Contro usura bancaria arriva SDL – Tutela delle vittime di soprusi

Negli anni della crisi pagare le rate del mutuo o dei prestiti è diventato sempre più complicato sia per le aziende che per le famiglie. Molti non ce la fanno proprio e sono costretti a rinunciare alla casa o all’impresa. Ma a volte la responsabilità di queste difficoltà non va ricercata unicamente nella recessione, quanto, piuttosto, in istituti di credito che praticano tassi d’interesse oltre la soglia di usura. Per aiutare chiunque abbia anche solo il sospetto che “ci sia qualcosa che non torna” c’è Sdl, una società che si occupa di tutelare le vittime. Dalla sua costituzione ha esaminato quasi 20.000 conti di aziende di ogni settore e dimensione: nel 90% dei casi gli avvocati hanno riscontrato anomalie, nel 70% dei casi usura oggettiva. Numeri che rendono più chiara la dimensione del fenomeno. Due sono, in particolare, le pratiche scorrette applicate dalle banche: la prima è l’anatocismo, ovvero il conteggio degli interessi sugli interessi senza darne notizia al cliente (il che fa, ovviamente, lievitare ulteriormente il denaro da rimborsare), la seconda è l’usura, cioè l’applicazione di tassi d’interesse oltre i limiti imposti dal legislatore.

Un caso su tutti, sia perché si è risolto positivamente, sia perché ha dato vita a una proficua collaborazione con Sdl, è quello di Giovanni Pastore, cui la banca aveva concesso un fido di 125.000 euro. Con l’inasprirsi della crisi e il conseguente credit crunch, la banca chiede a Pastore di rientrare integralmente della propria esposizione. Quando l’imprenditore, impossibilitato a farlo, chiede una dilazione, si trova coinvolto in una spirale di interessi su interessi che lo strozzano. Finché un giorno non dice basta e denuncia la banca. Il perito nominato dal giudice, in sede civile, ha confermato che si trattava di tassi di usura e ha proposto una transazione con cifre ben più “ragionevoli” rispetto a quelle pretese dall’istituto di credito.

Il fondatore di questa società che offre aiuto concreto alle vittime di anatocismo e usura. Intervistato recentemente, ha dichiarato, in merito al “timore reverenziale” che gli imprenditori nutrono nei confronti degli istituti di credito, che “le banche rappresentano i poteri forti, le banche sono tutelate , perché comunque in ogni contesto sociale le aggregazioni sociologiche avvengono per categorie. I potenti si trattano da potenti, si tendono la mano perché è una sorta di consorteria medioevale che abbiamo ereditato dalle arti e mestieri dei Comuni. Negli ultimi 3-5 anni la crisi sta mordendo e le aziende si trovano coi bilanci in picchiata. Le banche, sinché sostenevano le aziende coi loro prestiti, svolgevano una funzione di supporto sociologicamente utile e quindi l’imprenditore anche se veniva a sapere di essere vessato oltremisura rispetto agli accordi contrattuali presi con gli istituti di credito, lasciava fare perché comunque la logica era una mano lava l’altra: è vero che ti prendi più di quello che dovresti ma è anche vero che grazie ai tuoi finanziamenti io sto in piedi. Ora però anche le banche stanno sentendo questa morsa del credito e patiscono la scarsa liquidità. Ecco che allora nasce quella lotta tra due disperati: l’impresa che se non si difende fallisce e la banca, che a propria volta rischia di andare incontro a gravi problemi se non recupera il credito”.