CORTE DI APPELLO DI BRESCIA – Sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado

Corte Appello Brescia- Sosp Efficacia

Il provvedimento di sospensione in commento è stato reso dalla Corte di Appello di Brescia a seguito di proposizione di gravame da parte dello Studio Legale Lauro, con contestuale istanza di sospensione, avverso la sentenza n. 782/2016, pubbl. il 14/03/2016, con la quale il Tribunale di Brescia così provvedeva:“….condanna il signor xxxxxxx e la signora xxxxxx, fideiussore, quest’ultima nel limite della garanzia contrattualmente assunta, a corrispondere alla società Unicredit spa la somma di €.63.194,59 oltre interessi moratori al tasso convenzione;
condanna, inoltre, gli attori a rifondere alla convenuta le spese di lite, liquidate come in parte motiva (€ 5.560,25 oltre accessori di legge), ponendo a loro carico per intero le spese di CTU, liquidate come da separato decreto.”
Nel corso del giudizio di primo grado veniva anche espletata una consulenza tecnica d’ufficio il che rende il provvedimento di sospensione ancor più rilevante: La Corte bresciana, infatti, ha valutato positivamente gli articolati motivi di gravame con cui è stato “smontato” il complesso impianto motivazionale della sentenza e della ctu, ed ha pertanto accolto l’istanza di sospensione della efficacia esecutiva della sentenza di primo grado in virtù della quale l’istituto di credito avrebbe potuto agire esecutivamente nei confronti dei clienti –nelle more del lungo giudizio di secondo grado- per una considerevole somma di circa € 80.000,00 complessivi.
Allo stato, dunque, i clienti non dovranno versare alcunché in favore della banca ed anzi, molto probabilmente, vedranno riconosciute le proprie ragioni creditorie senza dover dar esecuzione, come purtroppo previsto dalla legge, ad una statuizione assolutamente ingiusta.
Va infatti evidenziato che, per legge, le sentenze di primo grado sono immediatamente esecutive e, pertanto, spesso i clienti sono costretti ad adempiere anche se, a distanza, di molti anni, il provvedimento potrebbe essere “ribaltato” in appello (o addirittura in Cassazione).
Nel caso scrutinato, invece, l’attento giudice della Corte di Appello di Brescia ha esaminato con attenzione le motivazioni dell’atto di appello ed ha ritenuto di emettere un provvedimento “molto raro” che, però, ha finalmente ripristinato la giustizia.
Avv. Giovanni Lauro”

Ordinanza Corte di Appello di Brescia