Implicazioni

Nel caso in cui vengano applicati gli interessi composti, dunque si commetta anatocismo, si verifica una crescita esponenziale del debito, ne consegue che, per periodi inferiori all’anno, l’importo calcolato con il regime di capitalizzazione composta sarà inferiore a quello che si determina nel caso del calcolo dell’interesse semplice.

Il debitore cui venisse applicato l’anatocismo, in caso di obbligazione pecuniaria, dal punto di vista giuridico, si vedrebbe obbligato al pagamento sia del capitale, sia degli interessi pattuiti, ed anche degli ulteriori interessi applicati agli interessi scaduti.

Come varia l’entità del fenomeno “anatocismo bancario”?

  • In base al numero di anni di conto corrente
  • In base al tasso di interesse applicato
  • In base al valore degli interessi passivi di conto corrente

Dove si trovano queste informazioni?

Negli Anni di c/c:
Nel Tasso di interesse:
Nel Saldo passivo di c/c:

Dal numero di estratti conto trimestrali
Dallo scalare trimestrale
Dal saldo dare o a debito del c/c