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Tribunale Fallimentare di Roma – Rigetto Declaratoria di Fallimento

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E’ con vivo piacere che si trasmette l’ordinanza con cui il tribunale fallimentare di Roma ha rigettato il ricorso proposto per la declaratoria di fallimento di una società.
Attraverso una concertata e sottile opera si è riusciti ad ottenere il rigetto dell’iniziativa intrapresa che si appalesava confliggente con l’esercizio della libera impresa tutelato anche a livello comunitario.

Avv. Prof. Piero Lorusso

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Tribunale di Latina – Rigettata Ingiunzione di Pagamento e Fissazione Udienza per Ammissione Prove

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Si trasmette in allegato copia del verbale a scioglimento della riserva assunta all’udienza dello scorso 17 novembre 2015 in merito a conto corrente bancario con apertura di credito.
La Banca convenuta aveva richiesto in via riconvenzionale ordinanza ex art. 186 ter c.p.c.
A seguito di contestazione sul punto, Il Giudice assumeva la causa in riserva, all’esito dello scioglimento della quale rigettava le avverse richieste ritenendo non provato il presunto credito richiesto dalla convenuta, concedendo i termini ex art. 183/VI c.p.c. e rinviando la causa all’udienza per l’ammissione delle prove.

Avv. Gianfranco Cecchini

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Tribunale di Roma – Rigetto Ingiunzione della Banca e Ammissione CTU

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In allegato rimettiamo importantissima ordinanza del Tribunale di Roma con cui è stata rigettata l’istanza di ordinanza di ingiunzione proposta in via riconvenzionale dalla Banca e disposta CTU per l’esatto ammontare dei rispettivi crediti/debiti.
Si segnala come il Giudicante, nel disattendere la richiesta dell’Istituto, abbia qualificato le doglianze attoree specifiche ed esaustive.

Avv. Giuseppe de Simone

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Sospensione Provvisoria Esecuzione Decreto Ingiuntivo

Tribunale di Castrovillari – Rigetto Istanza della Provvisoria Esecuzione di Decreto Ingiuntivo

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Il caso in esame prende spunto da un’opposizione a decreto ingiuntivo redatta e proposta in base alle risultanze dell’elaborato peritale di SDL.
La particolarità della vicenda consiste nel fatto che il Tribunale di Castrovillari (CS) ha rigettato l’istanza della concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, formulata dalla banca opposta, nonostante l’istituto di credito, nel costituirsi, avesse depositato tutta la documentazione riferita al rapporto contrattuale di conto corrente (contratti, condizioni economiche sottoscritte ed estratti conto). La banca alla prima udienza di comparizione delle parti ha richiesto la concessione della provvisoria esecuzione del decreto opposto, sostenendo che il giudizio di opposizione non fosse fondato su prova documentale certa e che le nostre eccezioni fossero oltremodo generiche. In sostanza, l’istituto di credito riteneva di essersi sempre conformata alle direttive della Banca d’Italia in materia di usura – oggettiva e soggettiva – di anatocismo bancario e commissioni di massimo scoperto. In virtù delle predette deduzioni, questa argomentava che la nostra consulenza di parte fosse assolutamente illegittima e che, non essendo stati gli estratti conti a scalare contestati nei termini di legge, vi sarebbe stata decadenza dal diritto di contestazione. Nel verbale di prima udienza, si è ritenuto necessario ed opportuno replicare a tutte le deduzioni ed eccezioni proposte dall’istituto di credito facendo notare al Giudice che: 1) In materia di usura, la stessa giurisprudenza (Cass. Penale Sez. II Sentenza n. 46669 del 19.12.11) ha pacificamente sancito che le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nelle ipotesi in cui gli istituti si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d’Italia in una circolare la stessa deve, in ogni caso, sottostare al dettato normativo della Legge sull’usura ex art 108/96; 2) Sia il legislatore che la giurisprudenza hanno altresì precisato che la commissione di massimo scoperto va computata nel calcolo degli interessi al fine dell’accertamento dell’usura; 3) In merito all’anatocismo bancario, la legge finanziaria del 2014 lo ha vietato; mentre, per il periodo antecedente la clausola dell’anatocismo era comunque illegittima, tanto ciò vero che la stessa giurisprudenza legittimava il Giudice a sollevarne d’ufficio la nullità della clausola contrattuale; 4) La mancata contestazione degli estratti conto non comporta anche la decadenza di sollevare la problematica della validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le partite registrate nel conto corrente. Il Giudice del Tribunale di Castrovillari (CS), a scioglimento della riserva, assunta alla predetta prima udienza, ha rigettato la richiesta della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto in quanto le eccezioni da noi sollevate in perizia e negli atti e verbali di causa in ordine alla sussistenza del credito non appaiono meramente dilatorie e necessitano di approfondimento.
In sostanza, il Giudice ha dato fondatezza e credibilità a tutte le nostre tesi – tenuto conto del fatto che la somma ingiunta risulta essere afflitta da usura oggettiva per il 30% e da usura soggettiva per il restante 70% – anche in questa fase preliminare del giudizio. Questo è un bel riconoscimento delle nostre ragioni giuridiche che si fondano, occorre sempre ripeterlo, sulla normativa vigente in materia di usura!

