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Tribunale di Parma - Rigetto della concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo

Tribunale di Parma – Rigetto della concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo

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Di seguito alleghiamo l’importante provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Parma dagli Avvocati Biagio Riccio e Monica Mandico, di cui riportiamo un breve commento:

“….. in allegato un breve commento e l’ordinanza del Tribunale di Parma che ha sospeso l’ingiunzione per un importo, pari ad Euro. 61.893,56.
Il Giudice ha rigettato la richiesta di concessione della provvisoria esecutività della Banca.
Trattasi di un procedimento monitorio opposto da una srl, che ha conferito incarico di difesa, all’avv. Biagio Riccio e all’avv Monica Mandico del foro di Napoli, i quali nell’articolata opposizione, hanno bloccato l’ingiunzione per un presunto credito della banca, pari ad €  59.352,56, (oltre interessi e spese di procedura, liquidate in € 2.135,00 per compensi ed € 406,00 per spese), derivante dalla gestione di  conti corrente, il cui saldo è stato opportunamente contestato dai legali.
Lo studio legale Riccio & Mandico, ha messo in evidenza le seguenti brevi eccezioni, valutate positivamente dal Magistrato:
1) che la lettera di apertura di credito su cui si fonda la pretesa, è stata versata in atti in fotocopia e non è firmata da entrambe le parti; 
2) che la certificazione TUB 50 non è prova del credito contestato e la banca non ha versato in atti tutti gli estratti conto con le liste movimento(dare-avere), dall’APERTURA DEL CONTO al 2014;
3) che gli interessi a debito e a credito sono sempre capitalizzati trimestralmente;
4) che nel conto sono transitati interessi commissioni e spese di finanziamento ed anche queste sono state capitalizzate trimestralmente, pur provenendo da conti di solo debito, ove quindi la capitalizzazione era vietata anche ai sensi della delibera cicr del 2000;
5) che la banca ha applicato anatocismo in modo evidente stante il conteggio del saldo al 30.12.14 ed è notorio che dal 1.1.14 risulta abolita la capitalizzazione degli interessi con la legge del 27.12.13 n. 147
6) che dall’analisi peritale di parte, risulta che la banca ha trattenuto somme non dovute per l’importo complessivo di €79.084,51 oltre interessi e rivalutazione; che i conti in questione sono stati trattati con usura, pertanto i legali hanno chiesto la revoca del decreto ingiuntivo e in ogni caso la sospensione ex art. 649 cpc e/o il rigetto della richiesta di concessione di provvisoria esecutività.

 

 

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Biagio Riccio la prima pagina

Quando il magistrato sbaglia, chi paga?

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L’articolo è stato pubblicato su La Prima Pagina, quotidiano nazionale.

 

Se un magistrato sbaglia, cosa accade? Il caso Contrada riapre la discussione sul tema. Abbiamo intervistato l’Avvocato Biagio Riccio. Ci può fare un riassunto del caso Contrada?

Avv. Biagio Riccio

Avv. Biagio Riccio

Contrada fu arrestato nella notte della vigilia del natale del 1992 come un comune delinquente. Ha scontato 10 anni di carcere e dalla Corte Europea di Strasburgo prima e dalla Cassazione poi è stato ritenuto innocente, perché nei suoi confronti si è utilizzato un metodo barbaro: andare in galera senza una preventiva norma che dichiarasse quella azione come reato, ci riferiamo al concorso esterno al reato di associazione mafiosa, all’epoca dei fatti non esistente. Bruno Contrada, per anni poliziotto a Palermo, venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione venne annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Il funzionario, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella e scontò tutta la pena fino al 2012.
Due anni fa, però, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo condannò l’Italia a risarcire il poliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato, perché all’epoca dei fatti a lui contestati – gli anni Ottanta – il reato di concorso in associazione mafiosa non era “chiaro, né prevedibile”. A quel punto l’ex legale del funzionario tentò, invano, la strada della revisione che venne “bocciata” dalla corte d’appello di Catania. L’ultimo tentativo, quello dell’incidente di esecuzione, è stato fatto dall’avvocato Stefano Giordano che ha chiesto alla corte d’appello di Palermo, l’anno scorso, proprio alla luce della sentenza europea, di revocare la condanna sostenendo che prima del ’94, spartiacque temporale fissato dalla Cedu, non fosse possibile condannare per il reato di concorso in associazione mafiosa. La corte dichiarò inammissibile il ricorso. Oggi la Cassazione, a cui Giordano si è rivolto, gli ha dato ragione e la condanna è stata revocata. Dal momento che Contrada ha scontato la pena gli effetti della pronuncia si ripercuoteranno sull’aspetto pensionistico.

