Sentenza n. 2600/2014 Tribunale di Padova

Commento a sentenza n. 2600/2014 Tribunale di Padova

La sentenza è particolarmente esaustiva per diversi profili.

Essa offre spunti di valutazione consolidando la Giurisprudenza più risalente e ponendo una pietra miliare in tema di usura, in applicazione ed interpretazione della l.24/2001.

Eccezione di nullità della vocatio per indeterminatezza

Le banche sono solite avanzare eccezione di nullità della citazione per indeterminatezza della domanda; essa è un’eccezione di stile che viene pedissequamente riproposta nelle conclusioni. In punto di indeterminatezza della domanda e quindi d’eccezione di nullità, il tribunale rileva che quando sono stati identificati i rapporti oggetto di giudizio con domanda di rideterminazione dei saldi del conto corrente, anche se non vengono indicate le somme, il petitum e la causa petendi costituiscono fondamento della domanda tale che il convenuto può formulare in via immediata ed esauriente le proprie difese. Nel caso de quo la domanda è suffragata da perizia per quanto concerne i tassi usurai ed il tribunale rigetta la eccezione.

Estensione della ricognizione

In punto di ricognizione del rapporto di conto corrente, il tribunale specifica che l’analisi per la rideterminazione dei saldi deve riguardare l’intero rapporto contrattuale.

Indeterminatezza delle condizioni

Il tribunale statuisce l’indeterminatezza delle condizioni applicate, in quanto non risultante in contratto alcuna pattuizione scritta. Dichiara illegittima l’applicazione di interessi anatocistici.

Estratti di conto: mancata contestazione.

Il tribunale dichiara l’irrilevanza della mancata contestazione immediata degli estratti conto, specificando che l’estratto conto trasmesso dalla banca al cliente rende inoppugnabile gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo contabile, ma non sotto quelli della validità ed efficacia dei rapporti obbligatori.

Anatocismo

Il tribunale dichiara l’anatocismo illegittimo per i contratti ante 2000 che non vedono raggiunto – dopo la delibera del Comitato Interministeriale per il credito (CICR) – un nuovo accordo con il cliente. Determina il ricalcolo dell’anatocismo sull’intero rapporto.

Usura

Particolarmente rilevante è la trattazione, argomentata ed esente da censure, della l.24 del 2001 e del suo spirito della Banca d’Italia e delle sue Istruzioni.

Pattuizioni medio tempore: usura contrattuale (cd ab orgine)

Il giudice rileva che ai fini del TAEG, in conformità al testo normativo, e del quesito posto per verificare il superamento del tasso soglia, “deve essere computato tutto ciò che possa configurarsi come somma richiesta per la restituzione della somma ottenuta  a mutuo o comunque quale costo del denaro non solo la commissione di massimo scoperto, ma tutte le commissioni, remunerazioni e spese addebitate, trovando applicazione la normativa non solo per i mutui, ma per tutti i rapporti contrattuali che possano contenere pattuizioni di interessi usurari, risultando poi irrilevanti le diverse indicazioni fornite riguardo alla Banca d’Italia, di cui determinazioni non possono certo prevalere su un chiaro dettato  normativo”.

Ciò precisato, nella legge – in relazione alle conseguenze derivanti dalla applicazione di tassi usurari – va osservato che L.24/2001 ha chiarito che le sanzioni civili e penali di cui agli artt. 644 c.p., 1815 comma 2 c.c. trovano applicazione solo con riguardo alle applicazioni che si configurano come usurari sin dall’inizio.

Usura sopravvenuta: Inapplicabilità a fronte dello ius variandi

Il giudice si pone altresì il problema di quale tasso vada applicato per i contratti stipulati prima della L.108/96 sull’usura. Precisa che, nel caso in cui il tasso diventi usurario per effetto di variazioni del tasso soglia, si dovrà rientrare nel tasso soglia;

Nel caso in cui invece il tasso applicato venga a superare il tasso soglia a seguito di modificazioni unilaterali della banca o anche a pattuizioni concluse successivamente alla entrata in vigore della L. 108, la sanzione non potrà che essere quella del 1815, 2° comma c.c., con la conseguenza che nessun interesse sarà dovuto.

Importante è la verifica dell’accordo delle parti avvenuto per tacito consenso a seguito di variazione unilaterale . In questo caso per il giudice si ha una nuova pattuizione impugnabile ex art. 1815 cc s.c.; è il caso della banca che comunica variazione dei tassi ed il cliente aderisce: la variazione è illegittima e nulla ex art. 118 tub.

Conseguenza sui trimestri

Il Giudice determina, quindi, che per tutti i trimestri in cui è stato superato il tasso soglia, alcun interesse è dovuto.

Conclusioni

In sintesi in tema di usura la sentenza specifica che per verificare l’eventuale superamento del tasso soglia di usura deve essere computato tutto ciò che nella fattispecie contesa sia da configurare come somma richiesta per la restituzione della somma ottenuta o comunque quale costo del denaro.

Nel caso in cui il tasso venga a superare il tasso soglia a seguito di modificazioni unilaterali della banca (cosiddetto ius variandi), non si verte in un caso di usura sopravvenuta che pure è rilevante per il sistema vigente, bensì di usura originaria con la conseguenza che la sanzione non potrà che essere quella del comma 2 art. 1815 e quindi nessun interesse risulterà dovuto;

Per i contratti in essere all’epoca dell’entrata in vigore della normativa di legge che ha consentito la previsione di clausole di anatocismo bancario (delibera CICR), l’applicazione di tale facoltà deve passare necessariamente attraverso la manifestazione di uno specifico consenso scritto dal cliente.

Tale fattispecie è quella ricalcata dalla Corte d’Appello di Milano (sent. n. 1796/2012) che dichiara peggiorative le condizioni per i contratti ante delibera CICR, i quali, quindi, devono essere approvate per iscritto (art. 7 stessa delibera), a pena di nullità relativa.

Commento dell’avv.Massimo Meloni per gentile concessione dell’avv. Mai Paola, istruttrice della causa in uno all’avv.Burla Paola

Di seguito la sentenza

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