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Milano

Tribunale di Milano – Strepitoso! Grande successo!

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Tribunale di Milano – Strepitoso! Grande successo!

E’ con grande orgoglio che Vi trasmettiamo la sentenza positiva che l’ottimo Avvocato Mazzarano Erika -convenzionato SDL- ha ottenuto per un nostro Cliente sul Tribunale di Milano: VI sezione!.

Il Cliente SDL recupera € 252.892,47!

Che ne dite? Non male vero?

Bravo il commerciale SDL che ha venduto la perizia al Cliente
Bravo l’Avv. Mazzarano

E’ così che si fa la storia del quotidiano, aiutando fattivamente i Clienti.
La nostra lezione prosegue più ferma e più alta.

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sentenza annullamento

Tributaria Provinciale di Brescia – Sentenza di annullamento iscrizioni a ruolo e relative cartelle di pagamento

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ANNULLAMENTO PARZIALE DI ISCRIZIONI A RUOLO E CARTELLE DI PAGAMENTO PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 32.569,63

 

Trattasi di sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Brescia in data 10.10.2016 e pubblicata in data 12.12.2016.

 

La Commissione ha accolto parzialmente il ricorso annullando parte delle iscrizioni a ruolo e delle relative cartelle di pagamento.

 

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto iscrizioni a ruolo e relative cartelle di pagamento, dettagliatamente indicate nel ricorso, relative ad addizionale regionale, IVA, IRPEF e ritenute per le annualità 1994, 1995, 1998, 2004, 2005, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012, per un carico complessivo di Euro 92.139,22.

 

La Commissione Tributaria ha, preliminarmente, ribadito l’impugnabilità degli estratti di ruolo rilevando che recenti assunti della Cassazione hanno spiegato che il ricorso contro l’estratto è in realtà ricorso contro il ruolo e, pertanto, vale come impugnativa della cartella esattoriale cui rinvia.

 

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

 

Sulla base di tali principi la Commissione adita ha rilevato che non tutte le cartelle impugnate sono state notificate, non avendo Equitalia, regolarmente costituitasi, provveduto al deposito di documentazione comprovante la notificazione delle relative cartelle.

 

Si è poi eccepita la prescrizione dei crediti vantati da Equitalia.

 

Il Giudice Tributario ha rilevato che una serie di poste a debito erano relative a crediti non esigiti per oltre un decennio e, quindi, caduti in prescrizione.

Per un’altra serie di poste i termini della prescrizione (ordinaria decennale) non si sono consumati e quindi il debito d’imposta è stato confermato solo in quei casi in cui Equitalia ha dato prova della notifica.

 

In conclusione, la Commissione ha accolto parzialmente il ricorso e annullato parte degli atti impugnati.

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti.

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SENTENZA POSITIVA TRIBUNALE DI ANCONA – BANCA CONDANNATA A 59.860,00 EURO

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SENTENZA POSITIVA TRIBUNALE DI ANCONA – BANCA CONDANNATA A 59.860,00 EURO

Siamo enormemente lieti di rappresentarvi la sentenza di cui all’allegato ottenuta sul Tribunale di Ancona dagli Avv.ti Biagio Riccio e Chiara Cardarelli.

La sentenza in allegato merita di essere segnalata, perché in modo compiuto e con argomentazioni puntuali, il giudice spiega:

1- quale sia la funzione del contratto di derivati;

2-perché, nel rispetto del T.U.F,deve essere sottoscritto nei locali della banca( si legga in proposito l’articolata prova testimoniale);

3-perché sia nullo il contratto dei derivati, atteso lo squilibrio della prestazioni tra le parti( tutto a favore della Banca);

4-perché la stipulazione sia intrisa di una causa illecita e contra legem;

5- si pone in evidenza che la banca è stata sonoramente condannata alla restituzione della somma di euro 59.860,00 oltre agli interessi legali alla data della domanda.

La chiarezza del decisum, con riferimenti giurisprudenziali pertinenti e calzanti,non abbisogna di note di commento.

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Commissione Tributaria Provinciale di Milano – SENTENZA – annullato l’atto impugnato

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ANNULLAMENTO DI COMUNICAZIONE PREVENTIVA DI ISCRIZIONE IPOTECARIA PER IL COMPLESSIVO IMPORTO DI EURO 71.155,67

Trattasi di interessante sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in data 16.11.2016 e pubblicata in data 30.11.2016, nella quale, tra l’altro, vengono definite in modo netto alcune questioni relative all’onere probatorio.

 

La Commissione ha accolto integralmente il ricorso e annullato l’atto impugnato.

 

La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria notificata da Equitalia in data 24.02.2016, comunicazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di sei cartelle, dettagliatamente indicate nel ricorso, relative ad addizionale regionale, IVA, IRAP e ritenute per le annualità 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, per un carico complessivo di Euro 71.155,67.