Ora che ad 84 anni ha riacquistato il suo inconcusso status di incensurato, si pone una banale domanda: ma dell’errore commesso chi paga?

Quando sbagliano i medici e gli avvocati sono chiamati a pagare caramente dei loro errori professionali: quando invece si tratta dei Magistrati che rovinano famiglie, patrimoni e, quello che è più grave, intaccano l’onore e la reputazione e la libertà sacrosanta dei consociati, l’ordinamento interviene con tutte le guarentigie possibili e rende improba un’azione per responsabilità nei loro confronti.

In Italia chi sbaglia, di solito, paga. Tranne i magistrati e i giudici. Nemmeno quando le sentenze dicono che no, il reato non c’era, ergo il processo non andava fatto. Dunque nessun cittadino è tutelato, come è possibile?
Ci sono Magistrati a cui piace apparire e ottenere visibilità sui media, tradizionali e del web, e che confondono la dimensione del loro lavoro con la chiara possibilità di sfruttare, con aiuti mediatici, la loro privilegiata posizione per poi darsi alla vita politica. Molto spesso le loro inchieste si rivelano dei flop, ma sul momento, creano sensazionalismo, ottengono le prime pagine dei giornali, ma le posizioni che colpiscono inauditamente finiscono tutte in archiviazioni o in assoluzioni perché il fatto non sussiste. Il caso Contrada si inserisce in questa scia: fu arrestato nel 1992 e sino a pochi giorni fa ha combattuto per affermare la sua innocenza, avendo scontato una pena per un delitto la cui configurazione nel nostro ordinamento è opinabilissima: il concorso esterno in associazione mafiosa.
La legge sulla responsabilità civile dei magistrati non dovrebbe consentire di ottenere “doverosi risarcimenti?
La responsabilità civile dei Magistrati esiste, ma mandare uno di loro a processo è difficile e macchinoso, quasi impossibile. Credo che sia un problema culturale prima che politico e giuridico: i Magistrati diceva Bacone devono essere dei leoni ma sempre sotto il trono, non sopra il trono, per fare in modo che si eviti il rischio di una repubblica giudiziaria, cui purtroppo possiamo rischiare di precipitare.

La testata “Tempi” scrisse: “I magistrati commettono sempre più reati e aumentano le violazioni delle norme processuali”. Qual è la sua esperienza in merito?

Grazie alla collaborazione con SDL Centrostudi, società che si occupa di contenzioso bancario e che contrasta le banche colpevoli di anatocismo e usura bancaria, ho avuto la possibilità in questi anni di affrontare molteplici casi nei quali in un primo momento il Pubblico ministero ha archiviato querele, poi il Giudice delle indagini preliminari è ritornato sul caso ed ha rinvenuto usura. Dunque poniamoci un problema: è frutto di impreparazione, di pigrizia, o vi è un’oscura collusione con i poteri forti, perché non si vogliono attaccare le banche che comandano indisturbate l’economia del nostro paese. Non possono fallire altrimenti creano crisi sistemiche ma possono inopinatamente far fallire aziende altrimenti sane o risparmiatori, colpevoli solo di non essere in grado di comprendere i rischi dei conti e dei prodotti finanziari che sottoscrivono.

biagio riccio banche

BCE: “Veneto Banca e Popolare di Vicenza prossime a fallire”. L’avvocato Biagio Riccio “La nostra è la Repubblica delle banane”.

