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INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE

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INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE

Dal “Servizio Pubblico”, in particolare in tema di informazione, ci si dovrebbe aspettare, sempre e comunque, professionalità ed equidistanza, serietà e completezza, nonché rispetto dei diritti e degli interessi morali e patrimoniali dei soggetti coinvolti.

Occupandosi di SDL e della sua attività, invece, la trasmissione “Mi mandaRai Tre” non ha in alcun modo rispettato gli anzidetti banalissimi principi ed ha, di contro, fatto da ingiustificato “megafono” ai nostri detrattori seriali, senza curarsi della loro inattendibilità e della infondatezza delle accuse generiche delle quali sono portatori insani.

Già l’idea di una trasmissione “ad personam” (mirata a screditare l’attività di SDL e di tutte le persone che, a vario titolo, con la medesima collaborano) si pone in palese contrasto con la missione riservata alla informazione pubblica, soprattutto allorquando, come nel caso in questione, i responsabili del programma neppure si sono curati di interpellare per tempo la realtà aziendale interessata e di verificare preventivamente la fondatezza delle gravi accuse formulate e la credibilità delle persone invitate a riportarle.

Ancor più marcatamente grave è il comportamento di chi, come il conduttore “impavido” del programma, di fronte alle immediate e documentate mie rimostranze, riguardanti sia il contenuto diffamatorio della trasmissione sia le ragioni della palese inattendibilità di alcuni dei predetti pretesi “testimoni”, ha tentato vanamente di intimidirmi, accusandomi di non voler rispondere alle domande sue e dei sedicenti clienti insoddisfatti di SDL, quando invece le risposte erano state perfettamente chiare e, lo ribadisco, ampiamente documentate.

La maliziosità di tale operazione di voluta disinformazione è palesemente testimoniata dalla proposizione al pubblico televisivo di una intervista mascherata (nell’immagine e nella voce) ad un presunto “pentito” che, invece, ho subitamente smascherato (mi si perdoni il gioco di parole) sia nell’identità che nella inesistente credibilità.

Perché far credere ai telespettatori che questa persona non potesse palesarsi, quasi fosse un pericolo il farlo, quando invece quel soggetto pressoché quotidianamente posta su un noto blog (esso si portatore di ripetute minacce), in modo tutt’altro che anonimo, insulti ed affermazioni altrettanto diffamatorie di SDL e di altri soggetti, così dimostrando di nulla temere?

Perché far dire ad un cliente, senza alcun controllo preventivo, di aver pagato tre perizie senza aver ottenuto alcun servizio, quando invece il prezzo di una delle perizie non è stato neppure incassato e, per le altre due, l’avvocato indicato da SDL ha tempestivamente avviato le necessarie procedure giudiziarie ed ha già ottenuto rilevanti risultati?

E perché, ancora, dopo aver virato la trasmissione verso toni più concilianti proprio a causa delle mie ferme precisazioni e contestazioni, nelle ore successive sulla pagina Facebook di “Mi manda Rai Tre” sono stati postati non solo l’intervista improbabile al finto “pentito” ed alla grottesca sua controfigura mascherata (omettendo le mie repentine indicazioni sulla sua identità è credibilità), ma addirittura un video “taglia e cuci” idoneo ad ingenerare la convinzione che l’eroico conduttore mi abbia ripetutamente incalzato senza ottenere la benché minima risposta (contrariamente a quanto in realtà accaduto e a quello che, invece, era agevolmente desumibile dalla visione integrale della trasmissione postata sullo stesso sito Internet di Rai3)?

L’irresistibile trasmissione di denuncia non ha, ovviamente, potuto resistere alla immediata diffida inviatale al riguardo da SDL e ha provveduto, entro le 12 ore assegnatale, a rimuovere i predetti contenuti dalla propria pagina Facebook.

Credo che, oltre alla lezione che da questa vicenda si possa trarre in tema di disinformazione e di tradimento del Servizio Pubblico, sia importante -per SDL e per tutti coloro che, a vario titolo, con essa collaborano- non prestare ulteriormente il fianco ai detrattori seriali, coscienti della serietà del nostro operato e delle insane gelosie ingenerate dai nostri sempre più importanti successi aziendali.

