Category Archives: Ordinanze in materia bancaria

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Provvedimenti favorevoli – Tribunale di Arezzo e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento di sospensione ex art. 20 L. 44/1999 emesso dal Procuratore della Repubblica di Arezzo, nonchè conseguenti provvedimenti di sospensione di due esecuzioni immobiliari pendenti presso il Tribunale di Arezzo, le cui aste erano fissate per il 07.07.2017 ed il 11.07.2017, tutti ottenuti dall’Avvocato Elena Cogorni Proietti.

 

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Provvedimento Corte di Appello di Roma

Provvedimento Corte di Appello di Roma

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“… sottopongo alla Vostra attenzione interessante provvedimento con cui la Corte d’Appello di Roma conferma la bontà delle nostre tesi, avvalorate con le perizie SDL, in tema di gratuità del mutuo (art. 185 c.c.) a seguito del superamento della soglia da parte degli interessi di mora, riconducendo l’efficacia esecutiva della sentenza del primo grado alla sola sorte capitale residua del mutuo.

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Commento sull’ammissibilità dei ricorsi per cassazione penali per usura

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Si rimette un breve commento ad opera dell’Avv. Raffaele Garofalo dello Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio sull’ammissibilità dei ricorsi per cassazione con pedissequo decreto di fissazione d’udienza dinanzi alle Sezioni Penali della Suprema Corte inerenti materia di usura bancaria.

Il superamento del vaglio di ammissibilità operato dalla Settima Sezione è prova della decisività, specificità e non novità, salvo quanto dispone l’art. 609 c.p.p., dei motivi inseriti nell’atto redatto dall’Avv. Biagio Riccio.

Costituisce sicuramente il barlume di speranza sempre acceso nel Diritto e nella Legge e l’indomita costanza nella lotta.

“Considerazioni in ordine all’ammissibilità dei ricorsi per cassazione – sezione penale – in materia di usura bancaria

 

Il ricorso per cassazione avverso il decreto e/o ordinanza di archiviazione emanati dal Giudice delle Indagini Preliminari continua a costituire l’extrema ratio cui valersi quando, acriticamente e supinamente, il GIP si riporti alla richiesta del Pubblico Ministero, non solo non accogliendo le doglianze difensive, ma non esprimendo nessuna motivazione sulla propria decisione.

A tal uopo, detto provvedimento è chiaramente apparente: con un fare “pilatesco” si decide di non-decidere, disponendo la “cestinazione” del fascicolo delle indagini preliminari.

In materia di usura bancaria, quando ci si trova di fronte ad una richiesta ed ad una successiva ordinanza di archiviazione che si basa esclusivamente sulla mancanza dell’elemento oggettivo del reato per appiattimento operativo sulle circolari e/o istruzioni di Banca d’Italia, è necessario ed indifferibile contrastare in sede di legittimità, ultimo grado di giudizio, la somma ingiustizia che si subisce nelle aule dei Tribunali Italiani.

La patente violazione di una norma di legge, l’art. 644 del codice penale, in nome dell’organo di autogoverno del sistema bancario italiano deve essere evidenziata alla Suprema Corte affinché, attraverso la propria funzione nomofilattica, si arresti il predominio di una fonte regolamentare sul dettato cristallino della Legge, fonte primaria nel nostro ordinamento.

Sebbene ciò sembri lo sbocco naturale della propria attività difensiva nell’interesse dei propri assistiti, il ricorso per cassazione deve superare il vaglio di ammissibilità curato dalla Sezione VII della Corte che, come una “tagliola”, filtra quelli che saranno poi delibati dalle singole sezioni, superando, pertanto, il primo ostacolo costituito dalla legittimazione ad impugnare e sull’interesse a ricorrere.

L’elevatissima percentuale dei provvedimenti di inammissibilità costituisce la cartina di tornasole di come tale strumento sia un affare serio: deve essere redatto in maniera tale che prima face si evinca la decisività, la specificità e non novità, salvo quanto disposto dall’art. 609 c.p.p., dei motivi.