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Riportiamo l’articolo apparso oggi sul quotidiano nazionale LA PRIMA PAGINA con una considerazione dell’avvocato Biagio Riccio. 
sdl centrostudi su la prima pagina
La Banca centrale europea ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono “in fallimento o in  probabile fallimento”. E ha informato il Single Resolution Board, (Srb) il quale ha deciso di non applicare la procedura di risoluzione. Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane.
Lo comunica oggi ADN Kronos che conferma come sia già pronto e immediato l’intervento del governo, che ha già pronta l’operazione di salvataggio.
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SDL CENTROSTUDI LO AVEVA PREDETTO
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Era il 27 novembre 2016 quando SDL Centrostudi SpA, il centro per la legalità che aiuta i correntisti contro usura e anatocismo, riportava una ricerca del Financial Times che anticipava la notizia. OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES” 
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IL COMMENTO DELL’AVVOCATO BIAGIO RICCIO SULLA PAGINA FACEBOOK DI SDL CENTROSTUDI 

Rapida la risposta dell’avvocato Biagio Riccio, che sulla pagina Facebook di SDL Centrostudi replica con fermezza. Riportiamo la sua riflessione coraggiosa sul sistma di vigilanza delle banche

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SE UNA BANCA VALE UN EURO

Fa impressione sentire le cronache dei giornali che Intesa abbia offerto simbolicamente un euro per comprare gli asset positivi delle banche venete, mentre quelli negativi, crediti deteriorati in particolare, saranno a carico dello Stato ( la stessa operazione da sciacalli fu fatta con il Banco di Napoli).

È la funesta conclusione di una gestione ad opera di amministratori che hanno concesso fidi clientelari e non hanno saputo neppure gestire crediti deteriorati. Infatti si vuole procedere, giustamente, ad un’azione di responsabilità nei loro confronti

Ma sorgono alcune domande:

1- Come è possibile che nonostante la capitalizzazione ( iniezioni miliardarie ) di Fondo Atlante la banca popolare di Vicenza sia dichiarata insolvente?

2- Dove erano la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea quando nella pancia delle due banche, la Veneta e la Popolare di Vicenza, si sono formati montagne di sofferenze ( oltre 9,6 miliardi di euro ) che difficilmente saranno smaltite, con la conseguenza che il relativo buco ovviamente sarà pagato con soldi pubblici?

3- Siamo alla settima banca che salta.E tardivo il governo con la sua Commissione di inchiesta che non prenderà il largo, perché siamo a fine legislatura.Il sistema bancario è marcio perché le banche non seguono la loro naturale vocazione: quella dell’intermediario che raccoglie i depositi ed attua gli investimenti. Corrono ai facili profitti, quelli dei derivati, della finanziarizzazione, scommettendo con i risparmi della povera gente.

4- Bisogna avere il coraggio di punire banchieri senza scrupolo, ma anche BANCA D’ITALIA e la CONSOB che dormivano mentre il patrimonio dei risparmiatori italiani veniva mangiato vivo.

Abbiamo perso oltre un anno, bruciato milioni di euro ed il desolante destino è comunque quello della liquidazione di gloriose banche che hanno alimentato il nord est, la locomotiva dell’economia italiana.

Se una banca vale meno di un caffè siamo al baratro dell’economia reale. La nostra è la Repubblica delle banane.

 

Non è la prima volta che SDL Centrostudi pone dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano
Questa, ancora una volta, ne è la riprova.
Consulente tecnico ufficio01