Ovviamente, poiché siamo una legittima impresa commerciale, orgogliosa e fiera dei servizi prestati ad una platea sterminata di soggetti deboli, non porgeremo cristianamente l’altra guancia e perciò presenteremo -di fronte a chi è deputato ad applicare la legge- il conto a chi ci ha diffamato ed intendesse persistere nel farlo.

 

PS: conservo gelosamente, onde poterle utilizzare nelle sedi più appropriate, le email con le quali il “pentito mascherato”, solo pochi giorni prima di essere allontanato per i ben noti motivi, lungi dal formulare qualsivoglia critica all’operato aziendale e pur avendo io constatato “che la sua parola ed i suoi impegni cambiano o addirittura svaniscono nel giro di pochi minuti”, giurava fiducia e fedeltà alla vecchia e nuova dirigenza manifestando “la volontà di continuare ad essere una importante risorsa di SDL” e, poi, spergiurava che “ne ora né mai” avrebbe svolto alcuna attività concorrenziale

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INTIMIDAZIONI, DIFFAMAZIONI E VIOLENZE VARIE

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Onde evitare prevedibili equivoci, intendo operare una premessa doverosa ed inequivocabile: ogni tipo di intimidazione, seria o semiseria, deve essere fortemente condannata, senza se e senza ma, da chiunque provenga ed a chiunque sia diretta.

Ciò detto, pur essendomi ripromesso di non occuparmi più pubblicamente di “tale Deborah Betti” (non leggo ovviamente il suo blog, oggetto invece di attenzione da parte dei miei avvocati), mi trovo costretto ad interessarmene per via di una inusitata abitudine della nostra beneamata.

Dovete, infatti, sapere che D.B. talvolta mi tiene aggiornato sulla propria monotematica e logorroica attività, inviandomi collegamenti e links direttamente sulla mia email privata e personale.

Un comportamento volutamente molesto e condito da una buona dose di sfacciataggine: a titolo di mero esempio, il 17 dicembre ho ricevuto un suo messaggio di posta elettronica accompagnatorio di un articolo nel quale, lei che si è a suo tempo adombrata per l’uso dell’espressione “tale Deborah Betti”, si è rivolta a me quale “Gentile Dott. Piero Calabrò” al contempo allegando apprezzamenti diffamatori di alcuni suoi ripetitivi sodali.

Non fosse cronaca seria di questi giorni e non fosse il sottoscritto dotato di buona educazione, dovrei utilizzare nei confronti di D.B. la stessa considerazione esternata dal capogruppo in Parlamento di un noto partito politico nei confronti di un esponente della sua minoranza.

Ieri, sempre utilizzando in modo velatamente provocatorio il mio indirizzo personale e privato di posta elettronica, la pasionaria del blog mi informa, tramite allegato articolo, di essere stata vittima di una pesante intimidazione.

Ovviamente preoccupato (come premesso, le intimidazioni debbono essere sempre condannate, senza infingimenti) e contrariamente ai miei pregressi propositi, ho aperto il link e letto attentamente quanto riportato.

Mi ha stupito, innanzitutto, la prontezza della blogger nel procedere, all’insaputa del chiamante, alla immediata registrazione della telefonata, proveniente a suo dire da una persona di sesso maschile che simulava “un accento da uomo del Sud, precisamente da una delle regioni italiane che amo di più, la Sicilia” e che le intimava di “chiudere il blog” entro 48 ore.

Ora, al di là di ogni scontata considerazione sull’idiota protagonista, vero o presunto, della minaccia telefonica, se D.B. ha avuto modo di percepire tempestivamente la simulazione di un determinato accento, nonchè della specifica provenienza regionale (a proposito, complimenti per le capacità interpretative: già non è facile, nel coacervo delle inflessioni dialettali autentiche, percepirne l’esatta origine, figuriamoci nella fattispecie di una affermata simulazione), questa sua evidenziata attitudine investigativa avrebbe dovuto indurla, pur con la dovuta minima preoccupazione, a valutare il tutto con una certa prudenza e con saggia ponderazione.

Posso affermarlo in quanto, come ben potrete immaginare, nel mio pregresso excursus professionale minacce ed intimidazioni erano all’ordine del giorno.

D.B., invece, ha colto l’occasione per presentarsi come vittima di una intimidazione mafiosa (accento siciliano, seppur simulato) e di una aggressione al diritto costituzionale di libera espressione del suo e altrui pensiero (a mezzo blog), invocando vicinanza e solidarietà.

