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Tribunale di Palermo – ammissione CTU

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Vi rimettiamo in allegato due provvedimenti di ammissione CTU e il relativo quesito ottenuti presso il tribunale di Palermo dall’avvocato Antonino Gullotti di cui vi lasciamo breve nota:

“… invio due ordinanze di ammissione ctu inerenti lo stesso giudizio.
Trattasi di un mutuo ipotecario servito ad estinguere degli affidamenti di alcuni conti correnti .
Con la prima ordinanza  il Giudice ha ritenuto dover far verificare  solo l’usurarietà del mutuo.
A seguito di mie osservazioni e puntualizzazioni ha ritenuto ( con la seconda ordinanza) ammettere anche la CTU sui conti correnti ed ha ordinato al ctu di accertare se il mutuo è strettamente collegato al ripianamento degli affidamenti pregressi.”

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Tribunale di Palermo – CTU favorevole su mutuo

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il tribunale di Palermo dall’avvocato Marco Mistretta di cui vi lasciamo breve nota:

“… sono a comunicarVi un importante provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Palermo, ossia una CTU che conferma la nostra perizia e riconosce usura su mutuo, in particolare per superamento del TSU da parte del TEMO e del TANMO.
Il CTU specifica, nel corpo dell’elaborato peritale, che il mutuo va convertito in contratto a titolo gratuito e che l’obbligazione restitutoria da parte del cliente riguarda il solo capitale.”

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Tribunale di Treviso – Provvedimento positivo reclamo ex art. 700 c.p.c

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Treviso dall’avvocato Elio Michele Gnocato di cui vi lasciamo breve nota:

“Allego alla presente provvedimento del Tribunale di Treviso che ha confermato in fase di reclamo l’ordinanza che ha respinto un ricorso ex art. 700 c.p.c. volto alla riconsegna di un bene immobile a seguito di risoluzione contrattuale di un leasing.

L’ordinanza merita attenta valutazione perchè mette in evidenza i punti fondamentali con cui costruire una solida difesa in casi analoghi e sempre più frequenti.

Senza dimentica che il Foro di Treviso è quello indicato come esclusivo da numerose società di leasing.

Diventa pertanto fondamentale dimostrare il buono stato conservativo dell’immobile per ovviare all’eccezione classica di controparte per la quale dal mancato pagamento dei canoni discende una conseguente incapacità di gestire tanto l’ordinaria che la straordinaria amministrazione.

In sostanza viene meno il requisito del periculum in mora, che non è in re ipsa, ma deve fondarsi su elementi concreti che spetta al ricorrente dimostrare.

Diventa pertanto fondamentale redigere una perizia tecnico estimativa sul buono stato dell’immobile accompagnata da idoneo materiale fotografico.

In subordine: il pregiudizio deve essere irreparabile e perciò non suscettibile di essere ristorato per equivalente monetario.

Diviene anche in tal caso fondamentale produrre e dimostrare (laddove esistente) la presenza di un contratto di locazione o sublocazione “che potrà costituire garanzia per l’utilizzatrice in favore dei crediti per

canoni di leasing”.

Confermando infine l’orientamento per il quale in assenza di un pregiudizio irreparabile sia “onere del richiedente (in alternativa al 700 c.p.c.) attivare gli appositi strumenti ex art. 702 bis c.p.c. o 186 bis e ter” chiaramente a cognizione più ampia.”

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Tribunale di Taranto: sospensione di pignoramento mobiliare promosso da Equitalia

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Vi rimettiamo in allegato ordinanza di sospensione di pignoramento mobiliare promosso da Equitalia ottenuta presso il tribunale di Taranto dall’avvocato Francesco Lorusso di seguito sua nota di commento.:
“… mi pregio di allegarVi ordinanza a mezzo della quale il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Taranto ha disposto la sospensione del pignoramento mobiliare disposto da Equitalia in danno di contribuente.
Nell’occasione sono stati sollevati vizi afferenti il difetto di motivazione, errati conteggi e prescrizione della pretesa impositiva.”

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Tribunale di Napoli – Ammissione CTU

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Vi rimettiamo in allegato ordinanza di ammissione CTU ottenuta presso il tribunale di Napoli dall’avvocato Alberto Rizzo di seguito sua nota di commento.:

TRIBUNALE DI NAPOLI – CONTRATTI DI CONTO CORRENTE – LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL FIDEIUSSORE, ANCHE IN CASO DI CANCELLAZIONE DELLA SOCIETA’ DAL REGISTRO DELLE IMPRESE – ORDINANZA DI AMMISSIONE DI C.T.U. CONTABILE PRONUNCIATA IL 20.01.2017

Segnaliamo la ordinanza istruttoria adottata dal Tribunale di Napoli, Sezione Seconda, del 20.01.2017, che, in accoglimento della domanda proposta (e, soprattutto, delle dedotte contro eccezioni in sede di memorie istruttorie ex art. 183 co. 6 n. 1 c.p.c.), è giunta a rigettare la eccezione di (asserita) carenza di legittimazione attiva formulata dalla difesa della Banca confermando l’orientamento   ormai venutosi a consolidare, anche presso il Tribunale di Napoli, con riguardo alla figura del “fideiussore”.

