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Sentenza di annullamento di intimazione e relative cartelle di pagamento

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ANNULLAMENTO PARZIALE DI INTIMAZIONE DI PAGAMENTO PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 46.807,63

 

Trattasi di interessante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in data 19.12.2016 e pubblicata in data 11.01.2017.

La Commissione ha accolto il ricorso e annullato quasi integralmente l’atto impugnato.

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una intimazione di pagamento notificata da Equitalia in data 11.04.2016, intimazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di cinque cartelle esattoriali, dettagliatamente indicate nel ricorso, relative ad IRPEF, addizionale regionale, contributo sanitario nazionale, per le annualità 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, per un carico complessivo di Euro 48.877,85.

Attraverso il ricorso si è eccepita, tra l’altro, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, quali atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di riscossione dei tributi e dalla notificazione di ulteriori atti, nonché la prescrizione di parte dei tributi pretesi.

 

Ebbene, la CTP di Milano, in accoglimento dell’eccezione di decadenza, ha evidenziato che i tributi oggetto della pretesa di Equitalia sono relativi a dichiarazioni presentate fino al 31.12.2001 e che, pertanto, la notifica delle cartelle doveva avvenire entro il quinto anno successivo a quello di presentazione (ex L. 156/2005).

Di conseguenza, ad eccezione di una sola cartella tra quelle indicate nell’impugnata intimazione, per tutte le altre è maturato il termine di decadenza di cui all’art. 25 del D.P.R. 602/73.

Dato che l’unica cartella per cui Equitalia non è stata dichiarata decaduta porta un credito pari ad euro 2.070,22, l’adita Commissione Tributaria ha annullato l’atto impugnato per la complessiva somma di euro 46.807,63.

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti.

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Sospensione di ruoli esattoriali e delle relative cartelle di pagamento

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Ordinanza di sospensione di ruoli esattoriali e delle relative cartelle di pagamento, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 6.646,15, emessa dal Tribunale di Torino-Sez. lavoro in data 23.11.2016

 

Ordinanza emessa dal Tribunale di Torino – Sez. lavoro in data 23.11.2016 in una causa contro Equitalia, avente ad oggetto estratti di ruolo relativi a contributi INPS nonché le relative cartelle esattoriali, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 6.646,15.

Il Tribunale ha sospesoinaudita altera partegli atti impugnati sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso che il Giudice ha ritenuto “gravi” e, quindi, meritevoli di essere accolte.

In particolare, si è eccepita l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

 

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di notificazione di ulteriori atti, nonché la prescrizione di parte dei contributi pretesi. Infatti, la prescrizione dei contributi previdenziali dovuti all’Inps e agli altri istituti di previdenza, a partire dal 1996, è ormai diventata di cinque anni

Infine, si è dato atto dell’errato conteggio di interessi, aggi e sanzioni, contenuti nella cartelle impugnate, anche sulla base del calcolo periziato da SDL.

Inoltre, quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare alla ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione oltre che della somma richiesta, anche dello stato attuale di disoccupazione della ricorrente nonché dell’incapienza del conto corrente intestato alla stessa.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

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Decreto emesso dal Tribunale di Brescia – Sez. lavoro

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Decreto emesso dal Tribunale di Brescia – Sez. lavoro in data 04.08.2016 in una causa contro Equitalia, INPS ed INAIL, avente ad oggetto una serie di cartelle di pagamento.

Il Tribunale ha sospeso – inaudita altera parte – gli atti impugnati sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso che il Giudice ha evidentemente ritenuto gravi e quindi meritevoli di essere accolte.

In particolare, si è eccepita la prescrizione dei contributi previdenziali dovuti all’Inps e agli altri istituti di previdenza che, a partire dal 1996, è ormai diventata di cinque anni.

Si è poi eccepita la decadenza dal potere di riscossione dei contributi in quanto, affinché le cartelle esattoriali possano spiegare i loro effetti (ossia costituire valido titolo esecutivo) nei confronti dei contribuenti, occorre che esse siano regolarmente notificate, circostanza che nel caso di specie non si è verificata.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Inoltre, quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare al ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione della considerevole somma richiesta, pari a Euro 18.627,43, evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria del contribuente, come è risultato dalle dichiarazioni dei redditi allegate agli atti.

Inoltre, oltre che degli esigui redditi percepiti, si è dato atto che la situazione economica del ricorrente è aggravata dal fatto che lo stesso ha a suo carico i figli minorenni e che ha in essere un mutuo ipotecario ventennale. Si è allegato, infine, l’estratto conto del ricorrente presentante un saldo negativo.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

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Tribunale di Brescia – causa contro Equitalia

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Ordinanza emessa dal Tribunale di Brescia – Sez. lavoro in data 04.07.2016 in una causa contro Equitalia, avente ad oggetto una serie di cartelle di pagamento.

Il Tribunale ha sospeso – inaudita altera parte – gli atti impugnati sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso che il Giudice ha ritenuto “gravi” e quindi meritevoli di essere accolte.

In particolare, si è eccepita la prescrizione dei contributi previdenziali dovuti all’Inps e agli altri istituti di previdenza che, a partire dal 1996, è ormai diventata di cinque anni.

Si è poi eccepita la decadenza dal potere di riscossione dei contributi in quanto, affinché le cartelle esattoriali possano spiegare i loro effetti (ossia costituire valido titolo esecutivo) nei confronti dei contribuenti, occorre che esse siano regolarmente notificate, circostanza che nel caso di specie non si è verificata.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Inoltre, quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare al ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione dell’ingente somma richiesta, pari a Euro 92.139,22, che risulta evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria del contribuente, come è risultato dall’estratto di conto corrente, dalle buste paga e dalla certificazione unica 2016 allegati agli atti.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

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