Category Archives: Sentenze

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SENTENZA FAVOREVOLE – TRIBUNALE DI MILANO

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SENTENZA FAVOREVOLE – TRIBUNALE DI MILANO

E’ con viva soddisfazione che Vi inoltriamo la sentenza favorevole ottenuta dall’Avv. Giovanni Cinque presso il Tribunale di Milano di cui Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento del collega:

“con piacere allego la sentenza n. 10814 del 25 ottobre 2018 con la quale il Tribunale di Milano ha:

1) Dichiarato la nullità delle clausole in punto di interessi usurari e di cms;

2) Accertato che l’importo complessivamente addebitato dalla convenuta a titolo di interessi, commissioni e spese sul rapporto n. 1462 inter partes nel periodo tra il IV trimestre 2006 e il II trimestre 2011 è pari ad € 41.399,76, dal quale va espunta la somma complessiva di € 3.009,45;

3) Condannato ***** ****** S.p.A. a corrispondere a B***** la somma di € 3.009,45;

4) Posto definitivamente a carico della Banca le spese di Ctu;

5) Condannato la Banca convenuta a rifondere all’attrice le spese di lite, liquidate secondo il valore della causa effettivamente accertato, in complessivi € 2.500,00 oltre accessori di legge, IVA e CPA.”

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Milano

Tribunale di Milano – Strepitoso! Grande successo!

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Tribunale di Milano – Strepitoso! Grande successo!

E’ con grande orgoglio che Vi trasmettiamo la sentenza positiva che l’ottimo Avvocato Mazzarano Erika -convenzionato SDL- ha ottenuto per un nostro Cliente sul Tribunale di Milano: VI sezione!.

Il Cliente SDL recupera € 252.892,47!

Che ne dite? Non male vero?

Bravo il commerciale SDL che ha venduto la perizia al Cliente
Bravo l’Avv. Mazzarano

E’ così che si fa la storia del quotidiano, aiutando fattivamente i Clienti.
La nostra lezione prosegue più ferma e più alta.

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sentenza favorevole_debito abbattuto

Sentenza favorevole – Debito tributario pari a Euro 12.766,50 completamente abbattuto

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Sentenza favorevole – Debito tributario pari a Euro 12.766,50 completamente abbattuto

Di seguito la sentenza favorevole emessa per un Nostro importante cliente.
Sentenza ottenuta dall’Avv.to Costa Daniela con la quale ci congratuliamo.
Il debito tributario, pari ad Euro 12.766,50, è stato completamente abbattuto.

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ABF BARI – RICORSO ACCOLTO CONTRO DEUTSCHE BANK € 10.847,97

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ABF BARI – RICORSO ACCOLTO CONTRO DEUTSCHE BANK  € 10.847,97 oltre rimborso spese di € 320,00

In allegato alla presente la decisione del collegio di Bari, nel quale è stato accolto un ricorso a favore di un consumatore inerente un prestito personale in cui è stato rilevato il TAEG errato, la violazione dei principi della Trasparenza bancaria.

Il cliente è stato obbligato alla stipula di una polizza assicurativa, e l’intermediario, non ne ha incluso il costo nel TAEG.

Pertanto è stata riconosciuta la nullità della clausola contrattuale del TAEG e la conseguente applicazione del tasso sostitutivo pari al tasso minimo dei Bot, per un vantaggio complessivo di €10.847,97 oltre un rimborso spese di € 320,00

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Tribunale di bari

Sentenza favorevole Tribunale Bari su mutuo

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SENTENZA FAVOREVOLE TRIBUNALE DI BARI

E’ con viva soddisfazione che Vi inoltriamo la sentenza positiva ottenuta dall’Avv. Mario Pietro Coppolino sul Tribunale di Bari di cui Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento del collega:

“è con vivissima soddisfazione che rassegno in allegato recentissima (28-08-2018) sentenza depositata dal G.U. dott. Nicola Magaletti presso il Tribunale di Bari, in giudizio in cui parte attrice veniva difesa dallo scrivente legale sulla scorta della Perizia fornita dalla Spett.le SDL Centrostudi S.p.A..

