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sospesione asta amianto

Tribunale di Parma – Sospensione di Asta Immobiliare su Beni con Presenza di Amianto

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Si dà notizia che in data odierna è stata sospesa, inaudita altera parte, un’asta fissata per il 02/03/2016 avente ad oggetto la vendita di un’azienda agricola per un valore complessivo di oltre € 4.200.000,00.
Trattasi di una controversia attinente comunque un’espropriazione forzata promossa da più istituti di credito.
La particolarità del caso si può individuare per un triplice aspetto:
a) nonostante la presenza sul manufatto, oggetto di espropriazione, della componente amianto, gli istituti di credito hanno comunque elargito prestiti e finanziamenti;
b) al giudice, senza preclusioni di sorta, è stata sollevata una questione di violazione delle norme di ordine e di salute pubblica, nonché di falsa applicazione delle disposizioni normative in tema di tutela ambientale, come può essere appurato dall’allegato ricorso.
c) Trattasi di un provvedimento particolare che si introietta nel percorso giurisprudenziale, di autorevole prestigio, delineato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Torino – Dr. Guariniello – passato alle cronache giudiziarie per il procedimento penale azionato nei confronti dei vertici della compagine societaria Eternit AG.

Il Giusdicente adito avrebbe dovuto rilevare ex officio la necessità di provvedere alla bonifica delle aree intrise di polveri di amianto che, come è ben noto, provocano, nei soggetti che vi sono al contatto, l’asbestosi.
Nulla di tutto questo è avvenuto.
L’ordinanza è, pertanto, affetta da nullità, in quanto la vendita del bene trasgredisce il dettato legislativo in ordine alla salvaguardia della salute e dell’ordine pubblico.
L’intrasferibilità ab origine del bene di cui si discute, per le violazioni di legge innanzi dedotte, comporta la nullità assoluta ed insanabile di tutti gli atti consequenziali relativi al bene stesso, e ciò in virtù del principio quod nullum est, nullum producit effectum.
Il negozio di trasferimento è nullo anche per illiceità della causa, non potendo l’ordinamento giuridico avallare la funzione economico-sociale rispetto ad un bene insuscettibile di essere commercializzato, ancorché il contenuto di detto negozio sia stato formalmente predeterminato dal giudice con autorizzazione alla vendita (cfr. Cass. civ., 28/01/1983 n° 808).

Commento a cura dell’Avv. Raffaele Garofalo dello Studio Legale dell’Avv. Biagio Riccio

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Sospensione Provvisoria Esecuzione Decreto Ingiuntivo

Tribunale di Parma – Sospensione Esecutività di Decreto Ingiuntivo

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Siamo lieti di pubblicare un ordinanza del Tribunale di Parma di sospensione dell’esecutività del decreto ingiuntivo opposto ottenuta dall’avv. Monica Mandico e dall’Avv. Biagio Riccio.
Il Giudice ha accolto le contestazioni della parte opponente in merito alla documentazione fondante la prova della presunta pretesa creditoria indicata nel ricorso per D.I.
Infatti, nel caso in esame, la Banca agisce per un saldo debitore del conto corrente per un importo pari a 75 mila euro, ma non produce il contratto e/o ogni atto ad esso collegato, firmato da entrambe le parti.
E’ fondamentale – come diposto dall’art. 117 tub – che la banca per far valere il suo diritto di credito documenti il contratto, i fogli analitici nonchè le condizioni economiche sottoscritte dalle parti, in virtù del fatto che la certificazione ex art. 50 d.lg. 1.9.93 n. 385 è un atto di parte e non prova il credito.
L’avv. Mandico ha altresì rilevato che gli altri documenti prodotti dall’istituto di credito in merito alle clausole contrattuali non erano riferibili al conto corrente oggetto del decreto ingiuntivo.
Inoltre, è stato evidenziato che i documenti probanti il rapporto contrattuale, versati in atti dall’Istituto di credito, erano intestati ad una diversa banca poi fusasi per incorporazione nella società ricorrente ed erano privi della firma della predetta società incorporata.
Sul punto si osserva che trattasi di contratti monofirma che non possono essere fatti valere dalla attuale banca incorporante.
Gli atti firmati da una sola parte non hanno il requisito formale ad substantiam.
Va da sé che l’opposizione si basa sulla prova scritta depositata dalla parte avversa priva di valore probatorio e della riferibilità al rapporto contrattuale dal quale deriverebbe il presunto credito.
Nel merito dall’analisi peritale eseguita dalla SDL, è emerso che la banca ha trattato il conto in parola, con usura concreta violando l’art. 644 cpc III comma, in numerosi trimestri dettagliatamente elencati nel seno dell’elaborato peritale.
Per l’effetto, parte opponente ha chiesto in udienza che gli atti venissero inviati in procura per la verifica dell’accertamento del reato.
Il Giudice, alla luce delle predette contestazioni, ha sospeso l’esecutività del Decreto Ingiuntivo ed ha altresì sospeso il processo ordinando alle parti l’avvio della procedura della mediazione.

Nota dell’Avv Monica Mandico

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Tribunale di Parma – Ammissione CTU su Conti Correnti, Mutui e Derivati

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Si pubblica significativa ordinanza ottenuta dagli avv.ti Massimo Meloni e Nicola Simeone presso il Tribunale di Parma e concernente rapporti di conto corrente, mutui e derivati.
In particolare, il giudice ha provveduto a nominare CTU rilasciando i connessi quesiti.
Di rilevanza sono:
• Rigetto della nullità della citazione;
• Ammissibilità dell’istanza ex art.119 TUB in corso di rapporto ed ordine di esibizione;
• Ammissibilità CTU su conti e mutui ai sensi dell’art.644 c.p.c (pag. 4 lett. D) tenendo in considerazione tutte le spese ecc.;
• Considerazione degli interessi moratori ex Cass. 350/2013

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Tribunale di Parma – Ammissione CTU contabile e Quesiti

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Si pubblica ordinanza ottenuta dall’avv. Andrea Maurelli presso il Tribunale di Parma, con la quale il G.I. ha disposto CTU contabile.
In particolare, il consulente incaricato dovrà – tra le altre – ricostruire le situazioni contabili relative ai rapporti credito/debito […] dall’apertura alla chiusura nonché verificare se il tasso d’interesse applicato sia o meno usurario.

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