Merate: rinviati a giudizio cinque funzionari di Banca Intesa. Le accuse, truffa e usura. Avrebbero cagionato perdite a due società vendendo contratti derivati ‘IRS’ a copertura dei tassi

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L’articolo seguente è stato pubblicato sulla testata  MERATE ONLINE,  il primo portale giornalistico online della provincia di Lecco

Dinnanzi al collegio giudicante presieduto dal dottor Enrico Manzi, cinque dipendenti – all’epoca dei fatti – della filiale meratese di Banca Intesa San Paolo dovranno rispondere dei reati di usura bancaria e truffa, (a vario titolo art.110, 644, 115, 640 C.P.). Si tratta di Dario Andaloro, Paolo Rubini, Antonio Martone, Felicita Saini e Giandomenico Fumagalli.

A decidere nei giorni scorsi il rinvio a giudizio dell’allora direttore, del responsabile del ”settore imprese”, dell’addetto al ”team corporate” e di due referenti del settore finanza, è stato il giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo, ritenendo meritevoli di approfondimento in giudizio le ipotesi di reato formulate nel fascicolo d’indagine, dal sostituto procuratore Nicola Preteroti.

La vicenda giudiziaria, assai complessa, è scaturita dalla denuncia presentata nel 2009 dall’avvocato Giuseppe Ciullo del foro di Avellino, per conto di un imprenditore edile classe 1935, amministratore e legale rappresentante di due società: l’Immobiliare Brugarolo srl e l’Immobiliare Samuele srl, entrambe con sede a Osnago.
Nel 2003 infatti, l’uomo – costituitosi parte civile nel procedimento – aveva acceso presso l’istituto di credito, un finanziamento pari a circa 4.500.000 euro, con rate di mutuo a tasso variabile di interesse. Secondo il quadro accusatorio sostenuto dalla pubblica accusa, nel paventare al cliente un possibile rialzo dei tassi, i cinque gli avrebbero consigliato di sottoscrivere un derivato – “spacciandolo” però come una sorta di polizza assicurativa – affinchè potesse tutelarsi dal rischio di un possibile aumento del tasso d’interesse, circostanza a detta dei funzionari di Intesa, altamente probabile.

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