La sentenza, che accoglie in pieno le tesi della denunziata usurarietà del mutuo in questione, risulta di particolare interesse per la molteplicità dei profili giuridici risolti in favore della parte mutuataria/attrice.

Anzitutto, viene disattesa la CTU, che contro ogni deduzione ed osservazione di parte aveva ritenuto di poter escludere dal proprio campo d’indagine (verifica antiusura) il saggio degli interessi di mora nel suo concreto divenire, mentre al più quel tasso veniva esaminato nella sua misura nominale annua contrattualizzata.

Come se non bastasse, il CTU negava pure rilievo – ai fini della valutazione dell’usurarietà contrattuale originaria – alla previsione di un compenso per estinzione anticipata.

Il Giudice, accogliendo le argomentazioni e domande di questa difesa attrice, come del proprio CTP, sui punti anzidetti, motivatamente (“costituisce ormai jus receptum che ai fini dell’accertamento della ricorrenza dell’usura oggettiva originaria deve aversi riguardo agli interessi, commissioni, remunerazioni e spese (ad eccezione di imposte e tasse) a qualunque titolo pattuiti (e quindi anche gli interessi di mora) con riferimento al momento in cui gli interessi vengono pattuiti, indipendentemente quindi dalla loro effettiva dazione con la conseguenza che ai fini della verifica della ricorrenza dell’usura oggettiva originaria deve effettuarsi la ricerca ipotetica della peggiore delle ipotesi possibili, ovvero quella economicamente più svantaggiosa per il cliente”) disattendeva tali imprudenti impostazioni del CTU, ben individuando le evidenze contrattuali denunziati l’usurarietà dei patti intervenuti tra le parti (sia in punto di saggio degli interessi di mora, che di commissione per estinzione anticipata).

Ancora coraggiosamente il Giudicante denunziava apertamente la contraddittorietà di quelle interpretazioni restrittive che vorrebbero limitate ai soli interessi moratori le conseguenze dell’usurarietà del solo saggio di quegli stessi interessi. Tale asfittica interpretazione veniva dal giudicante bollata per la sua evidente criminogeneità, in merito soggiungendosi che: “Invero non appare condivisibile la tesi accolta da una parte della dottrina e della giurisprudenza secondo la quale sarebbero dovuti gli interessi corrispettivi nell’ipotesi in cui il superamento del tasso soglia riguardi solo gli interessi moratori, tesi che comporta una sostanziale disapplicazione della disposizione citata che si rivelerebbe del tutto superflua considerato che la clausola che preveda interessi moratori superiori al tasso soglia, in quanto nulla per contrasto con norma imperativa. comporta già di per sé la non debenza di tali interessi ai sensi dell’art.1419 cc. e la corresponsione degli interessi corrispettivi”.

Invece, secondo la tesi di questa difesa, integralmente recepita in sentenza, l’unica conseguenza che deve trarsi dalla verificata usurarietà originaria di anche solo una delle clausole contrattuali è quella univocamente discendente dal considerarsi che “l’art.1815, II co. cc prevede quale sanzione che non sono dovuti gli interessi di qualsiasi natura”.

L’applicazione di tali principî appare nella specie ancor più significativa, considerando che le rate del piano di ammortamento erano state sempre onorate entro le scadenze (indi senza alcuna concreta applicazione/riscossine di interessi di mora) e che il giudizio veniva intrapreso a mutuo già estinto.”

