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Tribunale di Savona – sospensione efficacia esecutiva

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Tribunale di Savona – sospensione efficacia esecutiva – Mutuo Ipotecario

Di seguito l’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del G.E del Tribunale di Savona in ordine alla richiesta formulata ex art. 615 cpc da parte degli Avvocati Marcello Pastrengo e Maria Gabriella Branca.

Questa ordinanza sarà è particolarmente significativa in quanto, come per la prima volta un giudice sospende per “indeterminatezza” del taeg.

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Tribunale di Savona – Pignoramento Immobiliare cancellato

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Ci pregiamo di produrVi il provvedimento ottenuto presso il tribunale di Savona dall’avvocato Verzeletti Serena (studio Riccio & Griffo) e il relativo commento redatto dalla stessa:

Con provvedimento dell’11 ottobre 2016 il Tribunale di Savona ha messo definitivamente la parola FINE al processo esecutivo radicato sull’abitazione dei sig.ri M., dichiarando estinta la procedura ed ordinando la cancellazione del pignoramento dai pubblici registri.

La battaglia giudiziaria sorgeva nel 2015, quando, dopo essersi rivolti ad SDL Centrostudi S.p.A. per la redazione delle perizie econometriche, gli innanzi citati depositavano opposizione all’esecuzione per motivi di usura, con il patrocinio dello Studio legale Riccio-Griffo & Partners cura dell’avv. Serena Verzelletti.

Come si ricorderà da precedenti pubblicazioni, in data 21/07/2015 il Giudice dell’esecuzione reputava fondate le doglianze sollevate dalla difesa del sig. M. circa la sommatoria contrattualizzata degli interessi e, per l’effetto, disponeva la sospensione del procedimento esecutivo ed assegnava termini per l’incardinamento del giudizio di merito.

Avverso tale provvedimento di accoglimento la Banca proponeva reclamo, deducendo che interessi di mora e quelli interessi corrispettivi non possono essere fra loro sommati al fini del travalicamento del Tasso Soglia Usura, poiché geneticamente differenti.

Si costituiva nuovamente la medesima difesa tecnica stigmatizzando come, a differenza di quanto sostenuto dall’Istituto di credito, la sommatoria degli interessi veniva prevista contrattualmente dalla stessa banca, laddove prescriveva l’applicazione degli interessi di mora sull’intera rata di mutuo pagata in ritardo (e non solo sulla quota capitale di essa).

Anche in secondo grado il Tribunale di Savona – questa volta con provvedimento collegiale – accoglieva le argomentazioni difensive e confermava la sospensione del Pignoramento.

Nelle more la banca provvedeva – come da originario provvedimento del GE a convenire gli esecutati nel giudizio di merito.

A riguardo veniva però portato alla conoscenza del GE che solo la notifica della citazione avveniva nei termini perentori fissati con l’ordinanza di sospensione, essendo invece l’iscrizione a ruolo della causa avvenuta solo il giorno dopo lo spirare di tale termine.

Orbene atteso che – come da migliore e prevalente giurisprudenza di legittimità – la norma di cui all’art. 616 c.p.c. va intesa nel senso di perentorietà del termine con riguardo all’introduzione procedurale (e non solo processuale) del giudizio di merito, la iscrizione a ruolo tardiva da parte della banca deve infatti far considerare come non introdotto il giudizio di merito.

L’effetto che ne scaturisce è l’estinzione del giudizio esecutivo immobiliare ex art. 624 ultimo comma c.p.c., con cancellazione immediata della trascrizione del pignoramento.

Nel caso di specie il GF ha ritenuto di condividere tale orientamento e con il commentato provvedimento dell’11 ottobre u.s., come detto, ha messo definitivamente la parola fine alle azioni della banca, liberando una volta per tutte l’abitazione degli esecutati dalla infausta mano di un’ingiusta espropriazione.

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Tribunale di Savona – Importante Ordinanza Collegiale in tema di Sommatoria!!!

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QUANDO LA SOMMATORIA IN UN MUTUO E’ CONTRATTUALIZZATA E CITATA NEL CONTRATTO MEDESIMO, ESSA VA APPLICATA PER LA VERIFICA DEL SUPERAMENTO DEL TASSO SOGLIA RELATIVO AL TRIMESTRE DI STIPULA DEL CONTRATTO

