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Tribunale di Biella – Rigetto Provvisoria Esecuzione di Decreto Ingiuntivo

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Si segnala ordinanza ottenuta in data 09.06.2015 presso il Tribunale di Biella, tramite cui il giudice ha rigettato la richiesta di provvisoria esecuzione di decreto ingiuntivo formulata dalla banca nella propria comparsa di costituzione (e poi riproposta), assegnando alle parti termine per la presentazione della domanda di mediazione.

Prof. Avv. Michele Rondinelli

Segue ordinanza in oggetto

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Tribunale di Bologna – CTU su mutuo: Clausola di Salvaguardia, Tasso di Mora e Spese

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Tribunale di Bologna – CTU su mutuo: Clausola di salvaguardia: inosservanza ed inadempimento al contratto – Tasso di mora: usura pattuita ed applicata – Spese di CTU: compensazione

Si pubblica stralcio di CTU resa presso il Tribunale di Bologna.
La causa vedeva una cliente SDL citare in giudizio un istituto bancario/assicurativo.
Veniva sottoscritto un mutuo a SAL pari a € 3.600.000,00.
Ottenuta la prima tranche di € 600.000,00, la banca non erogava il residuo adducendo vari motivi e, ovviamente, la ditta costruttrice si trovava in difficoltà nella realizzazione del cantiere e si vedeva costretta a bloccarlo.
Pur riuscendo a pagare le rate, la cliente si rivolgeva a SDL e veniva seguita dall’avv. Massimo Meloni.
Si procedeva in giudizio tanto per inadempimento contrattuale quanto per usura sul contratto.
In verità, si presentava la cd. clausola di salvaguardia (ma la banca non l’ha osservata).
A seguito della regolare costituzione della banca, il cliente cessa di pagare le rate e si procede con nomina di CTU con i seguenti esiti: 1) Tasso effettivo di mora pattuito ed applicato superiore alla soglia per molte rate; 2) Clausola di salvaguardia – che avrebbe obbligato la banca a riportare sotto soglia il tasso di interesse – non osservata dalla banca.
Ciò detto, si accertano diversi profili: a) Inadempimento del contratto per mancata erogazione del mutuo; b) Inadempimento del contratto per mancata applicazione della clausola di salvaguardia; c) Applicazione e pattuizione d interessi usurari di mora (il CTU fa espressamente riferimento alla sentenza della Cassazione 350/2013).

Ciò detto, trova conferma la tesi (sino ad oggi osteggiata) secondo cui il momento della verifica della soglia è quello della pattuizione contrattuale (e non dell’effettiva applicazione).
La mente va ai provvedimenti di autorevoli tribunali che, un anno fa, precisarono come il tasso di mora doveva essere effettivamente applicato (Milano, Napoli); così come ad altri provvedimenti (Napoli) che salvavano il contratto poiché contenente la clausola di salvaguardia (ovvero, il tasso di mora non deve mai essere superiore alla soglia usuraria).
Ultimamente, SDL ha studiato il tasso effettivo di mora memore delle CTU su mutui ottenute presso il Tribunale di Ascoli Piceno e, appunto, Bologna.
Appare inequivocabilmente come le tesi cozzino tra loro: infatti, se la clausola di salvaguardia prevede un tasso X pari alla soglia X al momento dell’inadempimento, allora decade la tesi dell’effettiva applicazione perché è sufficiente applicare quel tasso X anche allo 0,000001% per sforare nell’usura.
La mora non si sostituisce all’interesse corrispettivo contenuto nella rata, bensì si aggiunge.
Il CTU di Ascoli Piceno ha evidenziato – andando oltre ai quesiti in modo coraggioso – che applicando la mora al capitale della prima rata, detto tasso pattuito in ragione del 10,28% diventa 13,146% (ben superiore alla soglia).
Egualmente rilevanti sono gli esiti dedotti dalla CTU di Bologna che qui riportiamo: tasso effettivo anche del 14,575% a fronte del concordato 6,65%.
Nota a margine della causa di Bologna è che il giudice, nel liquidare le spese per compenso al CTU, pone in solido le stesse a carico delle parti.
Generalmente, le spese vengono poste provvisoriamente a carico del cliente che ha chiesto la nomina di CTU.

Causa seguita dall’avv. Massimo Meloni

Segue stralcio CTU

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Ordinanza di nomina di CTU contabile

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Commento a Ordinanza istruttoria di nomina di CTU contabile

Il provvedimento è degno d’attenzione per i contenuti processuali ed extraprocessuali che racchiude.

In primis si fa rilevare che al CTU venga comunicato con precisa richiesta da parte del Giudice di verificare il reale TEG, tenendo conto di tutti i costi pattuiti e/o applicati in relazione alla L.24/2001 ed all’art. 644 c.p., terzo comma, comprese le spese connesse all’erogazione del credito, tasse e imposte escluse – Chi scrive ritiene che debba essere ricompreso anche il tasso di mora.

Inoltre, è molto rilevante che il giudice ammetta la produzione di documenti anche per mezzo della terza memoria ex art. 183 c.p.c., sesto comma, ritenendo la stessa non tardiva (argomento di eccezione di controparte). Detta ammissione di produzione di documenti è fondata sulla circostanza che quest’ ultimi facevano riferimento ai contenuti peritali di parte ab origine prodotti.

La produzione, infatti, era relativa a tutti gli estratti in possesso del cliente, estratti relativi ai conti oggetto di perizia.

L’assunto che il giudice utilizza è quello per cui “le produzioni non sono da considerarsi tardive nella misura in cui di esse si sia tenuto conto nelle perizie di parte ab origine prodotte e dispone che il CTU tenga conto della documentazione prodotta con la terza memoria”.

Detta circostanza è rilevante perché consente di supplire:

  • ad un eventuale ordine di esibizione non richiesto e/o non ancora ammesso;
  • ad un mancato invio della istanza preventiva ex art. 119 TUB, usufruendo della produzione probatoria operata dalla Banca in fase di costituzione, ovvero utilizzando quelle medesime prime e seconde memorie prodotte ex art. 183 c.p.c.;
  • ad eventuale documentazione, connessa alle perizie, che sia stata rinvenuta in un momento successivo all’avvio del giudizio e, quindi, che non abbia trovato ingresso per mezzo dell’atto di citazione

Avv. Massimo Meloni

Segue Ordinanza

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