Lo Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio ha presentato ben due ricorsi per cassazione avverso provvedimenti di archiviazione emanati dal Giudice per le Indagini Preliminari di Torino e di Vicenza.

Con puntualità ha specificato come le decisioni impugnate siano caratterizzate da motivazioni apparenti, attesa la evidente la violazione di legge penale che disciplina l’usura bancaria infangata dal valore imperante, nei Tribunali, delle decisioni di Banca d’Italia; tale, in molti casi, da non far predisporre neppure una consulenza tecnica d’ufficio che rilevi o meno il superamento del tasso soglia.

È giusto e sacrosanto che la Suprema Corte sia adita affinché questa umiliante supremazia ottenga un’inversione di rotta in nome di un testo normativo, quello del 644 c.p., chiaro come il sole.

La decisività, la specificità e non novità, salvo quanto disposto dall’art. 609 c.p.p., dei motivi inseriti nei ricorsi per cassazione redatti dallo Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio ha garantito il superamento del vaglio di ammissibilità con la fissazione dell’udienza camerale dinanzi alle Sezioni Semplici.

Provvedimenti più unici che rari, quando si parla di usura bancaria, atteso l’appiattimento culturale delle Corti di merito sull’annoso problema che affligge i nostri assistiti.

Costituisce, senz’altro, un barlume di speranza atteso che, accolti i ricorsi, ciò costituirebbe quel revirement giurisprudenziale in materia bancaria che ogni giorno si tende a raggiungere nelle Aule di Giustizia affinché, ex art. 101 della nostra Carta Costituzionale, i Giudici siano finalmente soggetti soltanto alla Legge.”

 

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Revoca ordinanza e ammissione CTU – Tribunale di Cassino

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Vi trasmettiamo in allegato il provvedimento ottenuto del Tribunale di Cassino ottenuto dall’Avv. Ivo Baldassini, di cui riportiamo un breve commento:

“… in relazione alla Cliente in oggetto, formulo la presente per informarVi che, all’esito dell’udienza del 21.06.2017 – fissata per la precisazione delle conclusioni – previo deposito di regolare istanza ex art.177 c.p.c., il Giudice istruttore ha ritenuto opportuno revocare la precedente ordinanza ed ammettere la C.T.U. tecnico-contabile, anche alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali in materia depositate unitamente alla prefata istanza.

Dunque il Giudice, in accoglimento dell’istanza depositata, ha revocato la precedente ordinanza, con la quale non aveva inteso ammettere la chiesta Consulenza e fissato l’udienza per la precisazione delle conclusioni, ed ha ammesso la C.T.U. tecnico-contabile invocata, nominando il Professionista e rinviando all’udienza del 20.11.2017 per il giuramento, per il conferimento dell’incarico e la formulazione dei quesiti.

 

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Diritto

Tribunale di Cassino – Rigetto richiesta provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto

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Vi trasmettiamo in allegato il provvedimento ottenuto del Tribunale di Cassino ottenuto dall’Avv. Ivo Baldassini, di cui riportiamo un breve commento:

“… in relazione alla Cliente in oggetto, sono a dare la buona notizia che, all’esito della prima udienza di trattazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso dall’istituto di credito nei confronti della comune Cliente, il Giudice adito, letta la richiesta avversaria, ha ritenuto doveroso rigettare la richiesta di provvisoria esecutività del provvedimento monitorio, motivando, tra le altre cose, che gli opponenti hanno prodotto una perizia di parte che sembra suffragare le loro argomentazioni.

Nello stesso giudizio, peraltro, questa difesa ha prontamente eccepito la nullità dei contratti prodotti dall’istituto di credito nel fascicolo monitorio, stante la mancata sottoscrizione del medesimo istituto di credito e dunque, in virtù di quanto espressamente statuito anche dalle recenti pronunce della Corte di Cassazione, il contratto è da ritenere nullo ed improduttivo di effetti giuridici tra le parti.

Il Giudice ha dunque rigettato la richiesta avversaria e concesso i termini ex art.183, comma 6, c.p.c. rinviando a successiva udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori.”

