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Sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano

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ANNULLAMENTO DI SOLLECITO DI PAGAMENTO PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 135.290,03

 

Trattasi di interessante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in data 23.11.2016 e pubblicata in data 02.01.2017, nella quale, tra l’altro, vengono definite in modo netto alcune questioni relative all’onere probatorio.

 

La Commissione ha accolto integralmente il ricorso e annullato l’atto impugnato.

 

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto un sollecito di pagamento notificato da Equitalia in data 22.02.2016, sollecito emesso sul presupposto del mancato pagamento di tre cartelle, dettagliatamente indicate nel ricorso, per le annualità 2009, 2010 e 2011, per un carico complessivo di Euro 135.290,03.

 

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

 

Tali principi sono stati fatti propri dalla Commissione, ritenendo preliminare ed assorbente tale motivo di ricorso.

Ha rilevato, infatti, la Commissione che nell’atto impugnato non è allegata alcuna prova della notificazione delle cartelle di pagamento, e degli estratti di ruolo, alla base del sollecito di pagamento.

Scrive il Giudice Tributario: “La mancata costituzione in giudizio di Equitalia s.p.a. e la conseguente mancata produzione di documentazione attestante l’effettiva notificazione di tali atti, impedisce di poter verificare se le cartelle di pagamento siano state ritualmente notificate alla ricorrente e se la stessa sia stata dunque posta in condizione di impugnare ciascuna cartella”.

La Commissione ha quindi accolto il ricorso e annullato l’atto impugnato.

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti.

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Tribunale di Milano – Ammissione CTU su mutuo

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento di ammissione CTU su un mutuo e il relativo quesito ottenuto presso il tribunale di Milano dall’avvocato Alessio Marchetti Pia di cui vi lasciamo breve nota:

” … con la presente invio in allegato ordinanza del Dott. Rota – Sez. VI – Trubunale di Milano che ammette CTU su mutuo e relativo quesito che va a chiedere il calcolo del tasso realmente applicato al cliente.
Trattasi di mutuo ante ottobre 2003, per il quale lo scrivente contesta la sola presenza di TAN contrattuale, invece del TAE.”

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Tribunale di Milano – Ammissione CTU

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il tribunale di Milano dall’avvocato Donatella Loda di cui vi lasciamo breve nota:

“…in allegato alla presente trasmetto l’ordinanza con la quale il Giudice del Tribunale di Milano ha disposto la consulenza tecnica d’ufficio, in una causa avente ad oggetto un conto corrente.
Il Tribunale ha concesso la verifica,secondo la formula di Banca D’Italia, dell’usurarietà dei tassi applicati dalla Banca, nonostante la perizia prodotta fosse fondata sulla sola formula di “matematica finanziaria”; quindi, senza subordinare la concessione della CTU alla dimostrazione, da parte dell’attrice, dell’usurarietà dei tassi sulla base della formula di Banca D’Italia, come, invece, preteso in passato.
Alla prossima udienza verrà richiesto al Giudice la modifica del quesito, relativamente all’anatocismo, al fine di ottenere l’estensione della verifica al periodo successivo al 2000.
Infatti, se per il tratto anteriore al 30.06.2000, è indiscusso che la banca non potesse, legittimamente, addebitare interessi su interessi, per il tratto successivo l’introduzione ex novo del meccanismo di capitalizzazione, sia pure su base di pari periodicità, ma con disparità nei tassi creditori e debitori, rappresenta un intuitivo peggioramento delle condizioni contrattuali ed esige specifica approvazione per iscritto, mediante sottoscrizione ad hoc ex art. 1341 c.c., come previsto in via generale dall’art. 6 della delibera CICR 9.02.2000 per i nuovi contratti. Nel caso de quo, manca l’approvazione scritta del cliente e ciò legittima la richiesta integrazione del quesito.
Preciso che il rigetto dell’istanza ex art. 210 c.p.c. è un errore del Giudice, non essendo mai stata formulata, in quanto il giudizio è stato avviato sulla base della documentazione bancaria completa.”

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Sentenza di annullamento di intimazione e relative cartelle di pagamento

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ANNULLAMENTO PARZIALE DI INTIMAZIONE DI PAGAMENTO PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 46.807,63

 

Trattasi di interessante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in data 19.12.2016 e pubblicata in data 11.01.2017.

La Commissione ha accolto il ricorso e annullato quasi integralmente l’atto impugnato.

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una intimazione di pagamento notificata da Equitalia in data 11.04.2016, intimazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di cinque cartelle esattoriali, dettagliatamente indicate nel ricorso, relative ad IRPEF, addizionale regionale, contributo sanitario nazionale, per le annualità 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, per un carico complessivo di Euro 48.877,85.

