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Eccezionale Provvedimento in materia tributaria ottenuto in Cassazione

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Di seguito un’ordinanza in materia tributaria letteralmente spettacolare: detto provvedimento recepisce quanto SDL andava sostenendo già nel 2013; tempi in cui -vi ricordiamo- la concorrenza e gli imbelli pecoroni sapevano solo piegare la testa e dire solo e sempre di si ai poteri forti.
Uno dei nostri cavalli di battaglia si basava infatti sul principio che fosse illegittimo ogni atto che intimasse il pagamento di interessi calcolati anche sulle sanzioni.
Questo principio che per noi era di buon senso oltre che di giustizia veniva regolarmente disatteso.
Ma SDL non si è persa d’animo ed ha preservato e come vedete ha cambiato la giurisprudenza.
Per cambiare la storia… per fare la storia (sia delle piccole ma anche delle grandi cose) della vita è sempre necessario che qualcuno non si arrenda, non pieghi la testa e tenga la schiena dritta! SDL, con i suoi collaboratori e professionisti, è un esempio che ogni giorno si rinnova.
Grazie a tutti!

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trani

Tribunale di Trani – Provvedimento di rigetto della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo

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E’ con vivo piacere che Vi trasmettiamo un importante provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Trani dall’Avv. Gennaro M. Dibenedetto.
Il Giudice, dopo un accurato esame dell’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, ha sciolto la riserva ritenendo potenzialmente fondata l’opposizione, rigettando la richiesta di provvisoria esecuzione, del decreto ingiuntivo di €. 180.000,00 a fronte di una presunta esposizione del Cliente di circa €. 100.000,00 per mutuo ed oltre €. 80.000,00 per conto corrente, e rinviando per gli adempimenti ex art. 183 c.p.c.

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Catnaia_29Giu

Tribunale di Catania – Provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 L.n. 44/1999

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Vi rimettiamo per vostra opportuna conoscenza il provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 legge 44 del 99 emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ed ottenuto dall’Avvocato Marcello Sutera Sardo, di cui Vi lasciamo breve nota :

“… con grande soddisfazione Vi allego il provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 L.n. 44/1999 emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

La vicenda trae origine da una denuncia querela per usura bancaria su un mutuo ipotecario sporta dal mutuatario unitamente all’istanza di sospensione dell’attività esecutiva ai sensi dell’art. 20, comma quarto, della legge n. 44/1999. 

Il Pubblico Ministero, “alla luce degli atti contenuti allo stato nel procedimento penale, e in particolare della querela e della consulenza tecnica di parte allegata” (perizia SDL), ha ritenuto sussistenti le condizioni per sospendere la procedura esecutiva pendente nei confronti dell’istante.

E’ di tutta evidenza l’importanza di tale provvedimento. Infatti, il Pubblico Ministero ha ritenuto assolutamente fondate la querela e la perizia SDL.

Alla luce di ciò, ha provveduto a sospendere la procedura esecutiva pendente nei confronti dell’Assistito. Procedura in cui si era in attesa della fissazione della terza asta dell’immobile pignorato.”

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21 aprile

Ordinanza favorevole del Tribunale di Biella a tutela di un cliente in presenza di tassi d’interesse usurari

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Vi rimettiamo in allegato provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Biella dall’avvocato Emanuele Crozza, del quale Vi lasciamo breve nota:

“Sperando di fare cosa gradita, allego alla presente interessante provvedimento del Tribunale di Biella in tema di “affidamento di fatto” ed applicazione dell’art. 1815 comma II c.c. in caso di usura sopravvenuta.”

Tribunale di Biella 21_apr

Tribunale Viterbo

TRIBUNALE DI VITERBO – Sospensione efficacia esecutiva del titolo

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Provvedimento ottenuto presso il tribunale di Viterbo dall’avvocato Gioia Sambuco di cui vi lasciamo breve nota:

“…allego alla presente provvedimento del 23.3.2017 reso dal Tribunale di Viterbo che, sulla base della opposizione spiegata dal sottoscritto difensore basata tanto sulla nullità ed inefficacia del precetto azionato, tanto sulla illegittimità della pretesa creditoria avanzata dall’istituto di credito, ha concesso i termini ex art. 183 cpc accogliendo, peraltro, la richiesta formulata ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 615 comma I e 624 c.p.c. di sospendere l’efficacia esecutiva del titolo, riconoscendo il fumus della opposizione spiegata oltreché i gravi motivi.”

