Sentenze positive Tribunale di Milano e Corte di Appello di Milano

Sentenze Milano leasing

SENTENZE POSITIVE TRIBUNALE DI MILANO E CORTE DI APPELLO DI MILANO

Siamo enormemente lieti di rappresentarvi le sentenze di cui all’allegato ottenute sul Tribunale di Milano e sulla Corte di Appello di Milano dall’Avv. Biagio Riccio in tema di leasing.
È fondamentale individuare il legittimato passivo nei contratti di leasing.
Il Tribunale di Milano prima e la Corte di Appello del distretto hanno dato ragione all’avvocato Biagio Riccio che ha vinto entrambe le cause.
È possibile cedere il contratto di locazione, anche senza il consenso della concedente (società di leasing), purché sia ceduta l’azienda.
La risoluzione del contratto non opera ed il cliente della SDL risparmia oltre 250 mila euro ed il suo cessionario conserva ancora l’opificio.
Inoltre, di seguito troverete anche una breve nota dell’avvocato Giuseppe Bonavolontà dello studio legale Riccio:

NOTA IN TEMA DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA NEI CONTRATTI DI LEASING.

La difesa dell’avvocato Biagio Riccio ha prestato il proprio patrocinio, a favore della Eurolac s.a.s. di Russo Alessandro & C., in due giudizi incardinati dalla Leasint s.p.a. Seguiamo la scansione dei fatti e gli argomenti di diritto, che hanno condotto a rilevanti successi.

Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., proposto al Tribunale di Milano, la Leasint s.p.a. aveva convenuto in giudizio la Eurolac s.a.s. per ottenere una pronuncia che dichiarasse il suo inadempimento, relativo al contratto di locazione finanziaria n° 20045428, con accertamento dell’intervenuta risoluzione e condanna al rilascio dell’immobile oggetto della stipulazione. In primo grado il giudizio veniva affidato al giudice dott. Angelo Claudio Ricciardi, con numero di ruolo generale 34579/2013.

A seguito di rituale costituzione, per il tramite dello scrivente procuratore, della Eurolac s.a.s., il giusdicente, sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 20/05/2014, ha pronunciato provvedimento di rigetto del ricorso, con condanna della Leasint alla rifusione delle spese processuali.

Senonché la stessa Leasint, con ricorso ex art. 702 quater c.p.c., ha interposto gravame rispetto alla ordinanza pubblicata il 21/05/2014 (Corte d’Appello di Milano, sez. III civile, n.r.g. 2178/2014). Anche il collegio ha fatto proprie le argomentazioni della Eurolac, pronunciando sentenza n° 511/2017.

In entrambi i gradi di giudizio il fulcro della questione ha riguardato il difetto di legittimazione passiva della nostra assistita.

Infatti, la Eurolac s.a.s. non fruiva più dell’immobile di Volta Mantovana (MN) alla Strada dei Colli Sud, destinato a laboratorio artigianale. Come da atto per Notar Pia Marinucci, stipulato in Legnago (VR) in data 24/02/2012 (registrato il 28/02/2012 al n° 777 serie 1T), codesta compagine aveva ceduto in affitto l’azienda al sig. Ermogeno Russo, titolare della ditta individuale E.D.S. Verniciature. In detto affitto erano ricompresi tutti i beni risultanti dall’inventario, insistenti nei locali dell’opificio di Volta Mantovana. Quindi, l’effettivo legittimato dal lato passivo non era la Eurolac, ma la E.D.S. Verniciature di Russo Ermogeno.

In proposito dottrina e giurisprudenza si sono chiaramente espresse nel ritenere applicabile, in via analogica, l’art. 2558 c.c. in materia di successione nei contratti: “se non è diversamente pattuito, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale”. Tale disposizione ha trovato puntuale applicazione nella fattispecie.

