Category Archives: Ordinanze in materia bancaria

Tribunale Ivrea

TRIBUNALE DI IVREA – Rimessione in istruttoria causa sul ruolo

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Provvedimento ottenuto presso il tribunale di Ivrea dall’avvocato Emanuele Crozza di cui vi lasciamo breve nota:

“Sperando di fare cosa gradita, allego ordinanza Tribunale di Ivrea con la quale il Giudice ha rimesso in istruttoria la causa
ordinando alla banca l’esibizione di tutta la documentazione, modificando pertanto il precedente provvedimento con il quale aveva respinto tutte le nostre istanze.”
Avvocato Emanuele Crozza

Tribunale di Ivrea – Rimessione in istruttoria causa sul ruolo

Tribunale Viterbo

TRIBUNALE DI VITERBO – Provvedimento estinzione procedura esecutiva immobiliare

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Ordinanza

Vi rimettiamo di seguito provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Viterbo dall’avvocato Pietro Signorelli, del quale Vi lasciamo breve nota:

“….si comunica intervenuto provvedimento di estinzione di procedura esecutiva immobiliare presso il Tribunale di Viterbo.

Sulla scorta della decisione del Collegio in fase di reclamo di sospensione della procedura esecutiva immobiliare, grazie all’elaborato SDL, già comunicata (Tribunale di Viterbo 29.06.2016 – Avv. Signorelli), l’inattività delle parti nel non introdurre il giudizio di merito, ha giustamente penalizzato la Banca cui sono state poste a carico le relative spese di procedura. Ciò in esito ad ulteriore discussione su profili processualistici, già oggetto di acceso dibattito in dottrina e giurisprudenza.”

Tribunale di Viterbo – Provvedimento estinzione procedura esecutiva immobiliare

 

Tribunale Potenza

TRIBUNALE DI POTENZA – Ammissione CTU

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Ordinanza

Provvedimento  ottenuto presso il tribunale di Potenza dall’avvocato Antonio Destino,
in cui il Giudice invita il CTU a verificare l’effetto anatocistico contenuto nelle clausole contrattuali e, in riferimento al
superamento del tasso soglia anche solo da parte degli interessi di mora, chiede l’applicazione dell’art. 1815 secondo comma c.c.
escludendo ogni interesse.

Ordinanza Tribunale di Potenza – Ammissione CTU

tribunale sulmona

TRIBUNALE DI SULMONA – Ordinanza di rimessione sul ruolo istruttorio

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La banca lo cita per € 327.355,00 ma la Ditta si oppone con due perizie SDL ed ottiene in CTU € 940.204,26 di restituzione (oltre all’azzeramento della richiesta iniziale)

Provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Sulmona dall’avvocato Biagio Riccio, del quale Vi lasciamo breve nota:

Oggetto: ordinanza di rimessione sul ruolo istruttorio con contestuale invito al nominato CTU ad una integrazione peritale, resa necessaria a seguito delle nostre doglianze sollevate con gli scritti conclusionali. Straordinaria determinazione del consulente tecnico il quale, nel proprio supplemento, ribalta il quantum monitorio di € 327.355,47 riconoscendo al nostro assistito il rilevante importo di € 940.204,06

Con decreto monitorio n° XXX/2013 reso dal Tribunale di Sulmona, l’istituto di credito ingiungeva alla compagine societaria, assistita da questo studio, in uno ai suoi fideiussori, il pagamento della complessiva somma di € 327.355,47 di cui € 237.033,47 per scoperto di conto corrente n° XXXX ed € 90.322,99 per saldo debitore del conto corrente n° XXXXX.

Spiegata rituale opposizione ed instaurato il relativo giudizio, si giungeva agli incombenti istruttori ed il Giudice, avvedutamente, disponeva consulenza tecnica d’ufficio intimando, tra l’altro, al nominato ausiliario di acquisire, in caso di necessità, ulteriore documentazione presso la Banca.

Elasso il termine assegnato di 90 giorni, il CTU depositava il proprio lavoro il quale già riduceva sostanzialmente la pendenza debitoria di cui ai rapporti bancari oggetto di causa e, precisamente, ad € 7.864,16 quanto al conto corrente n° XXXXX ed € 83.084,28 quanto al conto n° XXXXX.

Tuttavia, l’ausiliario aveva anche il modo di precisare che, agli atti, non risultava parte della documentazione necessaria e, soprattutto, quanto al conto corrente n° XXXX, non risultavano depositati gli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto.

Rimarcate con le memorie conclusionali tali carenze documentali e probatorie, il Giudice rimetteva la causa sul ruolo istruttorio invitando, contestualmente, il CTU ai dovuti chiarimenti, anche alla luce del quesito assegnato, in sede di conferimento di incarico, di “acquisire, in caso di necessità, ulteriore documentazione presso la Banca”.