Avv.Umberto Filici

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Tribunale di Pescara – Rigetto Istanza di Ingiunzione di Pagamento avanzata dalla Banca

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Si allega interessante ordinanza emessa dal Tribunale di Pescara, in sede di prima udienza di comparizione, in una causa avente ad oggetto contratti bancari.
Gli attori agiscono contro la Banca per accertare la presenza di usura e altre anomalie in due mutui e in un conto corrente.
La Banca si è costituita producendo il cd. “saldaconto” riportante con il presunto debito di € 94.805,23 del correntista\mutuatario, ai sensi dell’art 50 TUB, e ha chiesto in via riconvenzionale l’emissione di ordinanza d’ingiunzione di pagamento ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c.
La difesa degli attori ha contestato la richiesta avversaria, sulla scorta della giurisprudenza – citata anche nel verbale di causa – secondo la quale il semplice “saldaconto” sarebbe insufficiente a fornire adeguata prova del credito della banca.
Inoltre, per gli attori è stata avanzata richiesta di ordinanza ingiunzione, sempre ai sensi dell’art 186 ter c.p.c., per consegna di cose mobili, dal momento che la Banca ha omesso di rispondere alla lettera precedentemente inviata ai sensi dell’art. 119 TUB, per la consegna di tutta la documentazione, e in specie di eventuali contratti fideiussori e assicurativi.
Il Giudice ha rigettato la richiesta di ingiunzione avanzata dalla Banca e ha accolto la richiesta di ingiunzione avanzata dagli attori, ordinando alla Banca la consegna dei documenti entro il 10\1\16.

Avv. Luca Rotondo

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istanza rigettata decreto ingiuntivo

Tribunale di Lagonegro – Rigetto Istanza di Provvisoria Esecuzione del Decreto Ingiuntivo

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Il presente provvedimento è stato ottenuto dallo scrivente procuratore in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.
Su ricorso dell’istituto di credito, il Tribunale di Lagonegro ha emesso decreto ingiuntivo intimando alla cliente, unitamente ai fideiussori, il pagamento della somma complessiva di €. 44.000,00.
Tale decreto ingiuntivo è stato ritualmente notificato.
La società correntista unitamente ai fideiussori, sulla base degli elaborati peritali redatti dalla società SDL Centrostudi Spa, a mezzo dello sottoscritto procuratore, ha presentato atto di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto l’applicazione di interessi ultralegali nel contratto di conto corrente, con contestuale domanda riconvenzionale di € 107.000,00
Alla prima udienza è stato eccepito che il credito della banca manca del requisito della certezza stante l’applicazione di interessi ultralegali, cosi come certificati dagli elaborati peritali depositati.
Inoltre è stato contestato alla banca il mancato deposito degli atti del fascicolo monitorio.
Il Giudice concedeva rinvio per permettere all’istituto di credito di depositare atti del fascicolo monitorio.
A conclusione di un’udienza molto articolata, nella quale la Banca contestava il diritto dei fideiussori di proporre opposizione a decreto ingiuntivo, il Giudice si riservava sulla richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.
Con ordinanza del giorno 08 Luglio 2015, il Giudice a scioglimento della riserva assunta in udienza, ha rigettato l’istanza di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. A sostegno del provvedimento l’On. Giudicante adduce che l’opposizione presentata si fonda su allegazioni documentali che richiedono una più approfondita analisi tecnica da svolgersi nella fase di trattazione del merito della controversia.
Con tale provvedimento si conferma la validità dell’operato della società SDL Centrostudi Spa, che da anni ormai è particolarmente attenta alla tutela del contraente debole nella stipula dei contratti bancari.

Avv. Antonio Dentice

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