Fondo Vittime dell’Usura da Soldi al Cliente tutelato da SDL Centrostudi

fondo vittime anti usura

E’ con vivo piacere che Vi alleghiamo il decreto di liquidazione elargito dal fondo vittime dell’usura (a firma del Commissario straordinario del Governo) in favore di un Cliente SDL.
La strategia di accompagnare l’azione civile con l’azione penale anche al fine di poter accedere al Fondo Vittime Usura da sempre perorata dall’avv. prof. Piero Lorusso (che collabora come tanti altri avvocati fattivamente con la SDL Centrostudi SpA per supportare i Clienti di quest’ultima contro l’odioso reato dell’usura che distrugge oltre ai patrimoni anche le famiglie) è pertanto stata in questo caso premiante e produttiva di effetti positivi per i soggetti sottoposti ad usura I QUALI POSSONO PERTANTO GODERE DI LIQUIDAZIONI DEL FONDO VITTIME USURA.
Ricordiamo che i soggetti che possono beneficiare del Fondo delle Vittime dell’usura sono, in primo luogo, gli “esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione” lesi da richieste estorsive, intimidazione o ritorsione per non aver aderito a tali richieste e che pertanto abbiano subito “un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali, ovvero un danno sotto forma di mancato guadagno inerente all’attività esercitata”.
A costoro vengono equiparati gli appartenenti ad associazioni od organizzazioni a tutela delle vittime di attività estorsive che siano stati danneggiati dal reato, i parenti della vittima che abbia perso la vita a causa del reato, nonché gli altri soggetti che in conseguenza di tali delitti abbiano subito lesioni personali, ovvero un danno a beni mobili o immobili di loro proprietà, o sui quali vantano un diritto reale di godimento.
La domanda di elargizione concede un ulteriore beneficio previsto dall’art. 20 della suddetta legge, ossia la sospensione o proroga delle rate e delle procedure esecutive.
I termini relativi ad adempimenti amministrativi e per il pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari (nonché di ogni altro atto avente efficacia esecutiva) sono prorogati dalle rispettive scadenze.
Sono sospesi, per la medesima durata, anche i termini di prescrizione e quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, nonché l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate.
Vengono invece prorogati per tre anni, i termini di scadenza degli adempimenti fiscali.
Ai fini dell’ottenimento del beneficio sospensivo è necessario in primo luogo che il termine (da sospendere o prorogare) ricada entro un anno dall’evento lesivo (per il quale è applicabile l’istituto della continuazione del reato), che il soggetto beneficiario abbia presentato la domanda di elargizione nei modi indicati dall’art. 13 della legge e che vi sia stato il provvedimento favorevole del Procuratore della Repubblica.
Laddove sopraggiunga sentenza penale irrevocabile, o sentenza esecutiva, che accerti l’inesistenza dei presupposti per l’applicazione dei benefici, gli effetti previsti torneranno ad essere nuovamente regolati dalle norme ordinarie.
Le disposizioni della Legge 44/1999, in sostanza, consolidano lo sfavore del legislatore verso le pratiche estorsive ed usurarie, come già avvenuto in occasione della legge 108/1996 istituente il Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura (art. 14), destinato all’erogazione di mutui per i soggetti vittime del delitto di usura e parti offese nel relativo procedimento penale, nonché il Fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura (art. 15).
La giurisprudenza è più volte intervenuta al fine di precisare i confini applicativi delle disposizioni contenute nell’art. 20 della legge 44/1999; ad esempio, per la sospensione “in favore delle vittime di richieste estorsive o di usura” riguardante l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e dei termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari (art. 20, comma 4), si ritiene che essa operi ” riguardo all’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e ai termini che cadenzano lo sviluppo dei processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, senza incidere sulla complessiva procedura espropriativa immobiliare né sull’efficacia dei singoli atti già legittimamente emessi” (Cassazione civile 15/04/2015 n. 7656).