I FUNZIONARI DI BANCA SONO DOLOSAMENTE COLPEVOLI SE NON RISPETTANO LA LEGGE NEL CALCOLO DEL TASSO USURARIO

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Finalmente  non ci sono più motivi per archiviare querele penali fondate sul reato di usura.

Infatti con l’ordinanza in commento il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha rimesso gli atti al Pubblico ministero, affinché fosse continuata l’indagine penale, in quanto ha stigmatizzato che i funzionari di banca hanno agito con dolo,ben consapevoli che stavano compiendo il delitto di usura.

E’ben noto infatti che tutte le Procure di Italia rigettano le querele e gli esposti basati sull’usura, perché si trincerano dietro la circostanza secondo cui non sussiste l’elemento soggettivo del reato:dunque i funzionari di banca,a dire dei Pubblici Ministeri, agiscono in buona fede o in ragione di direttive provenienti dall’alto, sino a giungere alla Banca di Italia, che ovviamente non può essere incolpata;da qui il rigetto.

Nel caso in esame questo andazzo è stato sconfessato e ribaltato: il giudice, con linguaggio chiaro ed adamantino, ritiene che i direttori di banca e gli organi di vertice di un istituto di credito, quando applicano costi e remunerazioni all’atto in cui concedono un affidamento,“hanno il dovere di informarsi sulla normativa esistente e sui criteri applicativi della stessa”.L’ignoranza della legge non può essere più una scusante ed un’esimente del reato commesso!!!

La querela scritta dall’avvocato Biagio Riccio e dall’avvocato Raffaele Garofalo e discussa dall’avvocato Adele Martinez, si è incentrata proprio sull’elemento della colpevolezza dei funzionari di banca, che non potevano non sapere,ignorare, il computo del tasso effettivo globale applicato e dunque il costo sostenuto dal cliente, effettivamente usurario.

Il giudice delle indagini preliminari, senza dubbi di sorta, ha chiesto al pubblico ministero nell’ordinanza di remissione” l’individuazione e l’identificazione dei soggetti responsabili”.

L’ordinanza risulta interessante anche per un altro fondamentale aspetto:il giudice delle indagini  preliminari chiede al Pubblico ministero di indagare e stabilire, anche attraverso una consulenza tecnica di ufficio necessaria all’uopo, quali siano le somme effettivamente dovute dai debitori, fatti segno di azioni esecutive eccessive.

Infatti l’ufficio del Gip ritiene che il tasso effettivo globale debba contenere tutte le remunerazioni e commissioni,anche quella  di massimo scoperto: da qui il richiamo sia alla sentenza delle sezioni unite della Cassazione penale n. 46669/2011 che alle altre  famose del 2010, in tema di c.m.s.

Perciò  vengono rimosse le istruzioni della banca di Italia,reputate dal Giudice, testualmente,” del tutto ingiustificate atteso l’inequivoco  tenore letterale della norma dell’art.644 del codice penale”.

Si sancisce finalmente l’assunto secondo cui  se viene applicato nella sua interezza e chiarezza l’art.644 codice penale, non vi è motivo di oscillazioni giurisprudenziali ed effettivamente il reato di usura può essere perseguito.

La speranza che questa ordinanza sia condivisa anche da altre procure.

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