Articolo 1284 Saggio degli interessi

Codice civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 4 aprile 1942, n. 79

Codice Civile [approvato con R.D. 16.03.1942, n. 262] Ai sensi dall’art. 1, comma 11, L. 10.11.2012, n. 219 con decorrenza dal 01.01.2013, nel Codice Civile le parole “figli legittimi” e “figli naturali”, ovunque ricorrono, sono sostituite dalla parole “figli”.

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni – TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere – CAPO SETTIMO. Di alcune specie di obbligazioni – SEZIONE PRIMA. Delle obbligazioni pecuniarie
Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari al 5 per cento in ragione d’anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo. (1)
Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.
Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto ; altrimenti sono dovuti nella misura legale. (2)
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(1) Il presente comma è stato così sostituito prima dall’art. 1 L. 26.11.1990, n. 353 e poi dall’art. 2 c. 185 L. 23.12.1996 n. 662, con decorrenza dal 01.01.1997. Si riporta di seguito il testo previgente:
“Il saggio degli interessi legali è del dieci per cento in ragione di anno”.
(2) La misura del saggio degli interessi legali di cui al presente articolo è stata fissata:
– al 2,5 per cento in ragione d’anno a decorrere dal 01.01.1999, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 DM 10.12.1998;
– al 3,5 per cento in ragione d’anno a decorrere dal 01.01.2001, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 DM 11.12.2000;
– al 3,0 per cento in ragione d’anno a decorrere dal 01.01.2002, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 DM 11.12.2001 (G.U. 14.12.2001, n. 290);
– al 2.5 per cento in ragione d’anno a decorrere dal 01.01.2004, in virtù di quanto disposto dall’art. unico DM 01.12.2003 (G.U. 10.12.2003, n. 286);
– al 3 per cento in ragione d’anno a decorrere dal 01.01.2008, in virtù di quanto disposto dall’art. unico DM 12.12.2007 (G.U. 15.12.2007, n. 291);
– all’1% in ragione d’anno con decorrenza dal 1° gennaio 2010, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 D.M. 04.12.2009 (G.U. 15.12.2009, n. 291);
– all’1,5% in ragione d’anno con decorrenza dal 1° gennaio 2011, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 D.M. 07.12.2010 (G.U. 15.12.2010, n. 292).
– all’2,5% in ragione d’anno con decorrenza dal 1° gennaio 2012, in virtù di quanto disposto dall’art. 1 D.M. 12.12.2011 (G.U. 15.12.2011, n. 291).