Tribunale di Viterbo – Sospensione efficacia esecutiva del titolo

Tribunale di Siracusa – Provvedimento

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processuali

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo lieti di rimettervi il pregevole provvedimento ottenuto dall’Avvocato Riccardo Lana del foro di Caltanissetta di cui vi rimettiamo anche il sintetico commento:

“Gent.mi,
con grande soddisfazione mi fregio di condividere con Voi il nuovo risultato ottenuto presso il Tribunale di Siracusa.
Nell’ambito di un giudizio di accertamento, avente ad oggetto n.3 conti correnti, il Giudice Istruttore, in pieno accoglimento delle richieste avanzate dall’attrice, sulla scorta dei documenti prodotti, ha disposto Ordinanza ex art.210 c.p.c. a carico dell’Istituto bancario convenuto, ordinando la produzione di tutti i documenti relativi ai rapporti bancari oggetto di causa. Contestualmente ha ammesso la CTU CONTABILE, disponendo la nomina del Professionista cui affidare il compito di redigere la relazione.
Il punto di maggior interesse del provvedimento in parola, comunque, afferisce al rapporto inscindibile che esiste fra la norma di cui all’art.210 c.p.c. e quella di cui all’art.119 TUB.
Per come ampiamente spiegato in seno alla sentenza n.5091 del 15/03/2016 della Cassazione, infatti, le norme suddette sono intimamente legate fra loro, si a livello giuridico sostanziale, si a livello processuale.
Ed infatti, all’udienza di ammissione delle prove, il sottoscritto procuratore ha prodotto in forma cartacea (ma già depositato ancor prima telematicamente) copia della 119 con relativa PEC di consegna: sempre alla stessa udienza si è insistito nella richiesta di Ordinanza ex art.210 c.p.c.
Ancora una volta, dunque, emerge l’importanza di un lavoro certosino in tutte le fasi del giudizio, laddove emerge il nesso fra aspetti sostanziali e prettamente processuali e di rito.
Buon lavoro
Avv. Riccardo Lana”

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istruttoria

Tribunale di Cosenza – provvedimento

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In allegato l’ordinanza ottenuta presso il Tribunale di Cosenza dall’Avv. Umberto Filici di cui di seguito Vi lasciamo Suo breve commento:

“Ho il piacere di condividere con tutti Voi l’importante provvedimento assunto dal Tribunale di Cosenza, il quale decide di non disporre alcuna Consulenza Tecnica d’Ufficio, in quanto ritiene la causa matura per la decisione per via della “natura radicale del vizio lamentato”.
La causa è stata incardinata su di un rapporto di Mutuo ipotecario.
La lamentata usurarietà del contratto si è fondata sulla c.d. sommatoria  a cui è seguita, alla prima udienza, l’integrazione dell’elaborato peritale relativamente al c.d. Tasso Effettivo di Mora ( T.E.MO.) nonché alla violazione dell’art. 117 TUB.
Inoltre, il contratto di mutuo presentava un tasso di mora contrattuale già di per sé superiore al tasso soglia di usura vigente al  momento della stipula del contratto di mutuo.
La particolarità del provvedimento consiste nel fatto che il Giudice adito ha inteso condividere le Nostre ragioni, sull’usurarietà del mutuo,  in riferimento sia al costo totale del mutuo sia alla determinazione degli interessi di mora riferiti al tasso soglia di usura al momento della stipula, senza bisogno di disporre una CTU.
Quest’atto, potrebbe, rappresentare una prima e significativa svolta nelle cause di accertamento dell’usurarietà dei mutui. Infatti , laddove la causa è ben istruita ed emerga documentalmente la prova provata del superamento del tasso soglia di usura al momento della stipula, evitare una costosa, quanto inutile, CTU potrebbe da un lato ridurre i tempi di conclusione dei giudizi e dall’altro lato indurre le controparti a voler, finalmente, accettare l’idea di dover restituire le somme incamerate in virtù di pratiche usurarie.”

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Tribunale di Milano – Cancellazione della Segnalazione in CR

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BREVE NOTA DI COMMENTO AL PROVVEDIMENTO DI CANCELLAZIONE DELLA SEGNALAZIONE PRESSO LA CENTRALE DEI RISCHI DELLA BANCA D’ITALIA DEL TRIBUNALE DI MILANO DEL 16.06.2015