Tribunale di Milano – ammissione CTU

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IL TRIBUNALE DI MILANO  AMMETTE UNA CTU INSERENDO LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO NEL CALCOLO DEL TEG, IN DISPREGIO ALLA RECENTE CASSAZIONE CIVILE(N.12965/16) CHE LA ESPUNGE.
L’ordinanza in commento lascia riflettere, perchè nonostante che la VI sezione del Tribunale di Milano sia prona alle istruzioni della Banca di Italia per il calcolo del TEG, tasso effettivo globale, ai fini della determinazione dell’usura nella fattispecie in esame, che attiene ad un contenzioso dI oltre  1.200.000,00( un milione e duecentomila euro), ha concesso una consulenza tecnica di ufficio significativa e considerevole per  diversi aspetti:
1- Si chiede al ctu di effettuare il calcolo del TEG, considerando anche la commissione di massimo scoperto, in dispregio alla Cassazione civile recentissima-n. 12965/16, che invece ritiene che essa non vada inserita.
2- Chiede dunque al consulente tecnico di ufficio di proporre un doppio calcolo alternativo, quello conforme alle istruzioni della banca di italia e quello allineato alla modalità del calcolo dell’usura, considerando tutte le remunerazioni, escluse le imposte e tasse.
3- Chiede di espungere tutti gli interessi anatocistici, non considerando alcuna forma di capitalizzazione.
4- Fondamentale richiede la rideterrminazione del saldo: il che significa che la presunta pretesa della banca si riduce notevolmente e non potrà assolutamente esigerla, perchè provento di reato, ai sensi dell’ultimo comma dell’art.644 c.p, che tra l’altro prevede  la proponibilità di un’azione risarcitoria.
In sintesi: il presunto debitore potrebbe diventare creditore.
Avv.Biagio Riccio

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biagio riccio la prima pagina

SDL Centrostudi e la Centrale Rischi: considerazioni sull’aggiornamento della Circolare Banca d’Italia n.139/91

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Sul quotidiano nazionale La Prima Pagina di oggi è stato segnalato l’ importantissimo contributo dell’avvocato Biagio Riccio sulla tematica della centrale rischi (struttura, funzionamento, abusi), edito dalla prestigiosa rivista  on line “Il Societario” del portale giuridico De iure della casa editrice Giuffrè.

Potete leggere l’articolo a questo link

Nel giugno del 2016 si  registrato il quindicesimo aggiornamento della Circolare n. 139/1991 della Banca di Italia in tema di Centrale rischi. Il recente aggiornamento ha previsto che le banche che effettuano una segnalazione erronea, su iniziativa della Banca di Italia che deve effettuarne l’ordine mediante PEC o fax, devono, entro i tre giorni lavorativi successivi a quello dell’invio della comunicazione, rettificare o riclassificare la posizione oggetto di accertamento, così come cristallizzata nel provvedimento giurisdizionale. In mancanza Banca di Italia procede all’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 144 TUB.

BancaSTOP

ALTRA BANCA STANGATA

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ALTRA BANCA STANGATA

IL C.T.U. RICONOSCE AL CLIENTE SDL UNA RESTITUZIONE COMPRESA DA UN MINIMO DI € 345.399,00 AD UN MASSIMO DI € 496.260,00

 

Il Tribunale di Cremona, con ordinanza del 7 novembre 2014, ha concesso una consulenza tecnica d’ufficio in una causa nella quale un cliente della S.D.L. patrocinato dall’Avvocato Serafino Di Loreto ha ottenuto, contro la Banca di Credito Cooperativo, il riconoscimento delle proprie spettanze secondo una duplice opzione e previsione:

  1. In un primo calcolo si attribuisce al correntista la somma di € 399,74
  2. mentre in una seconda rielaborazione la somma di € 260,35

Gli interessi passivi riscontrati nel conto erano pari a € 759.446,12 e rispetto ad essi il C.T.U., pur facendo riferimento alle direttive del C.I.C.R. dell’anno 2000, ha effettuato una totale rideterminazione, anche alla presenza di conti anticipi, per giungere alle conclusioni di cui sopra favorevoli all’attore della causa.

La consulenza tecnica è pregevole, perché considera diverse ipotesi sotto la specie dell’anatocismo con la capitalizzazione semplice, con quella trimestrale con l’applicazione della commissione di massimo scoperto e, in modo particolare, fa comprendere anche la canalizzazione degli interessi provenienti dai conti anticipi. Il tutto è stato già sostenuto dal Prof. Serafino Di Loreto nel suo atto introduttivo ed in modo particolare nelle memorie istruttorie. Con l’attività giudiziale di questo contenzioso si è dimostrato che la perizia S.D.L. ha conseguito un risultato di altissimo profilo anche per la fattispecie giuridica, non limitata al semplice elaborato econometrico, ma relativamente anche alla rideterminazione di tutti i saldi che nelle diverse partite, debitorie e creditorie, debba essere sviluppata nell’ambito di un contenzioso legale.

