COMUNICATO STAMPA: risposta al sig. Lannutti ed ad Adusbef

COMUNICATO STAMPA: risposta al sig. Lannutti ed ad Adusbef.

Gentile lettore siamo costretti, nostro malgrado, pubblicamente a difenderci da un attacco meschino quanto proditorio e senza scrupoli lanciato da tal Lannutti che si spaccia come membro o referente dell’Adusbef.

Non è nelle nostre corde e nel nostro stile utilizzare network informativi per diffondere notizie e fatti che invece dovrebbero trovare una collocazione più adeguata e naturale nelle aule giudiziarie e processuali.

Come il Lannutti riferisce, con iattanza, l’“Adusbef ha denunciato ad alcune Procure della Repubblica ed all’Antitrust, SDL Centrostudi SpA”.

E’ gravemente monca questa affermazione, perché lo stesso Lannutti non dice che la SDL, tramite i suoi avvocati, ha apprestato idonea difesa e tende in modo leale di ottenere giustizia da strumentali accuse mosse ad arte dall’untore informativo in oggetto.

Il Lannutti, ignominiosamente e spregevolmente, si è affidato dunque a Facebook per attaccare a testa bassa, nella speranza di impaurire la SDL: il suo intento, di becera fattura, è quello pertanto di diffondere notizie calunniose ed in tal modo, diffamando chi scrive, ottenere l’approvazione di consociati: è una manovra subdola, malmostosa, tendenzialmente sordida e livorosa, perché non cela, bensì chiarisce che l’Adusbef agisce, slealmente, per l’accaparramento di clientela.

Il procedimento innanzi all’autorità del garante promossa e che richiama il Lannutti ha visto la rituale costituzione della SDL che ha saputo dare tutte le risposte pertinenti del caso.

Spaventa l’arroganza e la sicumera del Lannutti, il quale, placidamente, come se già avesse la vittoria in tasca, afferma che “l’Antitrust dovrà concludere il procedimento entro il 9 dicembre 2014”: forse che il Lannutti ha aderenze presso l’antitrust per cui viene informato e riceve notizie riservate in spregio alla legge? e se sì, in relazione a che titolo e/o a quali eventuali preferenze? funzionari pubblici? magistrati? amici degli amici?

Non si rende conto il Lannutti della gravità delle sue affermazioni che oltre a non essere veritiere sono gravemente lesive anche delle regole processuali (ma non era un avvocato costui?): deve infatti ancora espletarsi un’istruttoria, devono essere raccolte delle prove, bisogna approdare, giungere a dimostrazioni calzanti e di poi rendere un provvedimento vincolante per le parti. Lui ritiene di avere già una risposta in mano! come mai? chi gliel’ha detto e garantito?

Il Lannutti commette un gravissimo illecito del quale la stessa Autorità del Garante deve esserne edotta: vi è la patente violazione della lealtà processuale, perché il Lannutti, ha reso manifesti fatti e circostanze che attengono ad una valutazione ed ad un giudizio in corso, concretando la lesione delle fondamentali regole della legge sulla privacy.

Ne deve rispondere sia penalmente che civilmente lui e l’Adusbef.

Ma veniamo alle false accuse.

Anzitutto la SDL non è stata denunciata in nessuna Procura di Italia semmai SDL è parte lesa (ragione per la quale ha radicato procedimenti con il deposito di circostanziate denunce per diffamazione, per le gravi calunnie che sul suo conto sono state perpetrate da alcuni “Lannutti” di turno su questioni speculative ed infondate).

 In secondo luogo, come è stato riferito all’Autorità del Garante, la SDL ha svolto nel rispetto del suo Statuto e dei fondamentali principi della sua Fondazione Etica un imponente lavoro concretizzatosi con la redazione di moltissime pre-analisi riguardanti anomalie su conti correnti, mutui, leasing, derivati, ecc.(163.000 dalla data della sua iniziata attività)

Il suo agire è in perfetta aderenza al dettame delle associazioni Onlus. Infatti le dette pre-analisi sono gratuite e vengono eseguite nell’interesse di chi le commissiona: che siano non onerose lo attesta uno specifico contratto nel quale non risulta alcun impegno futuro dell’esaminato soggetto (o rappresentante legale) a contrarre la redazione di perizie.

