Commento sull’ammissibilità dei ricorsi per cassazione penali per usura

Si rimette un breve commento ad opera dell’Avv. Raffaele Garofalo dello Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio sull’ammissibilità dei ricorsi per cassazione con pedissequo decreto di fissazione d’udienza dinanzi alle Sezioni Penali della Suprema Corte inerenti materia di usura bancaria.

Il superamento del vaglio di ammissibilità operato dalla Settima Sezione è prova della decisività, specificità e non novità, salvo quanto dispone l’art. 609 c.p.p., dei motivi inseriti nell’atto redatto dall’Avv. Biagio Riccio.

Costituisce sicuramente il barlume di speranza sempre acceso nel Diritto e nella Legge e l’indomita costanza nella lotta.

“Considerazioni in ordine all’ammissibilità dei ricorsi per cassazione – sezione penale – in materia di usura bancaria

 

Il ricorso per cassazione avverso il decreto e/o ordinanza di archiviazione emanati dal Giudice delle Indagini Preliminari continua a costituire l’extrema ratio cui valersi quando, acriticamente e supinamente, il GIP si riporti alla richiesta del Pubblico Ministero, non solo non accogliendo le doglianze difensive, ma non esprimendo nessuna motivazione sulla propria decisione.

A tal uopo, detto provvedimento è chiaramente apparente: con un fare “pilatesco” si decide di non-decidere, disponendo la “cestinazione” del fascicolo delle indagini preliminari.

In materia di usura bancaria, quando ci si trova di fronte ad una richiesta ed ad una successiva ordinanza di archiviazione che si basa esclusivamente sulla mancanza dell’elemento oggettivo del reato per appiattimento operativo sulle circolari e/o istruzioni di Banca d’Italia, è necessario ed indifferibile contrastare in sede di legittimità, ultimo grado di giudizio, la somma ingiustizia che si subisce nelle aule dei Tribunali Italiani.

La patente violazione di una norma di legge, l’art. 644 del codice penale, in nome dell’organo di autogoverno del sistema bancario italiano deve essere evidenziata alla Suprema Corte affinché, attraverso la propria funzione nomofilattica, si arresti il predominio di una fonte regolamentare sul dettato cristallino della Legge, fonte primaria nel nostro ordinamento.

Sebbene ciò sembri lo sbocco naturale della propria attività difensiva nell’interesse dei propri assistiti, il ricorso per cassazione deve superare il vaglio di ammissibilità curato dalla Sezione VII della Corte che, come una “tagliola”, filtra quelli che saranno poi delibati dalle singole sezioni, superando, pertanto, il primo ostacolo costituito dalla legittimazione ad impugnare e sull’interesse a ricorrere.

L’elevatissima percentuale dei provvedimenti di inammissibilità costituisce la cartina di tornasole di come tale strumento sia un affare serio: deve essere redatto in maniera tale che prima face si evinca la decisività, la specificità e non novità, salvo quanto disposto dall’art. 609 c.p.p., dei motivi.

Lo Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio ha presentato ben due ricorsi per cassazione avverso provvedimenti di archiviazione emanati dal Giudice per le Indagini Preliminari di Torino e di Vicenza.

Con puntualità ha specificato come le decisioni impugnate siano caratterizzate da motivazioni apparenti, attesa la evidente la violazione di legge penale che disciplina l’usura bancaria infangata dal valore imperante, nei Tribunali, delle decisioni di Banca d’Italia; tale, in molti casi, da non far predisporre neppure una consulenza tecnica d’ufficio che rilevi o meno il superamento del tasso soglia.

È giusto e sacrosanto che la Suprema Corte sia adita affinché questa umiliante supremazia ottenga un’inversione di rotta in nome di un testo normativo, quello del 644 c.p., chiaro come il sole.

La decisività, la specificità e non novità, salvo quanto disposto dall’art. 609 c.p.p., dei motivi inseriti nei ricorsi per cassazione redatti dallo Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio ha garantito il superamento del vaglio di ammissibilità con la fissazione dell’udienza camerale dinanzi alle Sezioni Semplici.

Provvedimenti più unici che rari, quando si parla di usura bancaria, atteso l’appiattimento culturale delle Corti di merito sull’annoso problema che affligge i nostri assistiti.

Costituisce, senz’altro, un barlume di speranza atteso che, accolti i ricorsi, ciò costituirebbe quel revirement giurisprudenziale in materia bancaria che ogni giorno si tende a raggiungere nelle Aule di Giustizia affinché, ex art. 101 della nostra Carta Costituzionale, i Giudici siano finalmente soggetti soltanto alla Legge.”

 

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