 

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Ordinanza Corte suprema di Cassazione

Ordinanza della Corte Suprema di Cassazione

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Nell’ottica di tenerVi sempre aggiornati ed informati sulla giurisprudenza inerente le tematiche da noi quotidianamente trattate Vi segnaliamo una recente ordinanza del Dott. Dolmetta la quale ripercorre la giurisprudenza riguardante le CMS e, non condividendo le sentenze a tema emesse dalla Cassazione nel 2016, richiede che la questione venga sottoposta alle Sezioni Unite civili. Ringraziamo l’Avv. Stefano Garbarino per la segnalazione.

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Ammissione CTU – Tribunale di Napoli

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Vi rimettiamo in allegato due provvedimenti ottenuti presso il Tribunale di Napoli dagli avvocati Angelo D’Orlando e Sergio Amicarelli, del quale Vi lasciamo breve nota:

“Mi pregio di segnalarVi due provvedimenti del Tribunale di Napoli ove il magistrato accogliendo le nostre eccezioni in merito alla firma del contratto da parte del solo correntista ha per entrambe riconvocato il CTU chiedendogli espressamente di ricalcolare i saldi dei rapporti escludendo interessi ultralegali, capitalizzazione interessi passivi, spese diverse dalle legali cms ecc ecc prospettandosi così un bel risultato per i nostri clienti. Sperando di aver fatto cosa gradita si coglie l’occasione per formulare i più cortesi auguri  di buon lavoro.”

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Diritto

Ordinanza ammissione CTU – Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Sezione distaccata di Lipari

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto  dall’avvocato Giulio Fortunato Tescione, del quale Vi lasciamo breve nota:

“….in allegato rimetto copia dell’ordinanza di ammissione di CTU emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Sez. distaccata di Lipari, in materia di conto corrente e contratto di mutuo fondiario.

Nell’ambito del dedotto provvedimento il Giudice adito, tra gli altri quesiti formulati, ha chiesto al CTU designato di “ricalcolare il giusto saldo con l’applicazione di interessi fino al punto-soglia”; di determinare “il Tasso Effettivo Globale applicato dall’istituto di credito, comprensivo di tutti i costi e le spese”; nonché da ultimo di verificare “il rispetto delle prescrizioni di cui alla legge 108/1996″.

 

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Ordinanza: Tribunale di Padova

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Vi segnaliamo l’allegata ordinanza del Tribunale di Padova  trovata dal collega Avv. Alessio Marchetti Pia su IlCaso.it .

Il Giudice Dott. Marani ha disposto la CTU attesa la nullità della clausola degli interessi corrispettivi a seguito della sentenza Corte di Giustizia Europea sulla manipolazione dell’Euribor, ordinando nel quesito il ricalcolo agli interessi stabiliti ex art. 117 comma 7 TUB.

 

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Tribunle di Torino - 18 LUG

Commissione Tributaria Provinciale di Torino – ordinanza di sospensione di ruoli esattoriali e delle relative cartelle di pagamento

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Ci pregiamo di allegare alla presente ordinanza di sospensione di ruoli esattoriali e delle relative cartelle di pagamento, emessa in una causa personale dell’avv. Ziletti, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 197.214,82, dalla Commissione Tributaria Provinciale di Torino in data 04.07.2017, di seguito il relativo commento:

“SOSPENSIONE DI ESTRATTI DI RUOLO E DELLE RELATIVE CARTELLE ESATTORIALI PER UN IMPORTO COMPLESSIVO PARI AD EURO 197.214,82

Ordinanza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Torino in data 04.07.2007 in una causa contro Equitalia, avente ad oggetto estratti di ruolo relativi a IRPEF, addizionale comunale e regionale, IVA nonché le relative cartelle esattoriali, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 197.214,82.

La Commissione ha sospesoin contraddittorio tra le parti in pubblica udienzagli atti impugnati sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso che il Collegio ha ritenuto “gravi” e, quindi, meritevoli di essere accolte.

