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Tribunale di Venezia – Asta bloccata

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IL TRIBUNALE DI VENEZIA TORNA SUI SUOI PASSI E RICONOSCE LA SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA ESECUTIVA DISPOSTA DAL PM: ASTA BLOCCATA.

E’ del 16.6.16 il provvedimento del Tribunale di Venezia con il quale, a seguito del ricorso in opposizione presentato dall’avv. Danilo Griffo, negli interessi dei ‘debitori’ esecutati rivoltisi alla SDL per la tutela dei loro interessi, si è finalmente preso atto del provvedimento di sospensione adottato dal P.M. Stefano Buccini (ottenuto su querela parimenti presentata dall’avv. Danilo Griffo ed a mezzo della quale ben 2 Istituti di credito venivano iscritti nel registro degli indagati) fermando di conseguenza l’asta dell’abitazione dei primi.

Tale decisione si rivela di grande importanza poiché incidente sul delicato tema del rapporto fra la giurisdizione penale e quella civile in materia di esecuzione forzata, nonché su quello dell’ambito di applicazione della legge 44/99 art. 20 comma 4 (disciplinante i presupposti per la sospensione per mano del Magistrato penale).

In un primo momento, infatti, malgrado la sospensione ottenuta dalla Procura della Repubblica di Venezia, il G.E. del medesimo Tribunale respingeva la richiesta di darvi corso in quanto: da un lato non riconosceva il potere vincolante del provvedimento del PM; dall’altro ne deduceva la mancanza dei presupposti, dal momento che l’art. 20 comma 4 della L.44/99 prevede la sospensione per i soli imprenditori che abbiano fatto richiesta di accesso ai fondi per le vittime di usura.

Con la spiegata opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. gli esecutati, con il patrocinio dell’avv. Danilo Griffo, hanno dedotto l’impossibilità del Giudice Civile di entrare nel merito del provvedimento adottato dal PM e quindi di confutarlo (dovendo il primo esclusivamente ‘prenderne atto’) ed hanno altresì insistito circa la sussistenza di ogni presupposto di legge ai fini della sospensione, attesa la loro sostanziale natura di imprenditori.

Difatti i debiti pretesi dalle banche nella procedura esecutiva (e formanti oggetto della querela penale in precedenza depositata) venivano si contratti in proprio ma unicamente allo scopo di far fronte alle esposizioni maturate nell’esercizio dell’attività imprenditoriale.

All’esito del serrato confronto giudiziario sviluppatosi, nelle cui trame la difesa degli esecutati non si è astenuta dallo stigmatizzare che, la eventuale reiterata negazione della sospensione dei termini avrebbe determinato ‘omissione di atti di ufficio’ da parte del G.E., quest’ultimo, con il provvedimento qui commentato, ha poi correttamente revocato la precedente ordinanza ed ha “preso atto” della sospensione disposta dal PM.

La vicenda in parola oltre a costituire un importante risultato per i debitori – che hanno visto sottrarre la propria abitazione alla mano del delegato alla vendita – rappresenta anche un rilevantissimo precedente in materia di esecuzioni poiché: da un lato, apre le porte all’applicazione della disciplina ex art. 20 comma 4 L. 44/99 anche alle persone fisiche (che agiscono come imprenditori sostanziali); dall’altro, mette definitivamente la parola fine ad ogni possibile diatriba fra giudice civile e giudice penale circa la vincolatività dei provvedimenti di quest’ultimo nei confronti del primo.

Avv. p. Armando Cogliano

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Tribunale di Pesaro – Sospensione Efficacia Titolo Esecutivo

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Viene pubblicato provvedimento emesso lo scorso 7 Luglio con cui il Tribunale di Pesaro – a seguito di ricorso ex art.615 c.p.c. presentato dall’avv. Antonio Paone – ha sospeso la procedura esecutiva immobiliare promossa dalla banca contro una società in nome collettivo e i due soci personalmente.
La procedura era giunta alla seconda asta, fissata per il 9 luglio.
A seguito del mancato pagamento di alcune rate del mutuo ipotecario di € 270.000,00 la banca notificava atto di precetto.
Successivamente, la stessa aveva instaurato la procedura di espropriazione forzata, con pignoramento e successiva vendita della abitazione dei coniugi (stima di partenza delle aste pari a € 685.000,00).
La cliente quindi si affidava a SDL che, nella persona dell’avv. Paone, proponeva un primo ricorso in opposizione all’esecuzione sulla base della perizia che evidenziava la pattuizione di interessi usurari con superamento del tasso soglia da parte del solo tasso di mora, applicato peraltro più volte ovvero sulla rata intera e non sulla quota capitale.
Il predetto ricorso però veniva rigettato in quanto nell’esecuzione vi era stato l’intervento di altro creditore (Equitalia) che vantava un credito di oltre € 200.000,00.
Non perdendosi d’animo, si è raggiunto con Equitalia un accordo per la rateazione del debito ed, infine, si è provveduto al deposito del secondo ricorso con allegazione delle accettazioni di rateazione di Equitalia.
Eliminato questo ostacolo, il giudice accoglieva il ricorso ravvisando i gravi motivi, così sospendendo l’asta immobiliare.

