Cosenza Archivi | SDL Centrostudi

nomina ctu

Tribunale di Cosenza – ammissione CTU e rigetto ordinanza 186 ter

By | Leggi e Sentenze, Ordinanze in materia bancaria | No Comments

Vi rimettiamo di seguito provvedimento ottenuto presso il tribunale di Cosenza dall’avvocato Gianfranco Cecchini di cui vi lasciamo breve nota:

“… Si tratta di una citazione negativa del credito avverso la quale in sede di comparsa di costituzione l’istituto di credito convenuto ha proposto domanda riconvenzionale, avanzando richiesta di ordinanza ex art. 186 ter; a scioglimento della riserva assunta all’udienza di ammissione delle prove, il Giudice ha ritenuto di non concedere l’ordinanza così come richiesta da parte della banca, ammettendo la CTU contabile, rinviando per il Giuramento del consulente nominato”.

Scarica il Documento

ammissione ctu ricalcolo

Tribunale di Cosenza – ammissione CTU

By | Leggi e Sentenze, Ordinanze in materia bancaria | No Comments

Siamo lieti di attenzionarVI il provvedimento ottenuto presso il tribunale di Cosenza dall’Avvocato Filici Umberto di cui di seguito vi lasciamo Sua breve nota:

“Buongiorno, con vivo piacere Vi rimetto l’Ordinanza emessa dal Tribunale di Cosenza. Il Giudice Istruttore ha ammesso la chiesta CTU, specificando, in uno dei quesiti da sottoporre al Consulente, che il Calcolo del TEG deve essere effettuato tenendo conto, di tutte le spese applicate dalla banca (quindi anche le CMS). Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti, avv. Umberto Filici”

Scarica il Documento

istruttoria

Tribunale di Cosenza – provvedimento

By | Leggi e Sentenze, Ordinanze in materia bancaria | No Comments

In allegato l’ordinanza ottenuta presso il Tribunale di Cosenza dall’Avv. Umberto Filici di cui di seguito Vi lasciamo Suo breve commento:

“Ho il piacere di condividere con tutti Voi l’importante provvedimento assunto dal Tribunale di Cosenza, il quale decide di non disporre alcuna Consulenza Tecnica d’Ufficio, in quanto ritiene la causa matura per la decisione per via della “natura radicale del vizio lamentato”.
La causa è stata incardinata su di un rapporto di Mutuo ipotecario.
La lamentata usurarietà del contratto si è fondata sulla c.d. sommatoria  a cui è seguita, alla prima udienza, l’integrazione dell’elaborato peritale relativamente al c.d. Tasso Effettivo di Mora ( T.E.MO.) nonché alla violazione dell’art. 117 TUB.
Inoltre, il contratto di mutuo presentava un tasso di mora contrattuale già di per sé superiore al tasso soglia di usura vigente al  momento della stipula del contratto di mutuo.
La particolarità del provvedimento consiste nel fatto che il Giudice adito ha inteso condividere le Nostre ragioni, sull’usurarietà del mutuo,  in riferimento sia al costo totale del mutuo sia alla determinazione degli interessi di mora riferiti al tasso soglia di usura al momento della stipula, senza bisogno di disporre una CTU.
Quest’atto, potrebbe, rappresentare una prima e significativa svolta nelle cause di accertamento dell’usurarietà dei mutui. Infatti , laddove la causa è ben istruita ed emerga documentalmente la prova provata del superamento del tasso soglia di usura al momento della stipula, evitare una costosa, quanto inutile, CTU potrebbe da un lato ridurre i tempi di conclusione dei giudizi e dall’altro lato indurre le controparti a voler, finalmente, accettare l’idea di dover restituire le somme incamerate in virtù di pratiche usurarie.”

Scarica il Documento

rigetto_fallimento

Tribunale di Cosenza – Accoglimento Opposizione avverso Proposta di Archiviazione