Solo successivamente, infatti, qualora l’utente sia convinto del risultato che di per sé già è dato e conosciuto in quanto ne sono riportati gli esiti nelle pre-analisi, si stipula un contratto nel suo interesse, il cui ricavato è utilizzato anche per sopperire ai costi delle prestazioni peritali, ovviamente svolte da professionisti terzi collaudati e non facenti parte della compagine societaria di SDL.

Se la SDL è stata capace di ottenere e conseguire questi lusinghieri e ragguardevoli risultati e poi fatturati, che il Lannutti riferisce con tanta invidia e gelosia, vuol dire solo che SDL sa svolgere brillantemente il suo mestiere e raggiungere il consenso dei suoi clienti.

Sfugge infatti volutamente ed artatamente al Lannutti che la SDL, come è stato argomentato nell’articolata difesa innanzi al Garante, svolge la sua attività nel rispetto dei fini che si pone di associazione vicino agli interessi di utenti vessati dal ceto bancario.

Il cliente è posto, invero, nella condizione che prima che conferisca l’incarico peritale, già conosce, a mezzo di una relazione (pre-analisi peritale) gratuita e senza alcun impegno gravoso ed oneroso per lui, quali siano prospetticamente i risultati cui approderà la perizia che successivamente sarà nel suo interesse redatta solo se lo vorrà e richiederà con la sottoscrizione di un contratto a titolo oneroso.

Questo aspetto fondamentale e precipuo è stranamente “sfuggito” al Lannutti, così come pare essergli “sfuggita” anche la pacifica ma determinante circostanza che il tale servizio di scrutinio preliminare rappresenta un vera e propria attività “no profit” di rilevanti (per non dire mastodonticamente) proporzioni ed importanza.

A riguardo, pare appena il caso di precisare che (dati recenti alla mano e come già riferito) su circa 163.000 pre-analisi effettuate solo 24.000 contratti sono POI approdati alla perizia econometrica e quindi alle successive attività svolte dai legali di recupero stragiudiziale e/o giudiziale sul territorio nazionale.

Ciò sta chiaramente a significare che SDL ha reso un servizio di consulenza ed orientamento totalmente gratuito, con riguardo a ben 141.000 posizioni e clienti! Ove gli stessi hanno preso conoscenza e coscienza dei loro diritti e ne hanno poi anche fatto seguire iniziative soggettive a tutela sia di natura relazionale con le banche che con i propri organi amministrativi aziendali interni.

Tali fatti – da soli – non possono che destituire di ogni serietà e fondamento le avverse ed ingiuste illazioni: questi sono fatti…pesanti! il resto sono chiacchiere.

Solo 24.000 dunque sono gli effettivi contratti conclusi. Vi è perciò una forbice consistente che lascia adamantinamente trasparire che la SDL è nella sostanza una vera “associazione ONLUS”, in quanto solo il 15% dei suoi utenti è giunta e giunge alla stipulazione di un accordo peritale: qual’ ’e’ la parte preponderante dell’attività SDL? quella gratuita preliminare o quella successiva e residuale?

Il fine non giustifica i mezzi, dal momento che nessun utente è costretto a firmare le pre-analisi gratuite: liberamente sceglie se addivenire ad un contratto.

Tuttavia (e questo fa rodere il fegato alla concorrenza dell’Adusbef) l’utente possiede già informazioni che ha ottenuto senza alcun onere e che può facilmente utilizzare nei confronti delle banche, come cartina di tornasole per dimostrare che esse hanno agito contro la legge, applicando interessi usurari ed illegittimi.

L’Adusbef di converso è un’associazione che si spaccia per onlus (per carita’ magari con tutte le certificazioni e dichiarazioni amministrative del caso), ma tale non è o comunque solo non è: la commistione fra professionisti ed associazione “no profit”, desta perplessità anche all’occhio dell’osservatore più distratto, nascondendo non pochi punti d’ombra.

Vediamo cosa è scritto nel loro sito: “I professionisti (tutti dottori commercialisti convenzionati) della Vicepresidenza ADUSBEF realizzano, ai soli iscritti ADUSBEF, perizie econometriche da produrre nel contenzioso contro le banche e nelle transazioni ai seguenti costi:

1) Perizie veloci di ricalcolo dell’anatocismo, spese forfettarie e cms: 20 euro+tasse ad anno per ogni conto;

2) Perizie analitiche di ricalcolo degli interessi ultralegali, dell’anatocismo, delle cms, delle valute, delle spese, dell’usura: 0,25 euro+tasse ad operazione”.