L’Ufficio adito ha, infatti, utilizzato questo fraseggio, per superare la eccezione dell’Istituto di credito ed incastonare saldamente il suo provvedimento ammissivo   della   C.T.U.:   “(…)   occorre   evidenziare   come   tale   soggetto (ndr., il fidejussore), nella dedotta qualità di fideiussore della citata società e come tale obbligato a rispondere verso la banca di eventuali posizioni debitorie della stessa, sia in linea di principio, portatore di un interesse giuridicamente rilevante a sentire accertare l’effettiva entità del rapporto di dare avere tra le parti (…)”.

Di altrettale importanza, a mio avviso, una volta così superato il guado presunta carenza di legittimazione attiva (come contestato dalla Banca), appare il perimetro tracciato dal Magistrato nel conferire incarico al C.T.U.

Sul punto, tra l’altro, il Giudice ha così statuito: “(…) accerti se i tassi debitori, pattuiti nei singoli contratti, superino i tassi soglia di cui ai DD.MM. attuativi della

  1. 108/96 (includendo nel calcolo del TEG ogni spesa, commissione o altro onere contrattualmente previsto od anche accessorio con esclusione degli oneri fiscali e dei costi di gestione di strumenti di pagamento) (…)”.

Orbene, a mio sommesso avviso, l’orientamento adottato dal Tribunale di Napoli, (anche) in questo provvedimento, non può che riverberare la sua efficacia in procedimenti similari.

Tale pronuncia, infatti, oltre ad avere una evidente importanza estrinseca nella dinamica processuale in cui esso è stato adottato, a mio parere, possiede anche un valore intrinseco nel punto in cui esso, formalmente, ribadisce la esistenza di un orientamento consolidato sulle tematiche da esso affrontate.

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Tribunale di Taranto – opposizione all’archiviazione

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento positivo che riguarda un accoglimento di un opposizione all’archiviazione da parte del GIP del Tribunale di Taranto che rimette gli atti al PM per le indagini anche contabile ed eventuale incidente probatorio.
Procedimento seguito dall’avv Biagio Riccio e dall’avv Monica Mandico.

“…la presente per comunicarvi che lo studio Legale degli avv.ti Biagio Riccio e Monica Mandico, sono riusciti a bloccare un’altra asta per un’abitazione di proprietà di una piccola famiglia di risparmiatori. Il debito contestato nasceva da un mutuo insoluto a causa di difficoltà economiche e di perdita di lavoro dell’unico soggetto in possesso di reddito. Fatto sta che a seguito dell’esecuzione immobiliare attivata dalla banca si era inserito anche un altro creditore, nella procedura, tuttavia gli avvocati Riccio e Mandico hanno attivato un ‘opposizione all’esecuzione a seguito della quale il giudice in data 30.1.17 ha fissato l’udienza per discutere della sospensiva; tuttavia nelle more è stata intrapresa un’attività di transazione che ha portato, grazie anche alle contestazioni sul credito, ad un accordo che ha visto ridursi il debito e la possibilità di un piano di rientro. A seguito di tale serrata attività transattiva, i creditori hanno depositato l’istanza ex art. 624 bis cpc., con conseguente sospensione dell’esecuzione e della vendita del bene per un periodo di 24 mesi.
In questo modo la famiglia continua a mantenere la sua abitazione.”

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sospensione

Tribunale penale di Taranto – sospensione all’esecuzione

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento positivo che riguarda una sospensione all’esecuzione ottenuto presso il Tribunale penale di Taranto per un procedimento seguito dall’avv Biagio Riccio e dall’avv Monica Mandico.

Trattasi di un caso in cui un correntista titolare di un conto corrente, ormai chiuso, presentava denuncia querela nei confronti dell’istituto di credito, presso il quale aveva acceso il conto, in quanto a seguito delle analisi contabili, si riscontrava l’applicazione di tassi oltre la soglia legale.
Tuttavia il PM, senza espletare alcuna indagine investigativa e tecnico contabile sul rapporto bancario, presentava istanza di archiviazione.
Acquisite le motivazioni del P:M:, gli avv.ti Riccio-Mandico depositavano ampia e articolata opposizione e per l’effetto in data 25.1.17, il GIP ritenendo che gli aspetti evidenziati erano meritevoli di adeguati approfondimenti, in quanto riguardano gli aspetti oggettivi del fatto denunziato, ha disposto che il PM provvedesse all’accertamento contabile, anche con le forme dell’incidente probatorio, previa identificazione delle persone, alle quali il reato può essere ascritto.

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ordine di consegna 119 TUB

Tribunale di Oristano – Ordine di esibizione

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Trasmettiamo in allegato il provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Oristano, dalla collega Avv. Luisella Corda, con il quale il Giudice ha ordinato alla banca l’esibizione di tutta la documentazione richiesta con la lettera 119 TUB.

Come stigmatizza l’Avv. Corda tale provvedimento assume importanza peculiare in quanto il giudice ha ordinato il deposito benchè il rapporto di conto corrente fosse iniziato nel 1992 e nonostante che la richiesta della documentazione veniva inoltrata per paura di ritorsioni bancarie, contestualmente all’atto di citazione.

La banca ha depositato istanza di revoca dell’ordinanza ma il giudice l’ha rigettata.

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