Poiché tale invito non può non considerarsi come rivolto anche al sottoscritto, dato l’utilizzo della mia email privata e personale, non ho alcun problema a ribadire la mia ferma condanna per ogni tipo di intimidazione, sia essa seria o assimilabile ad una performance cabarettistica.

Però, credo che la nostra blogger dovrebbe riflettere anche sulle intimidazioni e diffamazioni che la sua creatura dispensa pressoché quotidianamente, in via diretta o mediante il finto dialogo con i suoi ripetitivi sodali, senza alcun rispetto per le persone verso le quali sono rivolte e senza alcuna remora per le conseguenze che ne possono derivare.

Sono stato informato -non leggendo per scelta questa sedicente pubblicazione web- dell’utilizzo da parte sua e dei suoi interlocutori di espressioni ingiuriose e diffamatorie, di incitazioni alla giustizia sommaria et similia : il tutto, erigendosi non solo a pretesi paladini della legalità, ma sostituendosi alla Giustizia stessa (quella con la G maiuscola) nel qualificare fatti e fattispecie sotto l’egida del Codice Penale.

Quel che più sconcerta, poi, è l’ospitalità -ripetuta ed accettata- offerta a personaggi che dovrebbero avere almeno il pudore di tacere: che dire dello spazio da qualche tempo offerto ad un soggetto che, a meno di casi di incredibile omonimia, è stato in passato radiato dall’albo dei promotori finanziari dalla CONSOB, che non ha certo abbandonato SDL per motivi etici ma ne è stato allontanato per le diverse ragioni che sono oggetto di un contenzioso formale e che, vantandosi di essersi laureato grazie alla stessa SDL, nel presentare il proprio curriculum professionale (www.salvareleimprese.com) oggi ancora afferma che l’incontro con il fondatore della società gli “avrebbe letteralmente cambiato la vita”.

Ancor più riprovevole è, inoltre, l’assoluta mancanza di qualsivoglia intento informativo sul presente di SDL, come se il futuro di una azienda non dipendesse soprattutto da quello che attualmente mette in campo.

Nessun accenno, ovviamente, ai radicali cambiamenti effettuati nell’ultimo anno, alle nuove perizie, alla nuova gestione del rapporto con gli avvocati, al servizio tributario, ai riconoscimenti ricevuti da istituzioni pubbliche e private: tutto questo non solo non interessa D.B. e i suoi adepti, ma qualora una delle loro mistificazioni risulti inequivocabilmente smentita, nessuna correzione di rotta (come imporrebbe un minimo di onestà, foss’anche solo intellettuale).

Due sole esemplificazioni rendono l’idea.

Esattamente un anno fa, il blog di D.B. annunziava urbi et orbi che il Ministero della Difesa non aveva, a suo dire, rinnovato l’accordo negoziale con SDL, facendone derivare implicite valutazioni negative sul nostro operato.

Peccato per D.B. che, invece, l’accordo è stato rinnovato anche per l’anno successivo (lo trovate sul nostro sito) : naturalmente, di tale circostanza il suo blog non ha dato la benchè minima notizia.

Ed ancora, qualche settimana fa la nostra pasionaria ha tentato di strumentalizzare le rivendicazioni legittime dei lavoratori di una Cooperativa che collaborava con SDL, presentandosi davanti ai cancelli della nostra azienda e pubblicando materiale fotografico relativo alla loro agitazione, senza peritarsi di precisare quali fossero i reali destinatari della protesta sindacale.

Peccato per D.B. che non solo SDL ha rescisso i rapporti con detta Cooperativa anche nell’interesse dei lavoratori della medesima, ma ha favorito la loro ricollocazione con estrema soddisfazione delle maestranze e della rappresentanza sindacale: ovviamente, di tutto ciò nulla è dato riscontrare sul blog.

Potremmo continuare all’infinito ma, quel che qui mi preme, è ribadire la ferma condanna per ogni manifestazione intimidatoria nei confronti di chiunque, ma al contempo sottolineare che la violenza non si annida solamente dietro le telefonate anonime, ma anche e soprattutto nei comportamenti palesi di chi diffama continuamente aziende e persone ed incita, esplicitamente o implicitamente e senza alcun rispetto per la verità, a porre in essere atti o attività lesive della altrui integrità, fisica e morale.