Mazzano, 25.11.2016

Avv. Biagio Riccio

 

funzionari banca condannata per usura perizia SDL Centrostudi

Il patto commissorio nel decreto banche: possibili emendamenti (a cura dell’avv. Biagio Riccio)

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L’articolo è uscito su La Prima Pagina (il “quotidiano italiano”), portale di informazione di: attualità, politica, cronaca, cultura.

A margine dell’approvazione alla Camera dei Deputati del decreto legge numero 59/2016 – battezzato dalla stampa specialistica come Decreto Banche, l’avvocato Biagio Riccio ha scritto alcune note, che saranno oggetto di un possibile emendamento che, in queste frenetiche ore, sarà presentato. La nota si riferisce esclusivamente all’istituto di nuovo conio, quello che attiene al  Finanziamento alle imprese garantito dal trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato ( articolo 2 del detto decreto).

Avv. Biagio Riccio

Avv. Biagio Riccio

Secondo l’autore le banche non hanno rispettato il divieto del patto commissorio, ex art.2744 sancito dal codice civile, nè l’art. 644 del codice penale.

La norma infatti, così strutturata, legittima iniquamente l’usura reale ai danni dei poveri debitori.
Nello scritto che è stato pubblicato sul sito SDL Centrostudi SpA, società in difesa del correntista contro gli illeciti bancari, viene illustrata anche la modalità dell’emendamento, per riformare l’ingiusta norma,che di sicuro sarà oggetto del vaglio di costituzionalità.

1-Breve illustrazione dell’art. 2 concernente il Finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato.
Ai fini della nostra indagine nel complesso articolato del decreto, ci preoccupiamo di esaminare il solo articolo 2, concernente il finanzia
mento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato.

È forte il sospetto che il tentativo del legislatore di rispettare il divieto del patto commissorio ex art. 2744 c.c non sia riuscito, anzi si potrà ritenere che viene solo rafforzato il potere delle banche e si legittima l’usura reale, si concreta proprio quello che la norma vuole evitare. [continua]

Per leggere l’intero documento, un clic qui 

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Magistratura non imparziale a Bolzano: la banca vende la sua abitazione nonostante le 5 perizie che dimostrano usura

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“La giustizia bolzanina è parziale e in evidente conflitto di interessi” - scrive oggi il Corriere Alto Adige. La denuncia arriva da Thomas Sigmund, il pubblicista meranese protagonista di una complessa vicenda giudiziaria riguardante il mercatino di Merano e le associazioni giovanili Jungle e Srymer.  “Io ne sono stato vittima – spiega Sigmund –  e con me altre persone”.

Il caso riguardante Sigmund è relativo alla vendita all’asta della sua abitazione da parte della 

banca, “senza che nessuno abbia preso in considerazione le cinque perizie che ho presentato per dimostrare che sono stato vittima di usura” denuncia il pubblicista meranese che si è appoggiato a un avvocato esperto in materia bancaria a tutela dei consumatori e dei privati cittadini, Biagio Riccio, autore del volume “Istituti di Discredito”.

Per leggere l’articolo online http://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20160616/281629599554405

biagio_riccio

 

Avv. Biagio Riccio

Fondamentale ordinanza della Corte d’Appello di Roma

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A commento d​ell’​​ ​ordinanza ​ del ​6/6/2016​ resa dalla Corte di Appello di Roma​ con la quale il nostro avvocato Biag​io​ Riccio ha ottenuto la sospensione dell’effetto esecutivo di una sentenza che disponeva il rilascio a favore di una banca​, in forza di un contratto di leasing,​ di locali di una azienda​,​ il cui valore era di oltre 4 milioni di euro, pubblichiamo un​’​ autorevolissima nota del nostro Presidente, dott. Piero Calabrò.
In ​essa​ si dà rilievo al fatto che​,​​ per il computo dell’usura,​ ​l’​​interesse​ di mora sia componente del T.E.G.​,​ a conferma che le tesi SDL Centrostudi sono recepite dalle​ migliori​ Corti di Merito.

QUI PER CARICARE IL COMMENTO DEL PRESIDENTE PIERO CALABRÒ

QUI PER SCARICARE L’ORDINANZA