Attraverso il ricorso si è eccepita, tra l’altro, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, quali atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di riscossione dei tributi e dalla notificazione di ulteriori atti, nonché la prescrizione di parte dei tributi pretesi.

 

Ebbene, la CTP di Milano, in accoglimento dell’eccezione di decadenza, ha evidenziato che i tributi oggetto della pretesa di Equitalia sono relativi a dichiarazioni presentate fino al 31.12.2001 e che, pertanto, la notifica delle cartelle doveva avvenire entro il quinto anno successivo a quello di presentazione (ex L. 156/2005).

Di conseguenza, ad eccezione di una sola cartella tra quelle indicate nell’impugnata intimazione, per tutte le altre è maturato il termine di decadenza di cui all’art. 25 del D.P.R. 602/73.

Dato che l’unica cartella per cui Equitalia non è stata dichiarata decaduta porta un credito pari ad euro 2.070,22, l’adita Commissione Tributaria ha annullato l’atto impugnato per la complessiva somma di euro 46.807,63.

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti.

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Tribunale di Milano – ammissione CTU

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IL TRIBUNALE DI MILANO  AMMETTE UNA CTU INSERENDO LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO NEL CALCOLO DEL TEG, IN DISPREGIO ALLA RECENTE CASSAZIONE CIVILE(N.12965/16) CHE LA ESPUNGE.
L’ordinanza in commento lascia riflettere, perchè nonostante che la VI sezione del Tribunale di Milano sia prona alle istruzioni della Banca di Italia per il calcolo del TEG, tasso effettivo globale, ai fini della determinazione dell’usura nella fattispecie in esame, che attiene ad un contenzioso dI oltre  1.200.000,00( un milione e duecentomila euro), ha concesso una consulenza tecnica di ufficio significativa e considerevole per  diversi aspetti:
1- Si chiede al ctu di effettuare il calcolo del TEG, considerando anche la commissione di massimo scoperto, in dispregio alla Cassazione civile recentissima-n. 12965/16, che invece ritiene che essa non vada inserita.
2- Chiede dunque al consulente tecnico di ufficio di proporre un doppio calcolo alternativo, quello conforme alle istruzioni della banca di italia e quello allineato alla modalità del calcolo dell’usura, considerando tutte le remunerazioni, escluse le imposte e tasse.
3- Chiede di espungere tutti gli interessi anatocistici, non considerando alcuna forma di capitalizzazione.
4- Fondamentale richiede la rideterrminazione del saldo: il che significa che la presunta pretesa della banca si riduce notevolmente e non potrà assolutamente esigerla, perchè provento di reato, ai sensi dell’ultimo comma dell’art.644 c.p, che tra l’altro prevede  la proponibilità di un’azione risarcitoria.
In sintesi: il presunto debitore potrebbe diventare creditore.
Avv.Biagio Riccio

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Commissione Tributaria Provinciale di Milano – SENTENZA – annullato l’atto impugnato

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ANNULLAMENTO DI COMUNICAZIONE PREVENTIVA DI ISCRIZIONE IPOTECARIA PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 71.155,67

Trattasi di interessante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in data 16.11.2016 e pubblicata in data 30.11.2016, nella quale, tra l’altro, vengono definite in modo netto alcune questioni relative all’onere probatorio.

 

La Commissione ha accolto integralmente il ricorso e annullato l’atto impugnato.

 

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria notificata da Equitalia in data 24.02.2016, comunicazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di sei cartelle, dettagliatamente indicate nel ricorso, relative ad addizionale regionale, IVA, IRAP e ritenute per le annualità 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, per un carico complessivo di Euro 71.155,67.

 

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

 

Tali principi sono stati fatti propri dalla Commissione, ritenendo preliminare ed assorbente tale motivo di ricorso.

Ha rilevato, infatti, la Commissione che nell’atto impugnato non è allegata alcuna prova della notificazione delle cartelle di pagamento, e degli estratti di ruolo, alla base della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria.

Scrive il Giudice Tributario: “La mancata costituzione in giudizio di Equitalia s.p.a. e la conseguente mancata produzione di documentazione attestante l’effettiva notificazione di tali atti, impedisce di poter verificare se le cartelle di pagamento siano state ritualmente notificate alla ricorrente e se la stessa sia stata dunque posta in condizione di impugnare ciascuna cartella”.

 

Si è poi eccepita la mancata notifica della intimazione ad adempiere ex art. 50 Dpr. n. 602/73, notifica nel caso di specie necessaria in quanto l’impugnata comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria è stata notificata ben oltre un anno dalla notificazione dell’ultima cartella di pagamento asseritamente avvenuta in data 13 giugno 2014.

