Equitalia annulla cartella di pagamento per 57.000 euro per prescrizione e omessa notifica della pretesa tributaria

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Provvedimento di annullamento integrale di cartella di pagamento, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 57.674,12, emesso direttamente da Equitalia a seguito di notifica di ricorso/reclamo. Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti, di  seguito relativo commento:

PROVVEDIMENTO DI ANNULLAMENTO INTEGRALE DI CARTELLA DI PAGAMENTO, DELL’IMPORTO COMPLESSIVO PARI AD € 57.674,12, EMESSO DA EQUITALIA A SEGUITO DI NOTIFICA DI RICORSO/RECLAMO.

Provvedimento di annullamento di cartella di pagamento emesso direttamente da Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a. in data 02.05.2017, a seguito di notifica di ricorso/reclamo, avente ad oggetto un estratto di ruolo e relativa cartella esattoriale, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 57.674,12 (il valore della causa è pari ad euro 12.272,05, quindi il ricorso vale quale ricorso/reclamo).

Si ricorda che il reclamo consente all’Ufficio di riesaminare l’atto impugnato e di annullarlo, totalmente o parzialmente, sulla base dei medesimi motivi sui quali, in caso di mancato accoglimento o accordo, a chiamata a pronunciarsi la CTP, nel nostro caso la CTP di Torino.

Equitalia ha annullato integralmente l’atto impugnato sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso/reclamo che la stessa società di riscossione ha evidentemente ritenuto “gravi” e, quindi, meritevoli di essere accolte.

In particolare, è stata eccepita l’eccezione di prescrizione della pretesa tributaria, essendo relativa all’anno 1993.

Si ricorda, a tal proposito, che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recentissima sentenza n. 23397 depositata in data 17.11.2016, ha definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, eccetto nei casi in cui la sussistenza del credito non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato o a mezzo di decreto ingiuntivo.

Nel caso di specie, dalla data di presunta notifica sono trascorsi più di cinque anni senza che sia intervenuto alcun atto interruttivo della prescrizione.

Il termine di prescrizione per la riscossione dei tributi è quinquennale in quanto trattasi di obbligazioni ripetute nel tempo e autonome le une dalle altre con obbligo di pagamento periodico annuale o in termini più brevi; tale termine, in mancanza di disposizioni specifiche, resta disciplinato dal codice civile (art. 2948 n. 4) e non può andare oltre.

Inoltre, si è eccepita l’omessa notifica della cartella di pagamento, atto presupposto a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica della cartella esattoriale, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di notificazione di ulteriori atti.

Infine, si è dato atto dell’errato conteggio di interessi, aggi e sanzioni, contenuti nella cartella impugnata, anche sulla base del calcolo periziato da SDL.

Provvedimento