Provvedimento di sospensione della provvisoria esecuzione 17.03.2015

Tribunale di Roma

BREVE NOTA DI COMMENTO AL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELLA PROVVISORIA ESECUZIONE CONCESSA IN SEDE DI DECRETO MONITORIO, EX ART. 649 C.P.C.

In data 17.03.2015, la dott.ssa Ivana Antonica del Tribunale di Roma ha sospeso, ai sensi dell’art. 649 c.p.c., la provvisoria esecutorietà di un decreto ingiuntivo, precedentemente concessa in sede di decreto monitorio.
Illustrando brevemente i fatti, si significa che alla società opponente veniva notificato un decreto ingiuntivo per la consegna immediata di un battello sull’assunto di reiterati e macroscopici inadempimenti dell’utilizzatrice rispetto agli obblighi di pagamento dei canoni contrattuali ed attesa la natura del bene, di difficile reperibilità e soggetto ad un immediato processo di svalutazione.
Ciò premesso, il presente legale depositava Atto di citazione per opposizione a decreto ingiuntivo con pedissequa istanza di sospensione della provvisoria esecutività in cui si eccepiva la mancanza di prova dell’inadempimento dell’odierna opponente e si richiedeva al Giusdicente adito di voler condannare l’avverso istituto bancario all’esibizione dell’estratto conto integrale del rapporto di locazione finanziaria di cui è causa, a partire dal saldo iniziale c.d. “zero” alla data di esibizione stessa, corredato e integrato di tutta la documentazione inerente e collegata.
A ciò si aggiunga che la società finanziaria indicava che la richiesta monitoria si fondasse sull’allegazione della risoluzione del contratto di locazione finanziaria in atti per la ex adverso pretesa morosità della ingiunta.
Tuttavia, questa difesa fortemente contestava la mancanza della produzione agli atti della stessa, avendo la società opponente esercitato il diritto di riscatto riveniente dal contratto di locazione finanziaria.
Infine, attraverso il deposito di attente perizie econometriche, redatte dalla società peritale SDL Centrostudi S.p.A., si dimostrava che la presunta e lamentata morosità di parte opponente non esisteva, attesa la costante applicazione, nell’arco del rapporto contrattuale, ad opera dell’istituto finanziario di poste contabili indebite, in particolare interessi usurari, commissioni, competenze, spese ed altri addendi poco chiari, mai giustificati e contra legem, che non potevano, né dovevano essere conteggiati nel tempo.
Orbene, a seguito della discussione avvenuta in prima udienza, il Giudice si riservava ed in data 17.3.2015, ritenendo valida, fondante e calzante la nostra opposizione sospendeva la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo, rinviando al 7.7.2015 per l’eventuale ammissione dei mezzi di prova, dopo aver concesso i rituali termini ex art. 183 VI comma c.p.c.
Ebbene, il provvedimento de quo risulta degno di nota per la duplice circostanza della necessaria ed ineludibile prova giudiziale e per l’eccezione dell’usurarietà del supposto credito di parte avversa.
Difatti, doverosa ed imprescindibile, nel seno di qualsiasi procedura giudiziaria, risulta essere la prova giudiziale.
Il brocardo onus probandi incumbit actori (alla lettera l’onere della prova è a carico di chi fa valere in giudizio un diritto) -o meglio onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat (l’onere della prova è a carico di chi afferma qualcosa, non di chi lo nega)- derivante dal diritto romano è ad oggi uno dei fondamentali principi del processo civile ed il giudice capitolino non poteva provvedere diversamente una volta eccepita l’assenza o la insufficienza probatoria.
Ad ultimum, è bene rilevare che il credito supposto dalla società finanziaria risulta essere incerto e necessariamente da analizzare in maniera scientifica alla luce della vigente disciplina antiusura.
Difatti, si ricorda all’attento lettore, che l’articolo 1815 codice civile al secondo comma statuisce che “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. In altri termini, se un rapporto bancario risulta essere intriso di usura, il cliente per il futuro dovrà corrispondere il solo capitale senza alcun interesse e quanto già indebitamente pagato dovrà essergli restituito o riaccreditato nel rapporto creditizio.
Avv. Biagio Narciso
Per lo Studio legale Avv. Biagio Riccio

Si allega:
1. Provvedimento di sospensione della provvisoria esecuzione già concessa Tribunale di Roma.

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