L’ordinanza collegiale in commento è stata resa, in data 02.09.2015, dal Tribunale di Savona a seguito della proposizione di un reclamo, da parte della banca, avverso un provvedimento di sospensione dell’esecuzione ottenuto dallo studio Riccio in favore di due coniugi clienti della SDL Centrostudi.
In particolare, il giudice dell’esecuzione aveva sospeso la procedura esecutiva accogliendo le doglianze formulate dalla difesa dei debitori esecutati che, da un attento esame del contratto di mutuo su cui si fondava l’ esecuzione, hanno rilevato – con l’ausilio della perizia tecnica di parte – una serie di anomalie, correttamente stigmatizzate poi anche in sede collegiale, che determinavano l’usurarietà e, quindi, l’illegittimità del titolo esecutivo attivato dall’ istituto di credito.
Ed infatti, dall’interpretazione delle clausole contrattuali era emerso che all’interno del contratto di finanziamento la banca aveva pattiziamente previsto l’applicazione degli interessi moratori non in sostituzione ma in aggiunta a quelli corrispettivi in ipotesi di inadempimento da parte del cliente.
Avverso l’ordinanza resa dal g.e., la banca ha proposto reclamo chiedendone la riforma.
Il Collegio riunito in camera di consiglio, ha rigettato il reclamo condannando la banca al versamento dell’importo determinato ex art. 13 co. 1 quater D.P.R. 115/02 ed affermando, in linea con la difesa degli opponenti, che “la tesi interpretativa di parte reclamante, per quanto concerne la verifica del superamento o meno del tasso soglia di usurarietà, può essere condivisa solo in linea astratta, mentre non può trovare applicazione nel caso sottoposto all’ esame del Collegio, dovendosi tenere conto del tenore delle clausole del contratto di mutuo. In punto di stretto diritto, infatti, interessi corrispettivi ed interessi di mora non si cumulano al fine della valutazione di usurarietà di un contratto di finanziamento (…) Tuttavia, nella controversia in esame, deve essere attentamente valutato il tenore della pattuizione contrattuale (…) Nel caso di specie, pertanto, è la clausola contrattuale che cumula interessi corrispettivi ed interessi di mora, stabilendo che i secondi si computino su ogni somma dovuta, a qualsiasi titolo (e, dunque, anche a titolo di interessi corrispettivi). Ed è dal tenore di tale pattuizione che deriva la necessità di cumulare interessi corrispettivi ed interessi di mora, in quanto la Banca ha previsto non la sostituzione dell’interesse moratorio con quello corrispettivo, ma l’aggiunta del primo al secondo. Come rilevato dal Giudice dell’Esecuzione, da tale cumulo deriva appunto il superamento del tasso soglia”.
Il Collegio savonese ha avuto il merito di ribadire, in linea con la più attenta ed “imparziale” giurisprudenza di merito [cfr. Trib. Varese, 21.04.2015 (con nota dell’ Avv. Giovanni Lauro); Tribunale Rovereto 30.12.2013 (con nota dell’ Avv. Biagio Riccio), entrambe pubblicate su www.sdlcentrostudi.it] la necessità di procedere ad una esegesi complessiva della semantica contrattuale al fine di verificare – in applicazione della vigente normativa – se il mutuante abbia inteso “promettere”, in caso di inadempimento del cliente, l’applicazione additiva e non sostitutiva degli interessi moratori sull’intera rata (comprensiva anche degli interessi corrispettivi) di fatto cumulandoli.
La decisione in commento renda ancora più evidente l’infondatezza e le strumentalità di quelle pronunce che, al solo fine di “scoraggiare” la proposizione dei giudizi contro gli istituti di credito, infliggono ai danni dei soggetti già vessati dal sistema bancario condanne spropositate per lite temeraria, applicando in maniera distorta ed incostituzionale a parere di chi scrive l’ art. 96 c.p.c., nonostante le evidenti oscillazioni giurisprudenziali che si registrano in subjecta materia.

Avv. Giovanni Lauro, Studio Riccio

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Tribunale di Savona – CTU ed Imprescindibilità della Perizia SDL

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Si allega verbale del 19.06.2015 dal quale si evince che il giudice del Tribunale di Savona ammette la CTU richiesta dall’attore e fissa la data per il conferimento dell’incarico ed il relativo giuramento.
Sul punto con le memorie ex art. 183 co.6 controparte si era opposta vibratamente asserendo che la richiesta era meramente esplorativa.
Ciò detto, va ribadito – salvo le ulteriori precisazioni ed istanze che verranno effettuate ex art. 183 c.p.c. – che la CTU richiesta dall’attore è diretta, in primo luogo, alla ricostruzione dei rapporti contrattuali tra cliente e banca ed ha le seguenti finalità:
• rilevare la sussistenza delle clausole e/o dei fenomeni usurari e anatocistici all’interno dei rapporti stessi, alla luce degli atti e dei documenti prodotti in giudizio dalla parte, peraltro confortati da una precisa e dettagliata ctp;
• quantificare le somme effettivamente dovute dall’attore con l’esclusione di tutti i costi “usurari”.
La perizia econometrica, che il Giudicante dovrà necessariamente disporre, rappresenta un documento che analizza il rapporto bancario individuandone le anomalie ed i profili di nullità, elaborando un conteggio sulle somme indebitamente percepite dalla banca.
Pertanto, la CTU richiesta è un supporto tecnico necessario, imprescindibile ed indispensabile, affinché il Giudice possa disporre di un valido strumento dotato di analiticità e specificità, allo scopo di potere valutare adeguatamente il thema decidendum ed il petitum posto al suo vaglio dall’attore.
Tale CTU sarà finalizzata alla ricostruzione del rapporto – sulla base del mutuo, del contratto e dei piani di ammortamento depositati in atti – e, in particolare, al calcolo del costo effettivo globale del finanziamento in termini percentuali (TEG), da rapportare al tasso soglia di usura del trimestre rilevato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, anch’esso già depositato in atti, ai fini dell’applicazione del combinato disposto degli artt. 644 c.p. e 1815, secondo comma, c.c., così come modificati dalla legge 108/91.
Infatti, è principio ormai universalmente riconosciuto che l’intera sommatoria degli elementi di costo del rapporto bancario debba essere confrontata al tasso effettivo globale e detta comparazione avviene sulla globalità, non essendo ammissibile alcun frazionamento.

Si ringrazia l’avv. Marcello Giovanni Pastrengo

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