L’istituto di credito sfuggiva all’onere probatorio non depositando i necessari estratti conto.

Appurata tale persistente incompletezza documentale, il CTU procedeva al ricalcolo del conto corrente n° XXXXX partendo, come da giurisprudenza maggioritaria, dal cd. “saldo zero”, rideterminando quest’ultimo, epurato dagli interessi, dalle commissioni, spese e competenze pro-tempore addebitate, ad € 940.204,06 a favore del cliente.

Tribunale di Sulmona- Ordinanza di rimessione sul ruolo istruttorio

rigetto

TRIBUNALE DI VARESE – Rigetto istanza avversaria di emissione di ordinanza ingiuntiva

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Ordinanza:

Trasmettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il tribunale di Varese dall’avvocato Laura Annoni del quale vi lasciamo breve nota:
“Spett.le SDL, trasmetto in allegato, con piacere, l’ordinanza da me ottenuta in data 27 febbraio 2017 avanti il Tribunale di Varese, in una causa avente ad oggetto un rapporto di conto corrente, con la quale è stata ordinata alla Banca l’esibizione del contratto di conto corrente. Il Giudice, alla luce della contestazione del credito supportata da articolata perizia econometrica prodotta in atti, ha respinto l’istanza avversaria di emissione di ordinanza ingiunzione ex art. 186 ter c.p.c., riservando ogni decisione all’esito dell’esibizione del predetto contratto di conto corrente e rinviando la causa a successiva udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori.”

Ordinanza – Tribunale di Varese

Tribunale di Crotone

TRIBUNALE DI CROTONE – Ammissione CTU per verifica interessi di mora

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Ordinanza:

VI trasmettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il tribunale di Crotone dall’avvocato Umberto Filici del quale vi lasciamo breve nota:

“In allegato alla presente rimetto ordinanza di ammissione resa dal Tribunale di Crotone. L’ordinanza è molto interessante perchè il Giudice, su di un mutuo in bonis, chiede al CTU di verificare se nel contratto vi sia l’ addizione (sommatoria) degli interessi di mora nell’ipotesi dell’inadempimento nonchè se il T.E.Mo., da calcolare secondo la formula utilizzata dal nostro consulente, sia o meno superiore al TSU.”

Ordinanza – Tribunale di Crotone

tribunale Lat mob

TRIBUNALE DI LATINA – Sospensione procedura esecutiva di pignoramento mobiliare

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Ordinanza

BREVE NOTA DI COMMENTO AL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DI UN PIGNORAMENTO, IN SEGUITO AD UNA SOSPENSIONE CONCESSA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI LATINA (EX ART. 20, IV CO L. N. 44/1999 COME MODIF. DALL’ART. 2 C.1 LETT D) N.1 L.3/2012) – RISULTATO OTTENUTO DA AVV. BIAGIO NARCISO