In data 16.06.2015, la dott.ssa XXXXXX XXXX del Tribunale di Milano ha accolto integralmente un provvedimento d’urgenza incardinato da un correntista, ai fini dell’immediata cancellazione della segnalazione a “sofferenza” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia, effettuata ad opera di un istituto di credito.
Illustrando brevemente i fatti, si significa che, a fondamento della domanda cautelare, il cliente assumeva che aveva notificato ed iscritto a ruolo precedentemente al presente ricorso atto di citazione al fine di ottenere la restituzione di somme dovute da un ente bancario sulla base di un rapporto di conto corrente, in ragione di interessi illegittimi ed usurari, secondo una puntuale perizia contabile di parte ed ancora che l’istituto di credito non era addivenuto ad alcuna composizione delle vertenza in sede di mediazione obbligatoria e, pur non avendo svolto alcuna domanda riconvenzionale, aveva ingiustamente segnalato il suo nominativo in Centrale Rischi per l’importo di € 81.951,00.
Questa difesa evidenziava come la situazione del cliente fosse ben lontana dai presupposti richiesti per la segnalazione a “sofferenza” sulla scorta delle relative Istruzioni della Banca d’Italia.
A riprova si compiegavano agli atti molteplici documenti comprovanti la solvibilità del segnalato in ragione delle di lui risorse finanziarie e delle consistenza patrimoniale, sia mobiliare, sia immobiliare.
Pertanto, si dimostrava la presenza del fumus boni iuris nel mancato rispetto, da parte della Banca, della disciplina vigente in materia.
A riprova del periculum in mora, si comprovava la chiusura a cascata della fonti di credito bancario e della fondata probabilità di prosciugare le risorse finanziare personali, con evidenti ripercussioni negative.
In altri termini, il cliente lamentava l’illegittimità della prefata segnalazione a “sofferenza” sull’assunto della mancata verifica della propria solidità e l’insussistenza delle condizioni di criticità con le conseguenze devastanti che ne derivano.
Orbene, il provvedimento del giudice ambrosiano risulta degno di menzione per diversi motivi.
In primis, si fa notare all’attento lettore che la motivazione che regge il convincimento del giudice si basa su un granitico orientamento della Suprema Corte di Cassazione statuente che richiede, ai fini dell’appostazione a sofferenza del credito, una valutazione della complessiva situazione patrimoniale del cliente (Cfr. Cass. civ. n. 7958/2009; v. anche Cass. civ. n. 21428/2007; Cass. civ., n. 15609/14).
Invero, per una segnalazione in sofferenza alla Centrale dei Rischi, lo stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente), di cui all’articolo 5 della Legge Fallimentare, e situazioni sostanzialmente equiparabili, devono essere necessariamente interpretate in un senso levior, senza, cioè, fare necessario riferimento all’insolvenza intesa quale situazione di incapienza, ovvero di definitiva irrecuperabilità del credito.
E non potrebbe essere diversamente.
Difatti, se il debitore potesse essere legittimamente appostato a sofferenza soltanto qualora versasse in uno stato di decozione, sarebbe frustrata l’utilità del servizio di centralizzazione dei rischi, poiché gli altri intermediari si troverebbero nell’impossibilità di attivarsi in tempo utile per cautelare la propria posizione.
Pertanto, una volta provata la solidità del cliente segnalato, il ricorso d’urgenza è meritevole di accoglimento.
In secundis, si rileva un aspetto non propriamente pacifico in dottrina ed in giurisprudenza.
Ci si riferisce al secondo elemento che deve essere posto necessariamente a base di un ricorso d’urgenza: il periculum in mora.
Ebbene, la procedura d’urgenza potrebbe essere snaturata mentre si accerti il danno lamentato dal ricorrente.
Tuttavia, il Giudice milanese adito, è stato davvero preciso ed acuto nel suo ragionamento, nel ritenere che “costituisce fatto notorio che una tale segnalazione si riflette in termini altamente negativi sul merito creditizio imprenditoriale, determinando una sorta di reazione negativa a catena del ceto bancario. In sostanza, l’iniziativa di un istituto di credito non può passare inosservata agli altri che, da quel momento in avanti, sono indotti a ritenere che un ulteriore affidamento e la mancata richiesta di rientro determini un rischio neppure giustificabile rispetto ai vertici aziendali”.
Infine, sottolineava, ancora, che la segnalazione è idonea a dispiegare i suoi effetti negativi in modo permanente, ogni qualvolta il soggetto segnalato – imprenditore o consumatore che sia –si rivolga al sistema bancario al fine di ottenere affidamenti di credito indispensabili per una proficua operatività commerciale.
In altri termini, a seguito di una segnalazione illegittima il periculum è in re ipsa: si potrebbe anche non provarlo specificamente, atteso che un’ingiusta segnalazione produce di per sé un danno al soggetto segnalato, consistente nell’impossibilità di accesso al credito ed i suoi effetti risultano addirittura permanenti.

Ricorso curato dall’avv. Biagio Narciso
Per lo Studio legale Avv. Biagio Riccio

Si allega il provvedimento de quo

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