By | Leggi e Sentenze, Ordinanze in materia bancaria | No Comments

Il provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Cosenza viene reso in questo momento storico di grande dibattito, dottrinale e giurisprudenziale, sul tema della c.d. sommatoria tra gli interessi corrispettivi e moratori ai fini della valutazione dell’usurarietà di un rapporto di mutuo.
Pertanto, il provvedimento reso a seguito della mia opposizione alla proposta di archiviazione avanzata dal PM della Procura di Cosenza (dopo che il cliente SDL aveva sporto querela per usura nel suo rapporto di mutuo intercorso con la Banca), acquisisce un valore “straordinario” che da forza alla nostra azione di “corretta” interpretazione della L. n. 108/96.
Infatti il GIP nel suo provvedimento, dopo aver specificato che l’errore di non conteggiare gli interessi moratori ai fini del superamento del tasso soglia, prima che contrario all’orientamento della Suprema Corte, è semplicemente “INCONCILIABILE” con il testo della Legge n.108/96 che comprende nelle prestazioni usurarie oltre alle commissioni anche le remunerazione “A QUALSIASI TITOLO”.
Ecco dunque che questo importante risultato, ottenuto con tenacia e direi “testardaggine”, ci debba far riflettere, ed anche molto, su come appaia nella sfera penalistica ormai consolidato l’orientamento per cui la sommatoria è “pacifica”.
Quindi occorre, da parte di tutti, con la stessa costanza, continuare la medesima azione con tutti i giudici per far capire loro che le nostre tesi non provengono da un altro pianeta ma si basano solo sull’interpretazione letterale del testo della Legge che non può essere opinabile a seconda del dislocamento geografico del Tribunale adito.
Va, naturalmente, specificato che il provvedimento del GIP non è una sentenza di condanna nei confronti dell’Istituto di Credito: in fondo, non si fa altro che concedere al PM un ulteriore termine di indagine, per verificare o meno il superamento del tasso soglia, che, non si dimentichi, è già ampiamente documentato nella nostra perizia allegata alla querela.
Tuttavia, non può essere taciuto che, questa volta, il PM dovrà muoversi nell’ambito delle “direttive” tracciate dal GIP e nel solco della legge antiusura.
Pertanto, anche l’eventuale nomina di un consulente di parte, per l’accertamento del superamento o meno del tasso soglia di usura, dovrà essere fatto seguendo i dettami ed il contenuto della Legge n. 108/96, che prevede appunto il conteggio anche degli interessi di mora nella verifica del superamento o meno del tasso soglia di usura, senza alcuna possibilità di rifarsi alle direttive o circolari della Banca d’Italia.

Avv. Umberto Filici

Scarica il Documento

Tribunale di Cosenza – Provvedimento di Sospensioni dei Termini ex art.20 L. 44/1999

By | Leggi e Sentenze, Ordinanze in materia bancaria | No Comments

Con grande soddisfazione si comunica il provvedimento allegato con il quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Cosenza dispone la sospensione dei termini ex art 20 Legge 44/99.
La vicenda trae origine da una denuncia querela per usura bancaria su un mutuo ipotecario sporta dai mutuatari e dai loro fideiussori in uno all’istanza di sospensione ex art 20 della legge 44/99.
Il Pubblico Ministero nel corso delle indagini disponeva consulenza tecnica la quale “concordemente a quanto rilevato dal CT di parte ha evidenziato come il tasso moratorio pattuito risulti superiore al tasso soglia fissato dalla legge” così chiaramente riscontrando l’elemento oggettivo del reato.
Pur tuttavia, l’organo inquirente, del tutto inspiegabilmente, ha ritenuto che nel caso di specie quello che difetta è l’elemento soggettivo così motivando: “va rilevato come l’esistenza di direttive della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze che escludono espressamente la riferibilità del tasso soglia anche agli interessi moratori …costituisca una circostanza inconciliabile con l’assunto secondo cui gli operatori di banca, pur in presenta delle citate direttive ermeneutiche, abbiano piena consapevolezza dell’illiceità della condotta posta in essere”.
Il PM conseguenzialmente concludeva con richiesta di archiviazione del procedimento penale per l’insussistenza dell’elemento soggettivo del reato e non si pronunciava sull’invocata sospensione.
Questa difesa depositava immediata opposizione all’archiviazione instando per un prosieguo d’indagini, ritenendo che l’aver riscontrato l’elemento oggettivo di un reato non esime ma, anzi, induce ed obbliga ad approfondire le indagini ed a ricercare l’autore del reato.
Il Gip accoglieva pienamente la spiegata opposizione esplicitamente dichiarando di non condividere le argomentazioni del PM circa l’assenza dell’elemento psicologico da parte degli indagati ritenendo, anzi, che “la vicenda meriti il giusto vaglio giurisdizionale, previo esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero” nei confronti degli indagati e per l’effetto disponeva l’imputazione coatta nei confronti degli stessi.
Da qui la successiva formulazione dell’imputazione in capo agli imputati da parte del PM.
A questo punto la richiesta di sospensione è stata reiterata e prontamente accolta.
Per gli ex vertici della banca il processo prenderà il via il prossimo autunno.
Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Avv. Raffaella Verrina.

Avv. Graziella De Marco

Scarica il Documento