Concludendo, concordo con D.B. sul modus procedendi che adotterà per reagire alla intimidazione vera o presunta dalla stessa subita (denunzia ai Carabinieri e deposizione spontanea), ma tengo a rassicurarla che le medesime modalità procedurali sono state e saranno da noi adottate affinché chi è a ciò istituzionalmente deputato persegua ogni altra forma diretta o indiretta di violenza, diffamazione o falsificazione della verità.

Naturalmente, Buon Natale a tutti.

Piero Calabrò

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Il Dolce Stil Novo

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IL DOLCE STIL NOVO

 

La lunghissima estate appena trascorsa ci ha lasciato, oltre ad un importante periodo di riflessione, l’eredità di un primo semestre superiore alla nostre aspettative e la prospettiva di un autunno caldo, nel senso più favorevole del termine.

Il nuovo “Servizio Tributario” è ormai una realtà tangibile ed operativa, così come altre opportunità recentemente presentate dal Board Commerciale alla vasta platea del nostri consulenti.

Non solo, ma l’evidente recupero reputazionale, favorito dal nuovo corso di SDL, ha avvicinato alla nostra azienda realtà e persone da tempo impegnate, su altri versanti, nell’affermazione di quel principio di LEGALITA’ ormai divenuto uno dei pilastri della nostra azione.

Il recente Convegno tenutosi all’Aquila e quello prossimamente in programma a Gela, infatti, hanno visto e vedranno interloquire con noi persone che hanno fatto la storia della lotta alla Mafia ed al Racket delle estorsioni: un inequivoco segnale, dunque, di attenzione verso quella lotta all’usura finanziaria e bancaria ed alle vessazioni tributarie che, ora più che mai, rappresenta lo scopo della nostra attività, ben al di là delle sue implicazioni imprenditoriali e commerciali.

Altri soggetti istituzionali hanno rivolto e stanno volgendo il loro sguardo verso SDL, fiduciosi nella nostra ormai intangibile serietà operativa e nella rinnovata professionalità che accompagna ogni passo del nostro agire, a partire dalla fase propedeutica dello studio tecnico-scientifico e della successiva validazione dei nuovi e dei vecchi servizi offerti alla clientela.

Un ruolo determinante, in tale direzione, ho voluto attribuire alla FONDAZIONE SDL, recentemente da me “rifondata” (mi si perdoni il gioco di parole) mediante la cooptazione nel CdA di eminenti personalità del mondo della cultura e delle professioni, quali il prof. Maurizio Fiasco (insignito, pochi mesi orsono, di un’Alta Onorificenza dal Presidente della Repubblica Mattarella), del prof. Enrico Holzmiller (abituale e notissimo articolista de “Il Sole24Ore”) e del prof. Michele Anastasio Pugliese (mente eccelsa del Diritto Amministrativo italiano).

Il fine evidente e concreto di questa limpida strategia è, chiaramente, quello di consentire a SDL una navigazione sicura, eticamente e scientificamente corretta, nel mare magno dei servizi che vengono e verranno offerti ai cittadini ed alle aziende, in tal modo elidendo le problematiche che, in passato, hanno inevitabilmente attraversato il percorso rapido e ponderoso di una Start Up di successo e, in futuro, il sorgere di possibili attacchi e critiche.

Se, del resto, neppure l’Espresso, nella propria inchiesta agostana, ha potuto esprimere qualsivoglia appunto sulla nuova gestione e sul nuovo modus operandi di SDL (limitandosi a riciclare situazioni pregresse, ritrite e datate, comunque riferite ad entità estranee alla nostra realtà aziendale), non vedo perché dovremmo preoccuparci dei persistenti attacchi di alcune persone prive di reali argomenti e, proprio perciò, aduse a rimestare nel passato con mezzi penosamente ingiuriosi e infamanti (dei quali saranno, ovviamente, chiamate a rispondere nelle sedi a ciò deputate).

Sarebbe fin troppo facile per me replicare a taluna di loro evidenziando, a titolo di esempio, la scarsa ed anzi nulla credibilità e, perfino, la risibilità di chi, nel mentre sul proprio profilo Internet si vanta di aver acquisito un diploma di laurea, poi posta affermazioni ingiuriose verso SDL su un sito o blog che diffama l’Università dal nostro accusatore frequentata…

Potrei riempire pagine intere di esempi consimili ma, come in un precedente intervento, ribadisco di non volermi abbassare al livello ormai infimo dei nostri    -peraltro numericamente e qualitativamente irrilevanti- detrattori professionali (dei quali, per di più, mi sono ignoti il concreto e reale impegno nel contrasto alle anomalie bancarie e finanziarie ed il tempo a tale “missione” dedicato).

