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Tribunale di Milano – Confermato Accoglimento del Ricorso ex art. 700 c.p.c.

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Il Tribunale di Milano con ordinanza ha rigettato il reclamo proposto dalla Banca sul provvedimento di accoglimento del ricorso ex art. 700 cpc, proposto dagli avv.ti Monica Mandico e Biagio Riccio.
L’ordinanza del tribunale meneghino, frutto di un ragionamento complesso del Collegio, chiarisce alcuni punti salienti e presupposti necessari per ottenere la cancellazione del nominativo dell’imprenditore nella Centrale Rischi della Banca d’Italia.
Il caso processuale risulta interessante rispetto ad altri della medesimo tenore, in quanto la banca reclamante ha sostenuto la propria difesa, poi confutata, sulla base dell’esistenza della sentenza di rigetto del primo grado avente ad oggetto l’accertamento negativo delle somme oggetto della segnalazione a sofferenza.
Tale sentenza del primo grado, immediatamente appellata dai correntisti, è stata l’impalcatura fondante la difesa avversa, tuttavia essendo il credito ancora sub judice – per l’appello pendente – ancorchè fortemente contestato ed avendo gli avvocati in parola dimostrato la solvibilità della ricorrente, il collegio ha integralmente accolto le argomentazioni dei procuratori, che sono risultate convincenti, tanto da ottenere la conferma del primo provvedimento, già vittorioso, del procedimento cautelare.

Nota dell’avv. Monica Mandico

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cancellazione centrale rischi

Tribunale di Milano – Accoglimento Ricorso ex art. 700 c.p.c. per Cancellazione Segnalazione dalla Centrale Rischi

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Si pubblica un recentissimo provvedimento ottenuto dall’avv. Biagio Riccio unitamente all’avv. Monica Mandico presso il Tribunale di Milano, grazie anche alla collaborazione in udienza dell’avv Giovanni Lauro. I predetti legali sono riusciti a conseguire ordinanza di accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c. per la cancellazione immediata della segnalazione alla Centrale Rischi della Banca D’Italia relativamente al nominativo del cliente.
Invero, l’avv Monica Mandico ha fatto rilevare nel ricorso, il comportamento scorretto dell’istituto, che aveva provveduto alla segnalazione della ricorrente, subito dopo la notifica dell’atto di citazione per la contestazione del presunto credito, affetto da usura, interessi ultralegali e anatocismo.
Difatti la banca senza inviare alcuna comunicazione al presunto debitore, e senza eseguire le opportune ricerche sulla complessiva situazione patrimoniale della cliente, la segnalava con evidenti ripercussioni sull’immagine commerciale della stessa.
Gli avvocati Riccio e Mandico, hanno fatto rilevare che a prescindere dalla conferma giudiziale del credito da saldo di conto corrente della banca , l’oggetto del procedimento cautelare consisteva nel verificare se ricorrevano o meno i presupposti atti a giustificare la segnalazione a sofferenza, tra l’altro oggetto di separato contenzioso per contestazione dello stesso.
Il tribunale ha infatti rilevato, che non era corretto quanto sostenuto dalla resistente in ordine alla necessità di verificare la fondatezza dei presupposti esclusivamente con riferimento al momento temporale in cui la segnalazione era stata effettuata, tenuto conto che, anche laddove in tale frangente dovesse essere riscontrata l’incapacità della correntista di far fronte alle proprie obbligazioni, in ogni caso, qualora le sue condizioni economiche finanziarie dovessero mutare in senso favorevole in un secondo momento, ciò comunque renderebbe illegittima la permanenza della segnalazione già effettuata e mensilmente rinnovata.
Per l’effetto il Tribunale di Milano, sulla base delle deduzioni svolte nell’interesse della ricorrente, e valutata la situazione patrimoniale della stessa, ben documentata dagli avvocati, ha accolto totalmente il ricorso ex art. 700 cpc, condannando la banca al pagamento delle spese del procedimento.

