Articolo, pubblicato da Fiscoetasse.com, concernente alcune problematicità relative alla Giustizia Tributaria

Articolo, pubblicato dal Fiscoetasse.com, concernente alcune problematicità relative alla Giustizia Tributaria

In allegato alla presente rimettiamo interessante articolo consigliato e commentato dallo Studio Legale Ziletti, pubblicato dal Fiscoetasse.com, concernente alcune problematicità relative alla Giustizia Tributaria, quali l’indipendenza e la terzietà dei giudici nonché il loro compenso.

Di seguito relativo commento:

L’articolo in commento, pubblicato da FiscoeTasse.com, pone l’accento su alcune delle problematiche più stringenti che coinvolgono l’attuale organizzazione della Giustizia Tributaria italiana.

In particolare, l’articolo si sofferma sulle tematiche dell’imparzialità e terzietà dei Giudici tributari nonché sul compenso a loro spettante per l’attività svolta.

Suggerisce, quindi, un’ipotesi di riforma che porterebbe a sanare le criticità rilevate.

– Quanto all’imparzialità e terzietà dei Giudici tributari, queste sono poste in discussione in considerazione della modalità con cui i predetti giudici vengono scelti.

Infatti, attualmente i componenti delle Commissioni Tributarie sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, cioè una delle parti in causa del processo tributario!!

È evidente, pertanto, il legame sussistente tra le Commissioni Tributarie e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, quest’ultimo strettamente collegato con il principale e abituale protagonista delle liti tributarie ossia l’Agenzia delle Entrate.

In tale contesto, al di là della buona fede e correttezza dei singoli giudici, esternamente può essere messa in dubbio l’imparzialità e la terzietà della Giustizia Tributaria.

– Strettamente collegato al predetto tema, è la questione relativa al compenso spettante ai membri delle Commissioni Tributarie.

Questa la situazione attuale:

-le ordinanze di sospensione non vengono retribuite;

-le attività istruttorie non vengono retribuite;

-al giudice relatore viene corrisposto un compenso netto di € 25 a sentenza, pagato dopo mesi dal deposito della stessa, senza interessi ed indipendentemente dal valore e dalla complessità della causa fiscale.

Chiaramente un tale compenso è del tutto insufficiente per garantire la dignità, la professionalità e l’indipendenza dei Giudici.

– Al fine di correggere tali criticità, sarebbe opportuno che la gestione ed organizzazione delle Commissioni Tributarie venisse tolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze per essere conferito alla Presidenza dei Consiglio dei Ministri, che le Commissioni divengano dei veri e propri Tribunali Tributari e che i Giudici vengano assunti per concorso pubblico e che venga loro garantito un dignitoso trattamento economico.

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