Corte d’Appello di Cagliari, Sez. di Sassari, 31 marzo 2014

Corte d’Appello di Cagliari, Sez. di Sassari, 31 marzo 2014

La corte di Appello di Cagliari, sez. distaccata di Sassari, con ordinanza del 26/31.03.2014, ha inciso in modo definitivo sulla nota questione della sommatoria ai fini del calcolo del TEG.
Tale ordinanza è particolarmente determinante poiché cade in un momento di confusione ingenerato nella pubblica opinione dalle ordinanze di due tribunali ordinari.
La tesi, da noi sostenuta da sempre, viene sposata appieno dalla Corte d’Appello di Cagliari che addirittura, già in fase di udienza filtro, ha dichiarato inammissibile l’appello presentato dalla banca e proprio in considerazione della questione trattata.
La Corte d’Appello infatti dichiara evidente l’applicazione ex L. 24/2001 ai fine del TEG ed ogni onere sostenuto; tale che, si legge, definisce indubbia l’omnicomprensività della L. 24/01 in ordine alle remunerazioni a qualsiasi titolo sopportate per il costo economico  dell’operazione da parte del cliente (cioè si deve sommare ogni voce pagata dal cliente alla banca eccettuate tasse e bolli).
E vi è di più: la Corte d’Appello definisce onere, nel caso di specie, anche la c.m.s. che secondo la Banca di Italia (che non è fonte di diritto, come più volte giurisprudenzialmente ribadito) deve essere esclusa: per cui si riconferma che la c.m.s. va sommata.
Andrebbe approfondita la comparazione tra c.m.s. e tasso di mora, i quali hanno entrambi natura penale nell’utilizzo del denaro.
Ma altri due aspetti rendono importante la suddetta ordinanza:

1) le istruzioni della Banca di Italia, come già detto, vengono escluse dalle fonti normative (come logico)

2) il momento della valutazione ex art. 644 c.p. ed art. 1815 c.c. non è quello della dazione e cioè dell’effettivo pagamento (come sostiene la giurisprudenza recente fraintendendo la fase patologica del contratto con quella fisiologica), ma al momento della pattuizione (cioè l’origine del contratto).

E si spiega, per i profani, la “ratio” della Legge: Tu cliente, per ottenere quel finanziamento, devi accettare tutte quelle condizioni contrattuali senza poter negoziare. E’ quello il momento in cui scatta l’incontro delle volontà usurarie e quindi il reato.
A nulla rileva che poi il cliente non abbia mai dovuto sostenere quegli oneri o l’introduzione di clausola di salvaguardia autoriduttiva con valenza successiva.
Il ragionamento di cui sopra infatti è supportato anche dalla logica, diversamente il legislatore non avrebbe scritto nella L. 24/01 “…..indipendentemente dal momento dell’effettivo pagamento.”

Avv. Massimo Meloni

Segue sentenza

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