In data 23.02.2017, il Giudice dell’Esecuzione di Latina ha sospeso un’ingiusta procedura esecutiva, incardinata con atto di pignoramento mobiliare, nonostante la sospensione concessa dal P.M. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina _ex _art. 20, IV co L. N. 44/1999 come modif. dall’art. 2 c.1 lett D n.1 L.3/2012. In altri termini, dopo numerose richieste di sospensione di ben 7 procedure esecutive, il P.M. concedeva la sospensione delle stesse, nonché la sospensione di tutti gli adempimenti fiscali e tributari imputabili alla società per ben 3 anni. _Nello specifico, pur risultando la cliente/esecutata persona offesa nel procedimento penale iscritto per il reato di cui all’art. 644 c.p., il Giudice inquirente riteneva necessari, ai fini della sospensione dei termini dei processi esecutivi, la richiesta per la durata di giorni 300, nonché la sospensione ex art. 20 co. 1° L. 44/99, degli adempimenti amministrativi e per il pagamento dei ratei dei mutui bancari ed ipotecari, nonché la sospensione ex art. 20 co. 2° L. 44/99 dei termini di scadenza, ricadenti entro 1(uno) anno dalla data dell’evento lesivo degli adempimenti fiscali, i quali sono prorogati per espressa disposizione di legge dalle rispettive per la durata di anni 3 (tre).”_ Illustrando brevemente i fatti, si significa che la società esecutata subiva dall’Agente riscossore un nuovo atto di pignoramento mobiliare, nonostante la notifica del provvedimento ad Equitalia, numerose diffide ed un’istanza in autotutela presso i competenti Uffici. Pertanto, Equitalia tratteneva ingenti somme, _sine titulo_, incurante del provvedimento del Magistrato penale -recepito dal Giudice civile- e prontamente notificato alla stessa. La cliente si rivolgeva nuovamente al nostro Studio Legale per la piena tutela dei propri diritti. Nonostante i ripetuti solleciti a mezzo dello scrivente, Equitalia proseguiva nell’intento criminoso, trattenendo così le somme pignorate. Ebbene, dopo un _Ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., con pedissequa istanza ex art. 624 c.p.c._, la malcapitata società chiedeva Giustizia al Giudice dell’Esecuzione. Dopo pochissimi mesi arriva il provvedimento del Giudice dell’Esecuzione che risulta degno di nota per diversi motivi. _In primis_, si fa notare all’attento lettore, che la motivazione che regge il convincimento del Giudice si basa sul fatto che l’Agente Riscossore abbia agito in dispregio della legge ed incurante del provvedimento di sospensione concesso. Il Giudice penale applicava l’art. 20 della legge 44 del 1999 e sospendeva per 300 giorni l’attività esecutiva e gli adempimenti tributari. Come ben noto chi subisce l’estorsione e l’usura, _ad effetto cascante _non può far fronte a tutti gli altri obblighi scaturenti da procedure esecutive ed agli adempimenti fiscali nonché amministrativi. Invero, l’art. 20 comma 4 della L. n. 44 del 1999 così recita: “_Sono sospesi per la medesima durata di cui al comma 1 l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate_”. Il comma 7 _bis _della stessa legge tra l’altro dispone: _“Il prefetto, ricevuta la richiesta di elargizione di cui agli articoli 3, 5, 6 e 8, _COMPILA L’ELENCO DELLE PROCEDURE ESECUTIVE _in corso a carico del richiedente e informa senza ritardo il procuratore della Repubblica competente, che trasmette il provvedimento al giudice, o ai giudici, dell’esecuzione entro sette giorni dalla comunicazione del prefetto_”. Il beneficio della sospensione, trattandosi di vittima dell’usura, si estende anche ad altre procedure che siano l’effetto conseguente a quella per la quale si è determinata ed è stata riscontrata l’usura, per le sue perniciose conseguenze. Ed il diligente P.M. ne fa più volte riferimento nella disposizione richiamata nel seno del nostro ricorso. Ciò significa che il beneficio della sospensione del citato provvedimento debba essere esteso anche alle altre procedure esecutive e ad ogni atto impositivo (fiscale) ed amministrativo. In altre parole, la querela veniva sporta dal legale rappresentante _pro tempore _della società per la sospensione dell’esecuzioni, ma beneficiano degli effetti della sospensione anche gli altri esecutati ed anche su altri ambiti non strettamente legati all’operato dell’usuraio. Il P.M. è stato così attento nel suo argomentare da richiamare spontaneamente gli articoli 7 e 7 _bis _della legge 44/1999. In tal modo, tutelava anche gli altri soggetti coinvolti nella procedura esecutiva immobiliare, con effetti anche in altri ambiti (tributari ed amministrativi). Il ruolo del P.M. di rappresentante dello Stato e di tutela della collettività veniva assolto pienamente. Difatti, il Giudice penale, rilevando che la compagine societaria esecutata fosse garantita da numerosi soggetti e tutti coinvolti o meglio travolti dalla procedura espropriativa, nel richiamare i prefati articoli ed estendendo immediatamente il beneficio della procedura _de qua, _rimetteva gli esecutati sotto l’ala protettiva dello Stato, arrestando anche le altre procedure esecutive e quelle fiscali, tributarie ed amministrative. In estrema sintesi, nonostante la sospensione penale, Equitalia notificava Atto di pignoramento e tratteneva numerosissime somme ingiustamente, a danno della cliente. Ebbene, a fronte del _Ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., con pedissequa istanza ex art. 624 c.p.c. _il Giudice dell’Esecuzione, nel confermare che il provvedimento del P.M. sia indiscutibile (e, lo si ricorda, inoppugnabile), deve essere necessariamente rispettato. E vale anche per Equitalia… In estrema sintesi: * Il P.M. adito, rilevato il reato di usura, ha il potere, _inaudita altera parte _ed _inaudita altera iudici, _di sospendere procedure espropriative, di natura strettamente civilistiche ed ogni altro adempimento fiscale e tributario connesso all’usurato; * Necessarie, ai fini della sospensione delle esecuzioni, risultano essere le istanze _ex _art. 20, IV co L. n. 44/1999, come modif. dall’art. 2 c.1 lett d) n.1 L.3/2012 (per la sospensione esecutiva) e quella prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8 della medesima legge (per l’elargizione delle somme disposte dal fondo delle vittime dell’usura ed estorsione); * La sospensione concessa ha effetti ineludibili “a cascata” anche nei confronti dell’Agente riscossore. * Il Giudice civile non può che rispettare il provvedimento del Magistrato penale; * L’usurato deve essere maggiormente tutelato, come veniva richiesto nei Lavori preparatori alla L.108/96, più note come Legge antiusura.