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Tribunale di Monza – Sospensione dell’esecuzione: Asta bloccata

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Si pubblica significativo provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Monza, il quale conferma ancora una volta l’incisività e l’efficacia degli elaborati peritali SDL.
Nel caso in commento, fondamentale è stata la tempestività degli avvocati Riccardo Guarino e Giovanni Lauro dello Studio Legale Riccio.
Infatti, l’asta conseguente si sarebbe dovuta tenere solo 45 minuti dopo l’udienza!
Di seguito, commento e relativo provvedimento.
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L’ordinanza in commento è stata resa presso il Tribunale di Monza, a seguito di ricorso in opposizione con contestuale istanza di sospensione avverso procedura esecutiva immobiliare in danno di un cliente che si è rivolto alla SDL per ottenere la tutela dei propri diritti, fondata su decreto ingiuntivo non opposto avente ad oggetto una posizione debitoria maturata in riferimento a rapporti di conto corrente e di mutuo intercorsi con un istituto di credito.
In particolare il giudice, dopo attenta valutazione degli atti di causa e dopo ampia discussione tra i procuratori, ha disposto la sospensione dell’asta immobiliare che si sarebbe dovuta tenere dopo poche ore dall’udienza (l’udienza era stata fissata alle ore 8.15 mentre l’asta doveva svolgersi alle ore 9.00) fondata, come detto, su titolo di formazione giudiziale passato in giudicato (nella specie decreto ingiuntivo non opposto).
In particolare, secondo il giudice, “il giudicato non impedisce la sollevazione dell’eccezione di nullità, per violazione di norma imperativa, del tasso di interesse applicato alla fattispecie.”
Con tale affermazione il giudice ha inteso dare seguito all’eccezione spiegata dagli avvocati SDL ed ai precedenti resi dalla più accreditata giurisprudenza di merito richiamata a verbale dai detti procuratori (Trib. Vicenza 24.05.14; Trib. Pordenone sent. 3.7.12; Trib. Padova 10.08.01).
In altri termini, anche in presenza di titolo passato in giudicato, il giudice dell’esecuzione conserva il suo potere (cd. esterno) di sospensione a fronte della riscontrata violazione di norme imperative.
Ancora il provvedimento in commento chiarisce che, in ipotesi di espropriazione proposta nei confronti di due (o più soggetti) comproprietari del cespite staggito, l’opposizione può validamente essere proposta anche da uno solo dei due senza che l’inerzia dell’altro possa in alcun modo pregiudicare il diritto di difesa del primo.

Causa seguita dall’ Avv. Riccardo Guarino e dall’Avv. Giovanni Lauro dello studio legale Riccio

Di seguito il provvedimento di sospensione

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SDL non molla la presa: sospensione della vendita all’asta di un immobile!

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L’attività di SDL Centrostudi non conosce sosta e significativo è il risultato conseguito nello scorso mese di Marzo presso il Tribunale di Nola, in provincia di Napoli, dall’avv. Antonio Dentice.

Nonostante le avversità e le ritrosie riscontrate, il legale a noi affiliato è riuscito grazie alla perizia SDL (ora in partnership con associazione DECIBA) laddove in molti falliscono o – più semplicemente – desistono, ossia favorire la sospensione di un’esecuzione immobiliare pendente dal 2011, così salvando una famiglia in gravissima difficoltà economica che non poteva più soddisfare le pretese avanzate dall’istituto di credito coinvolto.

In particolare, grazie all’elaborato peritale magistralmente redatto, si riusciva a provare la mancanza della certezza del credito “vantato” dalla banca e, contestualmente, l’applicazione di illegittimi interessi di natura usuraria che avevano fatto lievitare a dismisura il saldo del conto corrente oggetto di analisi.

Alla luce di quanto sopra esposto, il Giudice non poteva che prendere atto dell’anomala situazione venutasi a creare, così avvalorando la tesi propugnata e sostenuta da SDL Centrostudi secondo cui – nel caso di specie – il cumulo tra interessi corrispettivi ed interessi moratori è sì legittimo solo quando specifiche pattuizioni siano state in tal senso concordate tra le parti ed inserite nel contratto.

Come appare evidente per la portata del risultato conseguito, SDL Centrostudi sta tracciando un solco profondo nella recente giurisprudenza – come comprovato dai numerosi provvedimenti ottenuti presso i tribunali di tutta Italia (l’esperienza de qua del Tribunale di Nola ne è la riprova) – e le perizie elaborate rappresentano lo strumento tramite cui con rigore scientifico tante (troppe!) anomalie stanno ormai emergendo ridefinendo un rapporto di forze (banche-clienti) che sembrava inevitabilmente a favore delle prime.