Ed ancora:“Le perizie econometriche verranno eseguite da Dottori Commercialisti, fiduciari Adusbef Onlus, ad un costo minimo:

a) Perizia analitica (calcolo interessi ultralegali, valute, cms, anatocismo, spese, tasso usura): Euro 0,25 ad operazione (intendendosi per riga di operazioni di ogni estratto conto) (più tasse);

b) Perizia generica (calcolo anatocismo, cms e spese): Euro 20 a trimestre (più tasse);

c) Perizia Mutuo: Euro 500 (più bolli e tasse)”.

 Altro che associazione ONLUS: se tale fosse non dovrebbe chiedere alcunché all’utente, il quale già prima di conoscere gli esiti peritali è costretto ad attenersi (pagando) ad un tariffario.

Qui vi è la palmare differenza con la SDL la quale non costringe al pagamento il suo cliente (per l’attività cognitiva) offrendogli una pre-analisi gratuita che di fatto già contiene i risultati di quella che sarà poi l’effettiva perizia, ma in modo gratuito al contrario di ciò che fa ADUSBEF dove calcoli e conteggi non sono mai gratuiti a livello preventivo e preliminare.

Dunque mentre in una prima fase l’attività della SDL non è onerosa, come effettivamente richiede il rispetto dei fini di un’associazione ONLUS, diversamente l’Adusbef si muove già chiedendo soldi. E poi fanno i censori! ma solo per evidenti motivi di bottega (cioè la clientela che sia è spostata da ADUSBEF a SDL) e reagiscono quindi in maniera scomposta utilizzando diffamazioni ed aderenza di vario genere per stare in piedi e fare i loro interessi: che di per se’ possono essere anche legittimi; ma almeno si abbia il coraggio di uscire allo scoperto e dall’equivoco dicendo: “io ADUSBEF con la tutela dei consumatori faccio anche business”. E che male ci sarebbe? ma almeno toglietevi la palandrana e la maschera che indossano quelli che vogliono apparire solo per un verso e non anche per quello “commerciale”.

Va “de plano” che in tal modo è eroso il fatturato di ADUSBEF, scende il presunto prestigio, si contrae e si inabissa il vessillo di essere presuntuosamente i primi ed i migliori.

È dunque è necessario ricorrere alla gogna mediatica, alla calunnia, a squallide affermazioni diffamatorie, rancorose e piene di odio e di invidia: dovreste vergognarvi!

E’ pacifica ed altrettanto chiara la circostanza che l’Adusbef sta perdendo mercato: scioglie dunque i suoi cani, abbaia, ulula per la ferita commerciale di caduta del suo fatturato ed appeal: offre kamikaze al network telematico per attaccare la concorrente SDL che invece, miete successi con la sua organizzazione che si avvale di una clientela scelta, costituita da aziende che cercano solo vere tutele e giustizia per salvarsi e ripianare bilanci spolpati anche dalle angherie del sistema bancario.

Alla luce di tali fatti sono doverose due precisazioni:

  1. Anzitutto l’Adusbef ed il sig. Lannutti dovranno rispondere innanzi al giudice civile e penale delle gravissime affermazioni contenute nel comunicato apparso su Facebook.
  2. In secondo luogo sarà edotto del proditorio attacco mediatico la stessa Autorità del Garante, affinché possa adottare tutti i provvedimenti necessari contro l’ADUSBEF per la grave violazione della legge sulla privacy e per aver diffuso notizie di un procedimento amministrativo in corso, appunto sub iudice per il quale – come già detto- trasparenti ed efficaci risposte sono già state fornite in modo ferreo, chiaro ed incontrovertibile.

SDL è serena nel suo quotidiano impegno fatto di attività vera e sostegno alle aziende e ai privati: lo fa senza equivoci e “mezzi atteggiamenti” ma dichiarando e praticando in modo chiaro procedure, scopi ed obiettivi. Nell’azione di SDL non c’è alcun timore se non la fede di chi sente la responsabilità di una missione congiunta alla gestione di un’attività professionale ed anche commerciale: limpida e trasparente come sempre!

Grazie per l’attenzione, ma la cosa non finisce qui!

Brescia,29.07.2014                                               SDL Centrostudi Spa