Nota dell’avv. Monica Mandico

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sospensione precetto

Tribunale di Messina – Ripristino ex art. 700 c.p.c. del Rapporto Contrattuale risolto

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Si pubblica provvedimento ottenuto dall’avv. Ferdinando Cortese preso il Tribunale di Messina a seguito di ricorso art. 700 e 669 quater c.p.c. presentato in corso di causa dal cliente.
A seguito di questo successo sarà ora possibile discutere con l’istituto di credito coinvolto in merito alla illegittima condotta sinora tenuta dallo stesso nei confronti di una ditta che regolarmente ha adempiuto al pagamento di due mutui, ciononostante revocati unitamente ad un rapporto di conto corrente.

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Tribunale di Milano – Rigetto Ricorso Cautelare ex art. 700 c.p.c. per rilascio dell’immobile

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La società cliente stipulava un contratto di locazione finanziaria avente ad oggetto un complesso immobiliare destinato ad attività alberghiera per un valore nozionale di € 23.600.000,00.
Con atto di citazione la società cliente conveniva in giudizio la società di leasing dinanzi al Tribunale di Milano, al fine di accertare l’illecita applicazione di tassi usurari e anatocistici sul contratto stipulato per un importo di € 2.000.000,00 come documentato dalla perizia SDL.
La società di leasing si costituiva, chiedendo il rigetto delle domande di parte attrice, nonché il rilascio dell’immobile per intervenuta risoluzione contrattuale, ex art. 1456 c.c., a seguito dell’asserito inadempimento da parte della società utilizzatrice.
La difesa dell’attrice impugnava la risoluzione contrattuale per nullità e, comunque, inefficacia della clausola risolutiva espressa, avendo la società di leasing azionato la predetta clausola in difetto del suo presupposto essenziale: l’inadempimento da parte dell’utilizzatrice.
Infatti, come documentato dalla perizia SDL, è la società di leasing ad essersi resa inadempiente rispetto al contratto litigioso, avendo addebitato illegittimamente € 2.000.000,00 di interessi usurari.
In corso di causa, la convenuta depositava ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., chiedendo al Tribunale adito di ordinare alla società, utilizzatrice del bene, nonché al garante, il rilascio immediato dell’immobile.
La società resistente e il garante si costituivano con memoria difensiva, chiedendo il rigetto del ricorso cautelare per insussistenza dei presupposti di legge.
In particolare, la difesa del resistente era volta a dimostrare la carenza del requisito del periculum in mora in capo alla ricorrente società di leasing, richiamando in particolare che il periculum in mora non possa ritenersi sussistente “in re ipsa”, ma debba fondarsi su elementi concreti che incombe alla ricorrente allegare e dimostrare in virtù della regola generale sull’onere della prova.
Con rilevante ordinanza il Tribunale di Milano rigettava l’istanza di cui al ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. ritendo:“ che l’istanza di cui al ricorso non sia meritevole di accoglimento per difetto del requisito del periculum in mora, non avendo dedotto la parte ricorrente alcun elemento che consenta di apprezzare il requisito in questione, ove si consideri che, al riguardo, la ricorrente si è limitata ad affermare la situazione di dissesto o di difficoltà finanziaria della parte utilizzatrice e del suo fideiussore; che, peraltro, i rilievi svolti dalla ricorrente non configurano il rischio di un pregiudizio imminente ed irreparabile a cui possa dirsi esposto, durante il tempo necessario per una decisione sul merito, il vantato diritto alla riconsegna dell’immobile per cui è causa; che, inoltre, dalla documentazione prodotta dalla resistente si evince che, per quanto si siano interrotti i lavori di ultimazione della ristrutturazione, tuttavia, l’immobile si presente in condizioni tali da non pregiudicare le opere già eseguite (…); che, del resto, la ricorrente, in replica alla memoria difensiva della resistente, ha dedotto che il fondamento dell’istanza cautelare sarebbe da rinvenirsi, nel caso, non tanto nel rischio del fabbricato “ma piuttosto nel suo mancato completamento che ne impedisce la riallocazione sul mercato”; che, peraltro, trattasi, di un profilo di tutela del credito cui non è riferibile (in via diretta o prioritaria) lo strumento di cui all’art. 700 c.p.c. (…)”.
Si tratta di uno dei più importanti provvedimenti – sia per il valore della causa che per l’oggetto -ottenuto presso il Tribunale di Milano, che rappresenta un importante successo per SDL nella continua battaglia contro i comportamenti predatori delle banche, a tutela degli imprenditori.

Causa seguita dall’avv. Letterio Stracuzzi

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