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Tribunale di Gela – Ammissione CTU contabile ed Ordine di Esibizione ex art. 210 c.p.c.

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Si procede alla pubblicazione di un importantissimo provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Gela.
La fattispecie, invero, apparentemente abbastanza semplice, sottende spigolature e questioni giuridiche di non poco momento.
Siamo dinanzi ad un giudizio avente ad oggetto due conti correnti chiusi, con specifico riguardo a tutte le somme indebitamente pagate dal correntista alla banca.
Dopo il deposito delle tre memorie ex art.183 Vi comma c.p.c, nonchè di copiosa documentazione, con il provvedimento allegato, il Tribunale ha ammesso la CTU contabile, al fine di quantificare le somme dovute al cliente per superamento del TSU, CMS, anatocismo, valute etc.
In questo contesto, però, il Giudice Istruttore, si sofferma puntualmente e con una considerazione di gran pregio giuridico sul rapporto esistente tra l’art.210 c.p.c. e l’art.119 TUB.
Nello specifico, il Giudice ha emesso ordinanza ex art.210 c.p.c. a carico della banca, ordinando la produzione di tutti i documenti afferenti ai rapporti bancari de quibus non ancora acquisiti agli atti.
Il Giudice, in particolare, ritiene che sussistano le condizioni per l’emissione dell’Ordinanza ex art.210 c.p.c., tenuto conto che l’istanza ex art.119 TUB, seppur fatta per la prima volta in seno all’atto di citazione, tuttavia, essendo trascorsi ben più dei 90 giorni contemplati nella norma, ha messo in condizione la banca di provvedere ad adempiere.
Risulta, dunque, affrontata e superata la questione relativa alla formulazione dell’istanza ex art.119 TUB ed alla relativa Ordinanza ex art.210 c.p.c.

Avv. Riccardo Lana

ordine di consegna 119 TUB

Tribunale di Gela – Ordine di Esibizione alla Banca degli Estratti Conto

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Si pubblica ordinanza ottenuta presso il Tribunale di Gela relativa ad una causa avente per oggetto conti correnti chiusi ove – a corredo della memoria ex art.183 VI comma n.2 c.p.c. – è stato prodotto tutto quanto in nostro possesso.
In primis, il riferimento è agli estratti conto dei due conti e agli scalari etc. ditalchè sono state necessarie molteplici comunicazioni alla banca per il deposito della copiosa documentazione.
In seno alla memoria n.2, in ogni caso, è stato prudenzialmente reiterata la richiesta ex art.210 c.p.c. di esibizione di tutta la documentazione relativa ai rapporti bancari de quibus, legandola chiaramente all’art.119 TUB.
All’udienza, il Giudice ha fatto discutere lungamente sulle rispettive richieste istruttorie e, successivamente, ha ordinato alla Banca di esibire gli estratti conto dei rapporti bancari oggetto di causa.
A questo punto sono due le domande da porsi.
La prima è come valutare il provvedimento emesso.
La seconda è quale possa essere la ratio che ha indotto il Giudicante a tale decisione e ciò nell’ottica di dare seguito a quanto tracciato dal Presidente Calabrò a Roma, ossia di creare una sorta di “Geografia Giurisprudenziale” dei singoli Tribunali, al fine di rendere gli atti SDL sempre più “a taglio sartoriale”.
Alla prima domanda non si può che dare una risposta affermativa, sia perchè un ordine di esibizione è comunque un risultato raggiunto per mettere in difficoltà la banca (ad esempio perchè la banca potrebbe non essere in possesso di tutto quanto richiesto), sia perchè dall’eventuale produzione di tutta la documentazione il cliente potrebbe trarne un indubbio vantaggio (ad esempio in seno alle perizie econometriche si precisa che sono mancanti alcuni trimestri): quindi, in ogni caso, il provvedimento in oggetto è da valutarsi positivamente.
Quanto alla seconda domanda, dalla discussione fatta in udienza si percepisce che il Giudicante vuole fondare la decisione finale e quindi anche il lavoro del CTU nominando su tutta la documentazione in originale, per cui trattandosi di atti che provengono dalla Banca, Lei ritiene necessario che sia la stessa convenuta a produrli in originale tutti in giudizio.
Se così fosse, ma nessuno può esserne sicuro al momento, avremmo disegnato un nuovo orientamento giurisprudenziale in merito all’onus probandi, in netto contrasto con quanto stabilito in molti tribunali che in fattispecie di c/c chiusi, qualora l’attore non produca l’apercredito, rinviano per precisazione delle conclusioni senza ammettere alcuna CTU.

Avv. Riccardo Lana

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