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Tribunale di Monza – ammissione CTU a seguito di opposizione esecuzione immobiliare

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Abbiamo il piacere di trasmetterVi in allegato il provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Monza dagli avvocati Desirè Gugliandolo e Anna Leggiero, di cui Vi lasciamo breve nota:

“… con riferimento a quanto in oggetto, con la presente abbiamo il piacere di comunicare che a seguito della nostra opposizione all’esecuzione immobiliare, proposta in favore dei Clienti sulla base della perizia che aveva rilevato usura e difformità tra l’ISC contrattuale ed il TAEG effettivamente applicato, il Tribunale di Monza ha ritenuto di ammettere la CTU richiesta, come meglio specificato nell’ordinanza che si allega.

Come potrete notare, il Giudice ha richiesto al nominato CTU di valutare “se nel caso specifico, il Taeg concretamente applicato è risultato maggiore rispetto a quello dichiarato dalla Banca nel contratto” (…) con richiesta, in caso di esito positivo, di ricalcolare “l’effettivo saldo debitore del cliente, attraverso la sostituzione dei tassi convenzionali applicati con i tassi minimi dei BOT annuali emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto in questione (ex art. 117 VI comma TUB)”.

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banca condanna risarcimento

Tribunale di Monza – Banca condannata e Nullità Clausola di Pattuizione della C.M.S.

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Si procede alla pubblicazione di sentenza emessa dal Tribunale di Monza in data 25.01.2016 e pubblicata in data 28.01.2016.
Il Giudice ha condannato la Banca convenuta a restituire alla società attrice la somma di euro 15.442,76 avendo dichiarato la nullità della clausola di pattuizione della commissione di massimo scoperto in relazione al rapporto bancario oggetto di causa.
Il Giudice ha evidenziato che, con riferimento alla clausola in questione, debba in primo luogo rilevarsi la sua nullità sotto il profilo dell’indeterminatezza o indeterminabilità dell’oggetto in quanto il contratto si è limitato genericamente ad indicare la percentuale di tale commissione applicata sul conto corrente senza al contempo specificare in quali occasioni e su quali importi ciò avrebbe dovuto aver luogo.
Inoltre, il Tribunale di Monza ha rilevato la nullità della clausola predetta per violazione dell’art. 1418 c.c. in relazione all’art. 1325 c.c., per assenza di causa, visto che il servizio consistente nell’erogazione di somme in favore del correntista anche in assenza di fido risulta già remunerato mediante il pagamento degli interessi debitori, sicché un ulteriore corrispettivo a fronte del medesimo servizio non trova alcuna ragione giustificatrice.
In ordine alla quantificazione dell’importo da restituire al correntista, il Giudice ha sottolineato che l’importo di euro 15.442,76 indicato nella relazione contabile di parte prodotta dall’attrice, oltre a trovare riscontro nelle risultanze degli estratti scalari depositati in atti, non è stato contestato specificamente dalla Banca, sicché ben può essere utilizzato ai fini della decisione.

Avv. Andrea Ziletti

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Consulente tecnico ufficio01

Tribunale di Monza – CTU e Applicazione Criteri ex L. 108/1996

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Si procede alla pubblicazione di significativa ordinanza ottenuta dall’avv. Giovanni Lauro dello Studio Legale Riccio presso il Tribunale di Monza, con la quale il giudice incaricato – a seguito di remissione in istruttoria di una vertenza ormai destinata ad una pronuncia di soccombenza ex art. 281-sexies c.p.c. – ha poi incaricato il CTU di provvedere ai conteggi del rapporto di conto corrente e di mutuo oggetto d’indagine non solo utilizzando i criteri di Banca d’Italia, bensì ricorrendo anche a quelli dettati dalla legge anti-usura (L. n. 108/1996).
Tale provvedimento rappresenta un notevole successo perché favorisce lo scardinamento progressivo di una prassi contestabile quale quella della prona applicazione dei criteri stabiliti da Bankitalia in merito alla tesi della cd. sommatoria dei tassi e – contestualmente – rappresenta un altro punto a favore di SDL presso un foro notoriamente avverso.

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Tribunale di Monza – Ammissione CTU su Conto Corrente ad uso promiscuo

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Vi trasmetto ordinanza ammissiva CTU del Tribunale di Monza.
Interessante perchè accoglie l’eccezione che sullo stesso conto, ad uso promiscuo (fido ed anticipi), siano stati applicati indifferentemente interessi allo stesso tasso, senza considerare le differenze imposte dalla l.108/1996 (che prevede linee e tassi diversi anche di 5 punti percentuali).