 

Ebbene, anche tale eccezione è stata accolta dalla CTP di Milano, evidenziando che le cartelle di pagamento tutte sono state (presuntivamente) notificate tra il 26 gennaio 2011 ed il 13 giugno 2014, quindi ben oltre un anno precedente la notifica della comunicazione impugnata, a sua volta notificata il 24 febbraio 2016.

 

La Commissione ha quindi accolto il ricorso e annullato l’atto impugnato.

 

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti

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Tribunale di Milano – CTU su conto corrente

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il tribunale di Milano dall’avvocato Donatella Loda di cui vi lasciamo breve nota:

“…in allegato alla presente si trasmette l’ordinanza emessa dal Tribunale di Milano in ordine ad un conto corrente sottoscritto nel 2003.
La segnalazione è motivata dal fatto che il Giudice, in un primo momento, ha rigettato la mia richiesta di Ctu contabile, rinviando la causa per la precisazione delle conclusioni e la lettura della sentenza, ex art. 281 sexies c.p.c.;
depositata l’istanza di revoca e modifica dell’ordinanza di rigetto, il Giudice dichiarava la sola nullità dell’anatocismo, a partire dal gennaio 2014 (invitando le parti a depositare i relativi conteggi);
depositavo, pertanto, una seconda istanza di revoca e modifica della precedente ordinanza, corredata da una seconda perizia, redatta da SDL sulla base della formula di Banca D’Italia, dalla quale emergeva l’usurarietà del conto corrente e, all’udienza fissata per la verifica dei conteggi relativi all’anatocismo, reiteravo la mia richiesta di Ctu. Il Giudice si riservava. A scioglimento della riserva, il Giudice disponeva la Ctu, con il quesito che si allega.”

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Tribunale di Milano – Sentenza in materia di conti correnti e mutuo

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Si pubblica sentenza positiva del 21.11.2016 emessa dal Tribunale di Milano.

La causa aveva per petitum le consuete eccezioni miranti all’accertamento su conto corrente.

Nominata CTU, si ha una riduzione di oltre 250.000 euro circa sul saldo che aveva consentito alla banca di revocare il rapporto.

Vengono rigettate le eccezioni di prescrizione relativamente alle rimesse solutorie.

 

Relativamente al mutuo si sostenevano diversi aspetti miranti alla sua declaratoria di nullità.

Dalla violazione della scopo, all’utilizzo improprio, alla usurarietà.

Quello pregnante era che trattavisi di mutuo di scopo, identificato in contratto.

In realtà il mutuo utilizzato per eliminare degli scaduti sul conto corrente. Se ne è data prova mediante documenti contabili.

 

Sul punto la sentenza si è limitata a rigettare la domanda per altri specifici aspetti sollevati , ma senza motivare sulla violazione dello scopo , non aderendo al dettato dell’art. dell’art. 112 c.p.c.

La cosa curiosa è che nel riportare le conclusioni, a pag.4 della sentenza, tale domanda, regolarmente avanzata nelle conclusioni di parte attrice in citazione , non viene riportata. L’appello dovrebbe fare chiarezza.

 

Causa seguita dall’Avv. Meloni

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Tribunale di Milano – Ammissione CTU su mutuo

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Vi rimettiamo di seguito provvedimento ottenuto presso il tribunale di Milano dall’avvocato Laura Annoni di cui vi lasciamo breve nota:

“… trasmetto in allegato l’ordinanza di ammissione di CTU ottenuta avanti il Tribunale di Milano in una causa avente ad oggetto un rapporto di mutuo.
Mi preme sottolineare l’importanza del summenzionato provvedimento, non solo perchè emesso da un Foro, quale è quello di Milano, notoriamente restio a concedere aperture in materia di contenzioso bancario, ma anche in forza del fatto che la causa era stata precedentemente trattenuta in decisione ed il Giudice ne ha disposto la rimessione sul ruolo dopo la discussione orale e la spedizione a sentenza. Evidentemente una attenta lettura degli atti di causa e della allegata perizia di parte ha spinto il giudicante ad assumere con prudenza la decisione e all’esito dell’accertamento delle lamentate anomalie.
Il Giudice ha altresì accolto l’istanza formulata ai sensi dell’art. 210 c.p.c., ordinando alla Banca convenuta la produzione di tutti gli estratti del conto corrente sul quale sono state addebitate le rate del mutuo oggetto di causa, ammettendo comunque l’acquisizione della documentazione necessaria all’esperimento dell’analisi peritale e non agli atti, da parte del nominato CTU. Si fa presente che era stata inviata con largo anticipo rispetto alla notifica della citazione la raccomandata ai sensi dell’art.119 TUB da parte dello scrivente legale.
L’ordinanza infine va segnalata anche per il fatto che il Giudice ha esteso l’analisi peritale demandata al CTU alla verifica dell’anatocismo e al tasso effettivo applicato dalla Banca con la maggiorazione della mora.”

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