E’ perfino ovvio sottolineare che ogni critica, anche profonda, ove correttamente e adeguatamente formulata e motivata, sarebbe e anzi sarà da me accettata, perfino con favore, laddove consentisse di migliorare noi stessi ed il nostro lavoro.

All’insulto ed alla diffamazione, invece, contrappongo e contrapporrò la sola via lecita che conosco (quella della Giustizia) anche se non foriera di risultati immediati e di risposte tempestive.

Nel frattempo, godendo delle attestazioni di chi veramente ha qualcosa da dire e da insegnarci, mi limito ad invitare il “nuovo mondo SDL” a proseguire nella strada e nel percorso intrapresi e a onorare un consiglio saggiamente coniato dal Sommo Poeta: “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

 

Piero Calabrò

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“EPPUR SI MOVE”

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Non me ne voglia Galileo Galilei se, come incipit per questo mio nuovo scritto, ho citato una delle affermazioni più celebri e rivoluzionarie nella storia dell’umanità.
Chi mi conosce sa quanto io sia poco incline al trionfalismo, all’uso di termini roboanti ed alla “autocelebrazione”: però, alcuni recentissimi accadimenti mi spingono a comunicarvi un mio rinnovato entusiasmo, figlio di fatti e non di semplici parole.
Nel mio precedente contributo alla “Rubrica del Presidente” così concludevo:
Molto altro bolle in pentola: fossi un bravo comunicatore vi inviterei a non perdere la nostra prossima… “puntata”.
Anticipavo, con prudenza Trapattoniana (“non dire gatto…”), l’evolversi di alcuni eventi ai quali, unitamente al mio staff, stavo alacremente lavorando e che, ora, sono finalmente una nostra bellissima realtà.
Elencarli tutti é un compito non facile: mi limiterò, in questa sede, a ricordare la nuova Perizia ed il nuovo Servizio Tributario, i nuovi Servizi Afc, l’avvio degli Sportelli Antiusura presso numerosi Comuni italiani, l’istituzione dell’Ufficio CTP presso la sede di SDL, i nuovi Contratti Gold e le nuove Convenzioni con gli Avvocati.
Altre novità sono in avanzato corso d’opera e riguardano nuove possibili tutele, contenziosi mai ad oggi strutturalmente affrontati, rapporti con realtà importanti del tessuto sociale ed economico nazionale (quali, ad esempio, le Farmacie Private).
Però, pur non sottovalutando l’enorme importanza di questi risultati, è su altro che voglio richiamare la vostra attenzione.
Ho già premesso la mia idiosincrasia per le autocelebrazioni: sarebbe paradossale e poco credibile se i “biografi” del rinnovamento si trovassero a coincidere con le stesse persone che ne sono state protagoniste.
Lascio, pertanto, simbolicamente la parola a quelle realtà che, per la loro lontananza dalle piccole beghe nazionali, per la loro dimensione internazionale, per la loro consolidata realtà ed attitudine a valutare obbiettivamente fatti e persone, possono dare risposte inattaccabili.
La fiducia incondizionata accordata al nuovo corso di SDL da uno dei più importanti gruppi assicurativi del panorama mondiale (la compagnia LLOYDS OF LONDON è, dall’1.7.2016, il nostro nuovo partner assicurativo) è la migliore risposta a chi ancora vuole strumentalmente mettere in dubbio la serietà del nostro operato ed uno sprone a noi tutti per continuare a migliorare noi stessi ed i nostri servizi.
In tempi di “Brexit” (perdonatemi la battuta forse scontata) SDL mette a segno un significativo “Brexin”, neppure tanto episodico se si considera lo stato di avanzate trattative in corso con un primario Fondo Londinese interessato a finanziare i contenziosi da noi promossi contro le anomalie bancarie e finanziare.
Che dire: forse la pentola in ebollizione si sta rapidamente trasformando in un “pentolone” pieno di piatti eticamente gustosi e prelibati…

IL VOSTRO “CHEF”

Piero Calabrò