Avv. Massimo Meloni

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quesito ctu

Tribunale di Monza – Banca chiede € 16.000 ma la CTU rileva che il Cliente è creditore per più di € 90.000!

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Nel 2013 l’impresa E. s.a.s, titolare di un conto corrente acceso presso la banca B., si rivolgeva ad SDL Centrostudi S.p.A. al fine di verificare se il saldo negativo evidenziato dell’Istituto di credito fosse corretto ovvero alterato da anomalie.
Le perizie econometriche riscontravano che il rapporto era stato trattato con tassi ultralegali e che le relative condizioni contrattuali si connotavano per essere generiche e comunque non assolventi all’obbligo di fornire al correntista trasparenza e chiarezza circa i costi reali di gestione del conto.
Sulla scorta di tanto, l’impresa E. decideva non restare inerme avverso le pretese della banca e pertanto di muovere contro di essa in sede giudiziale.
Il procedimento veniva quindi radicato innanzi al Tribunale di Monza. Nell’atto di citazione che conveniva in giudizio la banca, il prof. Di Loreto stigmatizzava come: da un lato gli interessi concretamente applicati (ivi comprese le remunerazioni a vario titolo addebitate) travalicassero il tasso soglia usura ex l. 108/96; dall’altro, tali remunerazioni risultavano per lo più sprovviste di qualsiasi pattuizione in sede contrattuale.
In altre e più semplici parole veniva rappresentata all’Autorità Giudiziaria la circostanza per la quale al cliente, non solo venivano applicati ‘pesi’ e voci di costo non consentiti dall’ordinamento, ma addirittura gli si impediva anche solo di conoscere in anticipo le proporzioni di tali addebiti.
Con la seconda memoria ex art 183 VI° cpc, poi, si compulsava il Tribunale a nominare un consulente tecnico d’ufficio che potesse verificare l’esattezza e la compiutezza di quanto già evidenziato nelle perizie di parte, depositate unitamente all’atto di citazione.
Contestualmente, si compulsava detto giusdicente ad affidare al perito taluni specifici quesiti, fra i quali, anche quello di accertare se le gli interessi convenzionali fossero stati contrattualmente pattuiti ovvero determinati “alla stregua delle condizioni usualmente praticate su piazza” o comunque “senza la dovuta certezza per la loro individuazione”. Alla luce di tanto si chiedeva che il CTU rideterminasse al tasso legale detti interessi “sempre che non fossero state superate le soglie di legge”.
Il consulente così nominato riscontrava in effetti che il contratto di conto corrente stipulato al tempo dalla ditta E. contemplava “un generico rinvio agli usi piazza” e dunque concludeva per una differenza a carico dell’Istituto di Credito pari ad Euro 106.751,78, di cui: Euro 855,93 per maggiori interessi attivi; Euro 61.725,21 per minori interessi passivi; Euro 23.210,12 per Commissioni di Massimo Scoperto; Euro 9.384,10 per spese non dovute ed Euro 11.576,42 per spese addebitate in conto corrente non dovute.
Sulla base di tanto la consulenza tecnica d’ufficio arrivava alle seguenti, testuali, conclusioni: “all’esito dei conteggi richiesti viene a determinarsi un saldo attivo di € 90.148,29, in luogo di un saldo passivo di € 16.603,32 risultante dall’estratto conto alla medesima data, con una differenza a favore del correntista di € 106.751,61 rispetto al saldo evidenziato dalla banca”.
I fatti parola dimostrano innegabilmente la pregnanza e la robusta scientificità delle tesi portate da SDL Centrostudi S.p.A. così come confluite nei relativi elaborati econometrici che, unitamente alla profonda conoscenza della materia, hanno reso possibile (ancora una volta) trasformare un debitore delle banche in un loro creditore.
Nel caso in commento da un debito di 16.603,32 euro si è arrivati, invece, a poter vantare un credito nei confronti della banca di ben 106.751,61 euro. Un ribaltamento emblematico del fatto che, in mancanza di un’azione coordinata e professionale da parte di molteplici figure al servizio del cliente, la spregiudicata condotta dell’istituto di credito avrebbe falciato senza riserve diritti significativi del malcapitato imprenditore ‘servito’.
Questo è solo l’ultimo (in ordine cronologico) degli straordinari successi collezionati da SDL Centrostudi S.p.A..
Si rimarchi che anche riviste scientifiche e portali di grande prestigio giurisprudenziale (www.diritto bancario.it; Dejure) hanno riportato le significative ordinanze ottenute dagli avvocati della SDL.
Si evidenzia tale aspetto in risposta a becere diffamazioni che circolano purtroppo (ancora) impunite su squallidi siti.
La SDL risponde con i fatti e con i provvedimenti giurisdizionali.