In particolare, si è eccepita l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

 

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione delle imposte, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Amministrazione finanziaria e all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei tributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Servizi di riscossione Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di notificazione di ulteriori atti, nonché la prescrizione di parte dei tributi pretesi.

Infine, si è dato atto dell’errato conteggio di interessi, aggi e sanzioni, contenuti nella cartelle impugnate.

Inoltre, quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare al ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione dell’ingente somma richiesta, che risulta evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria del contribuente evidenziata dalle dichiarazioni dei redditi depositate in atti.”

 

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Tribunale di Roma - 14 LUG

Tribunale di Roma – Importante provvedimento

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Abbiamo il piacere di trasmetterVi in allegato l’importante provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Roma dall’Avv. Roberto Teseo, di cui Vi lasciamo breve nota:

“Segnalo un provvedimento pregevolissimo e illuminante della Terza Sezione del Tribunale di Roma (la più prestigiosa del Foro, tra l’altro specializzata in diritto societario) non solo istruttivo per le indicazioni in diritto in ordine all’efficacia della garanzia a prima richiesta in determinate fattispecie ma utilissimo per implicazioni di natura pratica che importa nel contenzioso “incrociato” tra obbligati e garanti verso il ceto bancario.

Incardinato a suo tempo il procedimento di accertamento negativo da parte dell’obbligata principale (Società) verso la Banca, supportato da perizia SDL, la Banca oltre a costituirsi in giudizio spiegando domanda riconvenzionale si determinava ad agire separatamente ed autonomamente in sede monitoria verso i garanti, ottenendo decreto ingiuntivo per la somma che formava oggetto del saldo passivo del conto corrente contestato, sul presupposto che – trattandosi di negozio autonomo di garanzia (c.d. “a prima richiesta”) – costoro non avrebbero potuto sollevare eccezioni attinenti il rapporto fondamentale e quindi avrebbero senz’altro dovuto onorare la pretesa.

Avvenuta la costituzione in giudizio dei garanti, sulla scorta delle medesime argomentazioni del giudizio a suo tempo incardinato dall’obbligata principale e della stessa perizia SDL, il Tribunale denegava la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo e, soprattutto, aderendo alle tesi difensive prospettate, poneva in risalto che nella fattispecie la clausola di pagamento “a prima richiesta” riguarda le modalità e i tempi dell’escussione/pagamento ma non limita l’ampiezza delle eccezioni opponibili dai garanti: consegue che, in analoghe fattispecie, l’autonomia della garanzia non preclude l’opponibilità delle eccezioni tipiche di un rapporto accessorio, quale appunto quello della fideiussione.

Il Tribunale ha quindi rinviato ad altra udienza per valutare l’incidenza su tale giudizio degli effetti di quello di accertamento negativo promosso dall’obbligata principale, di fatto paralizzando le pretese della Banca verso i garanti.”

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Tribunale di Velletri-13LUG

Tribunale di Velletri – Estinzione procedura esecutiva immobiliare

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Abbiamo il piacere di trasmetterVi di seguito il provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Velletri dall’Avv. Marianna Fabiano, di cui Vi lasciamo breve nota:

“… invio l’ordinanza del Tribunale di Velletri con la quale il Giudice dell’Esecuzione ha estinto la procedura esecutiva.
I primi di maggio veniva ricevuto il Cliente al quale era stata fissata per la data del 16/05/2017 l’udienza con la quale sarebbe stata disposta la vendita.
Grazie alla solerzia del consulente siamo riusciti ad avere la perizia-econometrica in data 10/05/2017.
In data 12/05/2017 abbiamo depositato presso il Tribunale di Velletri istanza di inefficacia del pignoramento e contestuale opposizione all’esecuzione.
In data 17/05/2017 è uscita l’ordinanza del Tribunale di Velletri con la quale il Giudice dell’esecuzione ha dichiarato estinta la procedura ed ordinato la cancellazione della trascrizione del pignoramento.
Vorrei sottolineare la tempestività con la quale è stato salvato l’immobile al Cliente in soli 15gg.”

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