SI ALLEGA – Provvedimento sospensione procedura esecutiva del 23.02.2017

Cancellazione Centrale Rischi

ORDINANZA – Cancellazione Centrale dei Rischi

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ORDINANZA
Vi rimettiamo in allegato la cancellazione in Centrale Rischi ottenuta dall’Avvocato Biagio Narciso dello Studio Legale Riccio & Narciso, di cui Vi lasciamo breve nota:

“Dopo numerosi solleciti, la Banca cancella un’ingiusta iscrizione pregiudizievole in Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia.
Ennesimo risultato favorevole per i nostri clienti.”

Ordinanza-Cancellazione Centrale dei Rischi

Rimessione causa in ruolo

TRIBUNALE DI NAPOLI – Rimessione causa in ruolo

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ORDINANZA

Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Napoli dall’Avvocato Biagio Narciso dello Studio Legale Riccio & Narciso, di cui Vi lasciamo breve nota:

“Ordinanza di rimessione della causa su ruolo del Magistrato del Tribunale di Napoli, dalla quale emerge che lo Studio Riccio riusciva, grazie all’ausilio delle attente perizie tecnico-contabili redatte dalla SDL Centrostudi, a cambiare l’orientamento del Giudice e rimettere la causa sul ruolo per i relativi accertamenti dell’usura.

Ordinanza Tribunale di Napoli

tribunale di lecco

Tribunale di Lecco – Sospensione esecuzione per omessa notifica Equitalia

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Ordinanza:

Decreto di sospensione di esecuzione presso terzi relativa a cartelle di pagamento per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 212.424,70, emessa dal Tribunale di Lecco-Sez. Esec. Mob. in data 01.12.2016, nonché relativo commento:

Decreto emesso in data 01.12.2016 dal Tribunale di Lecco – nella persona del Giudice dell’esecuzione – in relazione a un pignoramento presso terzi effettuato da Equitalia in forza di presunti crediti erariali e relative sanzioni amministrative, per la somma complessiva di euro 212.424,70.
Il Giudice, inaudita altera parte, in forza di delibazione del fumus di fondatezza del ricorso, ha sospeso il pignoramento fissando contestualmente l’udienza di comparizione per la discussione.
A fondamento della decisione il Giudice ha ritenuto evidentemente fondati i motivi di ricorso.
In particolare, si è eccepita l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.
La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.
La ricorrente ha altresì eccepito il fatto che l’Agente della riscossione ha omesso di notificare l’intimazione di pagamento, prevista ai sensi dell’art. 50 del d.p.r. n. 602/73, che si qualifica come atto necessario e preventivo rispetto all’esecuzione forzata.
Si è poi eccepita la prescrizione dei crediti vantati nonché la decadenza di Equitalia dal potere di riscuotere le somme richieste.
Quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare alla ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione dell’ingente somma richiesta, che risulta evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria della stessa.
In particolare, sono stati depositati i bilanci della società ricorrente dai quali emerge l’avverso andamento economico della medesima – e, quindi, le difficoltà economico finanziarie in cui essa versa In considerazione anche delle ingenti perdite subite, nonché gli estratti conto di alcuni conti correnti intestati alla medesima dai quali si evince come gli stessi presentino tutti un saldo negativo.
Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

Tribunale di Lecco_22Feb

Tribunale di Roma

Tribunale di Roma – Necessario CTU per verifica tasso di mora

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Ordinanza:

Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Roma dall’Avv. Ivo Baldassini, del quale Vi lasciamo breve nota:

“… in relazione al Cliente in oggetto, formulo la presente per informarVi che, all’esito dell’odierna udienza, il Giudice istruttore, dinanzi al quale pende opposizione a precetto ex art.615, comma 1, c.p.c., ha ritenuto opportuno ammettere la C.T.U. tecnico-contabile, anche alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali, per verificare se l’Istituto di credito ha effettivamente operato l’applicazione del tasso mora anche al tasso corrispettivo.

Il Giudice, alla luce delle risultanze peritali depositate con le memorie istruttorie, preso atto che anche l’istituto di credito, nei propri scritti, non contesta l’applicazione del tasso mora all’intera rata e dunque anche agli interessi corrispettivi (sebbene nelle memorie la difesa avversaria richiami giurisprudenza “filo-bancaria”), ha ritenuto necessario affidare all’esperto la verifica in tal senso”.

Tribunale di Roma_23Feb