 

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

 

Tali principi sono stati fatti propri dalla Commissione, ritenendo preliminare ed assorbente tale motivo di ricorso.

Ha rilevato, infatti, la Commissione che nell’atto impugnato non è allegata alcuna prova della notificazione delle cartelle di pagamento, e degli estratti di ruolo, alla base della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria.

Scrive il Giudice Tributario: “La mancata costituzione in giudizio di Equitalia s.p.a. e la conseguente mancata produzione di documentazione attestante l’effettiva notificazione di tali atti, impedisce di poter verificare se le cartelle di pagamento siano state ritualmente notificate alla ricorrente e se la stessa sia stata dunque posta in condizione di impugnare ciascuna cartella”.

 

Si è poi eccepita la mancata notifica della intimazione ad adempiere ex art. 50 Dpr. n. 602/73, notifica nel caso di specie necessaria in quanto l’impugnata comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria è stata notificata ben oltre un anno dalla notificazione dell’ultima cartella di pagamento asseritamente avvenuta in data 13 giugno 2014.

 

Ebbene, anche tale eccezione è stata accolta dalla CTP di Milano, evidenziando che le cartelle di pagamento tutte sono state (presuntivamente) notificate tra il 26 gennaio 2011 ed il 13 giugno 2014, quindi ben oltre un anno precedente la notifica della comunicazione impugnata, a sua volta notificata il 24 febbraio 2016.

 

La Commissione ha quindi accolto il ricorso e annullato l’atto impugnato.

 

Causa seguita dall’Avv. Andrea Ziletti

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Sentenza positiva su Tribunale di Genova

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SENTENZA POSITIVA TRIBUNALE DI GENOVA – CONTO CORRENTE

è con sommo piacere che condividiamo la sentenza allegata ottenuta dall’Avv. Michele Rondinelli sul Tribunale di Genova. Come potrete apprezzare leggendo la sentenza il g.i. dott.ssa Francesca Lippi prende posizione su tre ordini di argomenti:

1) sulla prescrizione, con riferimento alla giurisprudenza della Cassazione, sulle rimesse solutorie e ripristinatorie;
2) sull’adeguamento dei contratti pendenti dopo l’entrata in vigore della delibera CICR 9/02/2000 sulla capitalizzazione degli interessi;
3) sull’indicazione nei contratti bancari conforme all’art. 117 TUB comma 4 delle commissioni di massimo scoperto.
Sotto tutti i suddetti profili, grazie anche alla perizia del CTU, il Giudice ha sostanzialmente confermato quanto sostenuto in atti dall’Avv. Rondinelli, con la condanna della Banca a rifondere al cliente euro 45.497,78 sulla base del ricalcolo del cc estinto a saldo zero. Infatti il CTU, utilizzando la formula della Banca d’Italia per il calcolo del tasso effettivo, ha rilevato che non è stato reperito in atti alcun contratto di affidamento (non prodotto infatti dalla controparte) con data anteriore al 27/04/2006 e pertanto per tutti i trimestri precedenti è stato utilizzato l’importo dello scoperto massimo concesso nel periodo.

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Tribunale di Milano – Sentenza in materia di conti correnti e mutuo

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Si pubblica sentenza positiva del 21.11.2016 emessa dal Tribunale di Milano.

La causa aveva per petitum le consuete eccezioni miranti all’accertamento su conto corrente.

Nominata CTU, si ha una riduzione di oltre 250.000 euro circa sul saldo che aveva consentito alla banca di revocare il rapporto.

Vengono rigettate le eccezioni di prescrizione relativamente alle rimesse solutorie.

 

Relativamente al mutuo si sostenevano diversi aspetti miranti alla sua declaratoria di nullità.

Dalla violazione della scopo, all’utilizzo improprio, alla usurarietà.

Quello pregnante era che trattavisi di mutuo di scopo, identificato in contratto.

In realtà il mutuo utilizzato per eliminare degli scaduti sul conto corrente. Se ne è data prova mediante documenti contabili.

 

Sul punto la sentenza si è limitata a rigettare la domanda per altri specifici aspetti sollevati , ma senza motivare sulla violazione dello scopo , non aderendo al dettato dell’art. dell’art. 112 c.p.c.

La cosa curiosa è che nel riportare le conclusioni, a pag.4 della sentenza, tale domanda, regolarmente avanzata nelle conclusioni di parte attrice in citazione , non viene riportata. L’appello dovrebbe fare chiarezza.

 

Causa seguita dall’Avv. Meloni

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Tribunale di Torino – Sentenza Positiva

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Siamo lieti di attenzionarvi altra SENTENZA POSITIVA ottenuta sul foro di Torino dall’Avv. Elio Gnocato.

La diffusione tra la rete legale si rende ancor più fruibile onde avere un precedente nei tentativi di recuperare una posizione che si trova nello stadio processuale ex art. 281 sexies cpc.

Come potrete leggere la causa è stata vinta con un buon recupero a favore del cliente.

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