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Tribunale di Pesaro - sentenza

SENTENZA FAVOREVOLE – TRIBUNALE DI PESARO

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SENTENZA FAVOREVOLE – TRIBUNALE DI PESARO

E’ con viva soddisfazione che Vi alleghiamo di seguito la sentenza positiva ottenuta sul Tribunale di Pesaro dall’Avv. Tommaso Patrignani la quale ha portato grande giovamento al comune cliente. Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento esplicativo del collega :
“…comunico con enorme soddisfazione l’esito altamente favorevole di una causa civile incardinata dal sottoscritto avanti un altro Tribunale marchigiano, questa volta quello di Pesaro, in materia di mutuo bancario.
Grazie all’integrazione peritale fornita da SDL, confermata dalla CTU svolta in corso di causa, anche il Giudice di Pesaro ha riconosciuto l’errata indicazione dell’ISC/TAEG rispetto a quello effettivamente verificato, diverso e maggiore, applicando per la tipologia di nullità l’art. 117, commi 6, 7 tub con ricalcolo del piano di ammortamento al tasso bot.
La conseguenza ricade enormemente sui mutuatari, i quali stanno onorando un mutuo frazionato in due e che, alla data di emissione della sentenza (12.07.2018) avevano un debito residuo per capitale ed interessi pari rispettivamente ad euro 212.197,02 l’uno ed euro 202.666,37 l’altra.
GLi stessi, grazie al ricalcolo disposto, hanno visto infatti ridurre il debito di euro 45.281,60 (portandolo a 157.384,77) e 49.115,55 (portandolo a 163.081,47), in quanto frutto degli interessi pagati in esubero.
Non solo. Da qui in avanti le rate di entrambi dovranno essere ricalcolate, per ciò che concerne gli interessi, al tasso bot, con sostanziosa riduzione dell’importo dovuto…”

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PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI

Provvedimenti favorevoli su Cartelle Esattoriali

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Eccezionale SDL! Provvedimenti favorevoli su Cartelle Esattoriali

I nostri legali non si fermano più!

Quando incominciano a vincere lo fanno in grande stile; è il caso dell’Avv.to Daniela Costa di Catanzaro che ha ottenuto:

  • 2 accoglimenti del ricorso su Cartelle Esattoriali presso la Commissione Tributaria di Catanzaro
  • 2 sospensioni di Cartelle Esattoriali presso la Commissione Tributaria di Catanzaro
  • 1 sospensione della efficacia esecutiva delle Cartelle Esattoriali presso il Tribunale di Paola
  • 1 sospensione dell’esecuzione delle Cartelle Esattoriali presso il Tribunale di Catanzaro

CLIENTI FELICI e SALVATI!

Grazie Avv,to Costa. Grande SDL!

Ecco come si lavora e come si porta giustizia nelle aziende e nelle famiglie.

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sentenza-favorevole-ancona

Sentenza favorevole – Tribunale di Ancona

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E’ con viva soddisfazione che Vi inoltriamo la sentenza positiva ottenuta sul Tribunale di Ancona dall’Avv. Tommaso Patrignani, che ha portato grande giovamento al comune cliente. Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento esplicativo del collega:

… ho l’enorme piacere di comunicare l’esito altamente favorevole di una causa civile incardinata dal sottoscritto avanti il Tribunale di Ancona in materia di mutuo bancario. 

Grazie all’integrazione peritale fornita da SDL, confermata dalla CTU svolta in corso di causa, il Giudice ha riconosciuto l’errata indicazione dell’ISC/TAEG rispetto a quello effettivamente verificato, diverso e maggiore, applicando per la tipologia di nullità l’art. 117, commi 6, 7 tub con ricalcolo del piano di ammortamento al tasso bot. 

La conseguenza è che i mutuatari, a fronte di ben 157.124,00 euro di interessi da elargire durante il rapporto (secondo il piano di ammortamento), ne dovrebbero sborsare al tasso bot  soli 11.070,00. 

 

Avendo al momento dell’emissione della sentenza già pagato interessi per euro 56.465,6, il Giudice ha condannato la banca alla restituzione in loro favore di 45.395,6 euro. Nulla più dovranno inoltre per interessi da qui sino alla fine.”