Avv. Danilo Griffo – Avv. Biagio Riccio

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sospensione esecuzione asta

Tribunale di Monza – Sospensione di Esecuzione Immobiliare

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L’ordinanza in commento conferma un orientamento innovativo oggetto di precedenti pronunce ottenute presso il Tribunale di Monza dallo Studio Riccio a seguito dei ricorsi inoltrati nell’interesse dei clienti della SDL Centrostudi.
In particolare, la vicenda sottoposta all’attenzione del magistrato aveva ad oggetto un’opposizione all’esecuzione con contestuale istanza di sospensione, proposta contro una procedura esecutiva fondata su decreto ingiuntivo non opposto.
Il tribunale si sofferma sul preliminare aspetto afferente “la possibilità di proporre opposizione e di sospendere l’esecuzione intrapresa in forza di un titolo esecutivo passato in giudicato” dando, a seguito di articolata ed attenta motivazione, risposta affermativa al quesito ed affermando, in parte dispositiva, che andavano ravvisti “dalla perizia prodotta elementi indicativi del fumus boni iuris”.
Avete capito bene: il magistrato cita espressamente come elemento leva e decisivo per fondare la propria ordinanza di sospensione la perizia di SDL Centrostudi!
Anche in riferimento al periculum in mora l’ordinanza di segnala nell’ affermare che, detto requisito, è “in re ipsa” dando, anche in questo caso, continuità ad un orientamento giurisprudenziale inaugurato dai legali dello Studio Riccio (cfr. Tribunale di Varese ord. 21.04.2015).
Va precisato che, riunita alla procedura opposta, vi era altra procedura – non oggetto di alcuna preliminare verifica da parte della SDL non avendo il cliente conferito in merito alcun incarico tecnico e legale – sulla quota di proprietà del coniuge del cliente esecutato e, pertanto, l’esecuzione è stata parzialmente sospesa.

Avv. Giovanni Lauro
Studio Legale Biagio Riccio

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asta sospesa esecuzione

Tribunale di Monza – Sospensione dell’esecuzione: Asta bloccata

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Si pubblica significativo provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Monza, il quale conferma ancora una volta l’incisività e l’efficacia degli elaborati peritali SDL.
Nel caso in commento, fondamentale è stata la tempestività degli avvocati Riccardo Guarino e Giovanni Lauro dello Studio Legale Riccio.
Infatti, l’asta conseguente si sarebbe dovuta tenere solo 45 minuti dopo l’udienza!
Di seguito, commento e relativo provvedimento.
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L’ordinanza in commento è stata resa presso il Tribunale di Monza, a seguito di ricorso in opposizione con contestuale istanza di sospensione avverso procedura esecutiva immobiliare in danno di un cliente che si è rivolto alla SDL per ottenere la tutela dei propri diritti, fondata su decreto ingiuntivo non opposto avente ad oggetto una posizione debitoria maturata in riferimento a rapporti di conto corrente e di mutuo intercorsi con un istituto di credito.
In particolare il giudice, dopo attenta valutazione degli atti di causa e dopo ampia discussione tra i procuratori, ha disposto la sospensione dell’asta immobiliare che si sarebbe dovuta tenere dopo poche ore dall’udienza (l’udienza era stata fissata alle ore 8.15 mentre l’asta doveva svolgersi alle ore 9.00) fondata, come detto, su titolo di formazione giudiziale passato in giudicato (nella specie decreto ingiuntivo non opposto).
In particolare, secondo il giudice, “il giudicato non impedisce la sollevazione dell’eccezione di nullità, per violazione di norma imperativa, del tasso di interesse applicato alla fattispecie.”
Con tale affermazione il giudice ha inteso dare seguito all’eccezione spiegata dagli avvocati SDL ed ai precedenti resi dalla più accreditata giurisprudenza di merito richiamata a verbale dai detti procuratori (Trib. Vicenza 24.05.14; Trib. Pordenone sent. 3.7.12; Trib. Padova 10.08.01).
In altri termini, anche in presenza di titolo passato in giudicato, il giudice dell’esecuzione conserva il suo potere (cd. esterno) di sospensione a fronte della riscontrata violazione di norme imperative.
Ancora il provvedimento in commento chiarisce che, in ipotesi di espropriazione proposta nei confronti di due (o più soggetti) comproprietari del cespite staggito, l’opposizione può validamente essere proposta anche da uno solo dei due senza che l’inerzia dell’altro possa in alcun modo pregiudicare il diritto di difesa del primo.

Causa seguita dall’ Avv. Riccardo Guarino e dall’Avv. Giovanni Lauro dello studio legale Riccio

Di seguito il provvedimento di sospensione

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