Le norme sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari mirano a dare rilievo ad un elemento importante: l’informazione. Esse sono espresse nella L.154/92.

L’obbligo di informare il cliente, in fase precontrattuale e durante il rapporto di fornitura del servizio, ha un doppio scopo: la tutela del cliente e il favorire la concorrenza, rendendo confrontabili le condizioni con altre offerte sul mercato.

Il rispecchiare il valore di correttezza si esplicita nel praticare effettivamente le condizioni fornite a livello informativo; la chiarezza e l’esaustività permettono al cliente di comprendere e conoscere le caratteristiche dei servizi offerti.

Qualora non fossero rispettati tali obblighi, sono previste sanzioni per la banca.

L’organismo preposto al controllo del rispetto della L.154/92 è la Banca d’Italia, in particolare la legge prevede che:

  1. tutti i contratti relativi alle operazioni e ai servizi devono essere redatti in forma scritta e una copia deve essere consegnata al cliente con firma della banca;
  2. su conforme delibera del CICR, vanno comunicate le variazioni contrattuali, anche sfavorevoli, e motivate da ragioni tecniche; il cliente ha facoltà di recedere dal contratto senza il pagamento di alcuna penale;
  3. al cliente va inviata periodicamente comunicazione per iscritto, dove siano evidenziati gli elementi sulle condizioni operate al cliente, sulle operazioni da lui compiute durante l’andamento del rapporto.

Lo sforzo verso la massima trasparenza che si può, ad esempio, evincere nella L.154/92 porta a recitare all’Art.2:

I tassi di interesse effettivamente praticati per le operazioni di credito e di raccolta indicate nell’elenco allegato alla presente legge e per quelle eventuali che, pur avendo natura e requisiti delle predette operazioni, siano diversamente configurate dagli enti e dai soggetti di cui all’art. 1 deliberatamente per scopi elusivi; dovranno essere indicati il tasso massimo per le operazioni attive e quelli minimo per le passive distinti eventualmente per forma tecnica, durata e classi di importo, nonché per le operazioni attive, la misura per gli interessi di mora; per l’emissione di titoli andranno indicati il rendimento effettivo nonché i parametri predeterminati in base ai quali tale rendimento può eventualmente variare;

Da esso si deduce che le operazioni definite “attive” sono quelle che generano un guadagno per la banca, ovvero una situazione di costi aggiuntivi, in caso di applicazione della mora, per il cliente.

Infatti gli interessi di mora vengono applicati nel momento in cui c’è un ritardo nel rimborso rateale del credito ottenuto.

L’intento è quindi quello d’informare il cliente di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, “tutelandolo” in quanto parte contrattuale più debole.