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Progetto Legalità, ieri il convegno “Mani pulite, 25 anni dopo”. Presenti i tre Magistrati del pool che segnò un’epoca storica

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Un auditorium senza più posti a sedere e con una platea variegata è stato quello che ha accolto martedì sera il primo appuntamento del progetto Legalità, organizzato dall’associazione Bang, e che ha visto riuniti i tre magistrati del pool Mani Pulite, a 25 anni dall’inchiesta Tangentopoli che scosse il mondo della politica e dell’imprenditoria. Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Antonio Di Pietro si sono ritrovati a parlare di quella che non fu solo un’inchiesta ma segnò un’epoca storica, provocando terremoti da lasciare segni immediati e che, al tempo stesso, non cancellò quel fenomeno tutt’oggi radicato, ora con forme e apparenze diverse: la corruzione. Introdotti da Roberto Romagnano, da Piero Colaprico giornalista di Repubblica che allora seguì tutta l’inchiesta e dall’ex magistrato lecchese Piero Calabrò, i tre pubblici ministeri di allora si sono alternati al microfono in un botta e risposta che ha strappato più volte applausi e sorrisi, certo non per il contenuto dei dialoghi quanto per la forma che ha mantenuto integro lo spirito di stima, collaborazione e sintonia, pur con pensieri diversi, che oggi come allora ne contraddistingueva i rapporti…

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Mutui non pagati

MUTUI NON PAGATI: LE BANCHE SVENDONO LA PRATICA AI FONDI CHE ALL’ASTA RIVENDONO L’IMMOBILE

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A causa dei mutui non pagati stanno per essere messe all’asta 450mila abitazioni per due milioni di famiglie italiane, pari ad un incasso di 19 miliardi di Euro in sei anni per i fondi. Si tratta di un meccanismo che sta imperversando nella “Casopoli” dei nostri giorni e che fa guadagnare moltissimo pochissimi soggetti, impoverendone milioni. Chi sono coloro che non riescono a pagare le rate dei mutui? Sono soggetti impoveriti dalla crisi, dipendenti che hanno perso il lavoro, microaziende famigliari a loro volta vittime di mancati pagamenti, che andrebbero sostenuti dal sistema, anziché prosciugati senza pietà.
Facciamo un esempio.
Una banca ha un credito incagliato da 100 mila Euro con una famiglia che ha smesso di pagare il mutuo. La banca cede questo credito a un fondo specializzato nel recupero dei cosiddetti “NPL” (non profit loan) cioè ancora e appunto i crediti che non vengono rimborsati, e per venderglielo si accontenta del 20% di quei 100 mila.  Il fondo parte all’attacco e pignora la casa. Quando dopo 3 anni riesce a venderla, dei 100 mila Euro ne ricava circa l’80% perché in asta i prezzi sono bassi, ma è pur sempre quattro volte il denaro pagato alla banca. Pertanto, il fondo spende 20 mila Euro per pagare la banca, altri 20 mila Euro circa gli sono costati i tre anni di lavoro e alla fine si incamera 40 mila Euro di guadagno netto. Invece, la famiglia espropriata oltre ad aver perso la casa, risulta segnalata pesantemente nella Centrale Rischi, e per giunta conserva comunque il suo debito verso quella banca. La conseguenza di tutto questo meccanismo, oltre a ripercussioni sociali di ogni tipo (usura, lavoro nero, malavita), è l’inevitabile crollo del mercato immobiliare in quanto sul mercato delle esecuzioni vengono riversate un’infinità di case a prezzi stracciati. Le banche sostengono che le case pignorate sono quasi sempre di lusso o seconde case.
Ma è falso, visto che il 78% degli immobili in asta ha un valore inferiore a 125 mila Euro e il 91% a 250 mila Euro. L’alternativa per tutelare le famiglie da questo tipo di sofferenza bancaria potrebbe essere quella di proporre piani di ristrutturazione del debito sulla prima casa con la sospensione dell’ammortamento del capitale per quattro anni e, durante questo periodo, un tasso di interesse pari all’Euribor aumentato di 25 punti base.
Inoltre si potrebbe proporre l’allungamento fino a 40 anni del periodo di rimborso e in certi casi addirittura una riduzione della parte capitale del debito.
In ultima istanza, nel caso in cui la famiglia insolvente non riesca a trovare la quadra, potrebbe essere offerta la possibilità di cedere la casa alla banca mutuante, in modo tale da saldare le proprie pendenze e ripartire “pulita”, condizione essenziale per i piccoli imprenditori.
I dati e l’analisi di cui sopra sono stati riportati anche dal quotidiano “Il Giornale” in un articolo comparso il 27 Marzo 2017 in prima pagina.

Calabrò Juve

Piero Calabrò a TuttoSport: “Perchè indagano solo la Juve?”

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Piero Calabrò, Magistrato per 37 anni, è ora Presidente della Commissione Rischi della Figc:

Buongiorno Calabrò, la vicenda “biglietti” si sta evolvendo. E’ arrivato un deferimento che parla di rapporti di collaborazione con la criminalità organizzata.

“Penso che la Juventus e il suo presidente abbiano giustamente rifiutato una richiesta di patteggiamento iniqua arrivata dalla Procura Figc. A me risulta che il Procuratore Federale abbia proposto un’inibizione di un anno che, al di là dell’implicita assunzione di responsabilità, rappresenta un’oggettiva ammissione che non ci sarebbe stata solo la vendita dei biglietti al di là delle regole formali ma qualcosa di più grave…

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Pagina intervista Calabrò – TuttoSport

criticità

CRITICITA’ DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA ITALIANA – “SOLE 24 ORE”

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In allegato alla presente rimettiamo interessante articolo, pubblicato ieri dal Quotidiano del Fisco del Sole 24 Ore, che evidenzia le criticità della giustizia tributaria italiana.
In particolare, in tale articolo si rileva che ben il 47% dei ricorsi in Cassazione Civile è tributario e che in un futuro prossimo tale quota potrebbe salire al 65%.
Le cause di tale mole di contenzioso sono riconducibili al fatto che i Giudici chiamati ad amministrare la Giustizia Tributaria, oggi, sono prevalentemente Giudici Onorari, quindi non specializzati nella materia e che per questo percepiscono compensi risibili.
Inoltre, La Cassazione, per cercare di “smaltire” tale carico di lavoro, procede falcidiando più o meno indiscriminatamente le cause pendenti, spesso anche contraddicendosi nelle proprie decisioni.
Articolo consigliato e segnalato dall’Avv. Ziletti

Quotidiano del Fisco – Sole 24 Ore