Commento Ordinanza Tribunale di Padova

Commento Ordinanza Tribunale di Padova

Gentili Colleghi,

in merito all’allegata ordinanza del Tribunale di Padova emessa in sede collegiale e che vi abbiamo trasmesso in settimana, siamo ad inviarvi il presente commento con la finalità di meglio farvi comprendere l’eccezionalità della stessa ordinanza e, pertanto, la sua utilità in eventuali contenziosi presenti e futuri.

L’ordinanza va esaminata sotto diversi profili.

Usura

Innanzitutto, il Tribunale fa propria la tesi sostenuta dalla Cassazione con nota sentenza 350 del 2013.

Il Tribunale in detta ordinanza non si esprime sulla sommatoria tra tassi corrispettivi e moratori, in quanto nel provvedimento impugnato non è stata formulata tale istanza.

Invero, il Tribunale incentra la sua attenzione sulla domanda che era di applicazione dell’art. 1815 c.c. s.c. sul solo tasso di mora che superava in contratto il tasso usurario.

In particolare, il Tribunale chiarisce espressamente che, essendo il tasso di mora superiore al tasso soglia, si ha il travolgimento del contratto (testuale!) per l’avvenuta applicazione della sanzione di nullità di tutti i suoi componenti e quindi anche del tasso corrispettivo (TAN).

Tale ordinanza smentisce quindi il Tribunale di Milano che, con ordinanza del 28.01.2014, aveva stabilito come il tasso corrispettivo sopravvive nel caso in cui la mora esuberi la soglia.

Il Tribunale di Padova precisa inoltre sul punto che la frase contenuta nella L. 24/2001 formulata nel seguente modo: “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” esplicita e spiega che non è consentito effettuare alcuna distinzione tra interessi corrispettivi e moratori, né tra le corrispondenti pattuizioni.

AFFERMAZIONE EPOCALE!!

Insomma, è l’intera clausola relativa agli interessi che viene dichiarata nulla senza più questioni, distinzioni, eccezioni ed obiezioni speculative sulla differenza di genere tra TAN e mora o sulla dazione in luogo della pattuizione.

La distinzione che alcuni magistrati hanno fatto negli ultimi tempi (Verona, Milano, Napoli) creando confusione in merito (confusione sulla quale, ovviamente, le Banche ci si sono “tuffate a pesce” reclamizzandole a loro favore), è errata.

L’ordinanza allegata smentisce infatti il Tribunale di Verona (e quindi anche Milano e Napoli).

Detto Tribunale (Verona) con sentenza recentissima affermava che la L. 24/2001 recita come più sopra ricordato di interessi corrisposti e lì appoggiandosi negava la possibilità della sommatoria del TAN e della mora nella logica della semplice pattuizione.

Ora, il Tribunale di Padova riporta correttamente al tenore lessicale della norma precisando che la L. 24/2001 recita di interessi pattuiti e rimettendo in linea diritto e giurisprudenza degli ultimi quindici anni,confermando lo studio allegato dell’Avv. Riccio e la bontà delle perizie SDL con parere pro veritate dell’Avv. Meloni.

Con questa ordinanza Padova smentisce e corregge poi Trani, Treviso ed ancora Milano ove s’insiste sull’applicazione di interessi e non ci si sofferma sull’usura contrattuale. Insomma, se i tassi risultano in contratto.

Come già detto questa ordinanza smentisce Napoli indirettamente sulla cosiddetta “clausola di salvaguardia”.

Napoli sosteneva che, apparendo in contratto la clausola che limita comunque il tasso di mora al di sotto tasso soglia, essa non è nulla.

Infatti, il combinato disposto dalla L. 24/2001 in collegamento all’art.644 c.p. evidenzia (ora senza più equivoci) che occorre sommare tutte le commissioni, spese ecc. e quindi anche la mora! E c’è di più: anche a voler escludere – a questo punto – la sommatoria tra interessi corrispettivi e moratori, qualora si sia in presenza della clausola di salvaguardia la sommatoria anche di una spesa minima (istruttoria, assicurazione ecc…) questa va sommata e va a superare la soglia del tetto d’usura.

E gli effetti sono quelli indicati da Padova: nullità di tutti gli interessi.

Ma l’ordinanza va oltre, nel senso che può trovare esplicita applicazione in tutti i procedimenti di Esecuzioni immobiliari: sospensiva ed opposizione.

In caso di opposizione all’esecuzione immobiliare ci troviamo di fronte a seri problemi nel caso in cui oltre al “creditore procedente Banca” vi siano altri creditori intervenuti nella procedura.

Tale presenza comprime il diritto del debitore in quanto i Giudici non sospendono, pure in presenza di diritti da far valere nei confronti del procedente, per non ledere i diritti degli intervenuti.

Ebbene, l’ordinanza spiega in modo puntuale che vedere indicato e verificato/accertato il vizio “ab origine” del contratto su cui si basa il titolo esecutivo del procedente (art. 474 c.p.c.) fa si che il pignoramento non sia valido.

Insomma l’esecuzione salta.

Adesso si comprende appieno la portata storica di tale pronuncia, supportata dalla Giurisprudenza più recente.

Infatti, in applicazione dell’art. 1815 c.c. si ha nullità parziale del titolo (le clausole sugli interessi sono nulle e non il contratto di mutuo), il che si riverbera sulla somma interessata dal recupero, documentata dalle perizie.

I pareri pro veritate della SDL su indirizzo dell’Avv. Meloni vedono ora ancora di più confermata la loro valenza e fondatezza, in linea con la riconfermata correttezza della 350/2013 e ss.

Concludendo: se si riuscisse a dimostrare il vizio parziale del titolo (usura ecc.) del creditore procedente, allora si potrebbe invocare l’estinzione dell’esecuzione anche “in danno” agli intervenuti ulteriori.

Avv. Massimo Meloni

Segue Ordinanza

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