Cassazione Sezioni Unite 6071/2013

Rimetto in allegato sentenza recente delle CASSAZIONE A SEZIONI UNITE 6071/2013 intervenuta sulla vexata questio.

Con questa sentenza la Cassazione ha in via finale fatto luce su annoso problema che divedeva magistratura, giuristi e commercialisti.

Per dovere di sintesi, brevità e senso pratico, per quanto rileva a favore del Cliente SDL traduco:

LA CASSAZIONE OPERA DISTINGUO TRA DUE DIVERSE SITUAZIONI FORNENDO SOLUZIONE DIVERSA A SECONDA DEI CASI:

a) Sui CREDITI (posizioni attive) CERTI LIQUIDI ED ESIGIBILI – es. liquidazione di beni mobili/immobili messi in vendita per recuperare liquidità, recupero su pagamento insoluti da parte dei clienti etc. considerato dal liquidatore – non anche definiti prima della chiusura della società la Cassazione stabilisce esservi una sorta di estensione (“diritto successorio”) a favore dei soci della società di persone – tutti a meno che non vi sia rinuncia da parte di uno in termini formali di cessione del credito -. Quindi per questi crediti gli ex soci della società posso agire in giudizio.

b) SUI CREDITI NON ANCHE CERTI LIQUIDI ED ESIGIBILI

com’è nel caso di accertamento del credito asseritamente vantato dalla società di persone nei confronti della banca – credito per l’appunto non certo liquido ed esigibile – la CASSAZIONE afferma che NON SONO AZIONABILI una volta che la società è chiusa o cancellata. Ossia in tal caso gli ex soci non hanno legittimazione attiva nei confronti della banca.

Se dunque la società chiude e viene cancellata sarà impossibile per gli ex soci recuperare l’indebito nei confronti della banca in quanto trattasi di causa per accertamento di un credito al momento NON ANCORA CERTO LIQUIDO OD ESIGIBILI

SOLUZIONE: NON CHIUDERE LA DITTA, PORTARLA A BILANCIO ZERO, TENERLA INATTIVA E PROCEDERE SEMMAI IN FASE DI ACCERTAMENTO CON IMMEDIATA RICHIESTA DI UNA ATP CHE HA TEMPISTICHE MOLTO PIU’ RAPIDE.

Cordialità

Avv. Emanuele Dalla Palma

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