Invero: “Nel caso di affitto d’azienda il legislatore ha previsto una disciplina specifica della successione nei contratti (art. 2558 c.c.): per i contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda […] è stato previsto il subentro nel contratto quale effetto naturale, con facoltà del terzo contraente di recedere ove sussista una giusta causa. A differenza che nella cessione dei contratti disciplinata dall’art. 1406 c.c. e ss. non è richiesto, pertanto, ai fini del subentro un espresso consenso del terzo contraente, essendo sufficiente che questi non manifesti la propria volontà di recedere e soprattutto essendo consentito al terzo medesimo di recedere solo in presenza di una giusta causa” (Trib. Milano, Sez. XII, 16/03/2011).

Orbene, nella specie l’intervenuto fitto di azienda è stato regolarmente pubblicato sulla Camera di Commercio di Mantova già in data 08/02/2012 (come da documentazione che si allega); ragion per cui la Leasint avrebbe certamente dovuto conoscere il subentro della E.D.S. Verniciature, individuandola come unica legittimata passiva.

Già l’ordinanza di prime cure del 21/05/2014 aveva riconosciuto perfettamente quanto fin qui evidenziato: “è fondata l’eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla convenuta, attuale utilizzatrice dell’immobile a seguito di cessione di azienda del 24 dicembre 2012 (registrato il 28 febbraio successivo) […] l’art. 13 del contratto di leasing pone un generale divieto di cessione del contratto di leasing senza la preventiva autorizzazione della concedente, ma fa salvo il caso della cessione d’azienda […] nella specie la volontà della concedente di avvalersi della clausola risolutiva espressa è stata comunicata all’originario utilizzatore il 24 aprile 2012 e, cioè, dopo l’intervenuta cessione dell’azienda”.

È a cagione di ciò che, avendo l’avversa domanda ad oggetto non direttamente il pagamento dei canoni scaduti e rimasti impagati, bensì la restituzione dell’immobile a seguito dell’inadempimento dell’obbligazione di pagamento degli stessi, “il ricorso dovrà essere proposto nei confronti dell’attuale utilizzatore”.

Anche la corte d’Appello ha ribadito tale concetto.

Nell’ipotesi di cessione di azienda trova applicazione la norma di cui all’articolo 2558 c.c. che prevede, al primo comma, che «se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale».

La norma determina l’effetto automatico del subingresso del cessionario del contratto di leasing immobiliare, da ritenersi ricompreso in quelli stipulati per l’esercizio dell’azienda.

Nel caso di specie non sussistono pattuizioni ostative all’applicazione della citata disposizione, poiché l’articolo 13 del contratto di leasing prevede un divieto generale di cessione del contratto senza la preventiva autorizzazione della concedente, salvo il caso di cessione di azienda. La clausola non prevede nemmeno, nell’ipotesi di cessione di azienda, la comunicazione al concedente, a mezzo raccomandata o altro mezzo equipollente, della cessione del contratto di leasing.

Ritiene quindi la Corte che l’articolo 13 del contratto recepisca la norma di cui all’articolo 2558 primo comma.

Ulteriormente si osserva che analogo automatico subingresso si verifica anche nell’ipotesi di cui all’art. 36 L. 392/78, che prevede possibilità per il conduttore di «cedere il contratto di locazione anche senza il consenso del locatore, purché venga insieme ceduta l’azienda», con l’obbligo normativamente previsto di darne comunicazione a quest’ultimo.

La cessione dell’azienda da Eurolac s.a.s. a E.D.S Verniciature, avvenuta a mezzo atto notarile del 24 febbraio 2012, registrato il successivo 28 febbraio 2012, è stata iscritta e pubblicata in data 29 febbraio 2012 negli atti della Camera di Commercio di Mantova, anteriormente all’invio da parte di Leasint s.p.a. della raccomandata A/R di risoluzione del contratto, che reca la data del 19 aprile 2012.

Da ciò discende che Eurolac è carente di legittimazione passiva anche con riferimento alla domanda di accertamento dell’intervenuta risoluzione per inadempimento”.

Insomma, siamo al cospetto di due pieni successi, sia in primo che in secondo grado, fondati su argomenti, di fatto e di diritto, integralmente condivisi sia dal Tribunale che dalla Corte d’Appello di Milano.

avv. Giuseppe Bonavolontà

Sentenza Tribunale di Milano

Sentenza Corte di Appello di Milano