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Tribunale di Potenza – sospensione procedura esecutiva immobiliare

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In data 10.09.2016, il Giudice dell’Esecuzione ha sospeso la procedura esecutiva immobiliare, dopo più di un anno in cui si reiteravano numerose istanze di sospensione ex art. 624 c.p.c..

La vicenda attiene ad una dura opposizione durata circa due anni di “calvario giudiziario”.

Infatti, ci si rimanda ad un provvedimento del 25.02.2015, in cui il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza ha sospeso una procedura esecutiva immobiliare pendente presso il medesimo Tribunale civile.

Illustrando brevemente i fatti, si significa che la società esecutata subiva una illegittima procedura espropriativa promossa da una Banca che richiedeva cospicue somme a titolo di interessi tanto al momento della notifica precettizia, quanto a quello del successivo pignoramento.

A ciò si aggiunga che la compagine societaria subiva dalla banca querelata l’illegittima segnalazione alla centrale rischi di quel credito presunto, che di fatto era intriso di usura, come poi verificato dal P.M. In virtù di tale illegittimo comportamento le altre banche con le quali l’esecutato intratteneva rapporti pretendevano un rientro immediato. Ciò ha determinato la revoca di tutti i fidi e dunque una
irreversibile crisi di liquidità, dalla quale è scaturita l’incapacità ad adempiere anche in ordine alle obbligazione societarie e tributarie che hanno portato alla interruzione dei lavori. Non a caso la società esecutata è ad oggi in liquidazione.

Il legale rappresentante della stessa prontamente si rivolgeva alla società peritale SDL Centrostudi
S.p.A. di Brescia che, in base ad attente e ben argomentate perizie tecniche, riscontrava anomalie bancarie sul relativo contratto di mutuo e particolarmente l’applicazione di interessi usurari oltreché l’addebito di competenze e spese non giustificate dall’avverso istituto di credito.

Orbene, alla luce di ciò, il cliente esecutato depositava, in data 24.2.2015, denuncia querela per il reato di usura con pedissequa istanza ex art. 20 IV co L. 44/1999, ai fini della sospensione dei termini della procedura esecutiva pendente innanzi al Tribunale civile di Potenza, la cui prima asta era già stata calendarizzata per il prossimo 02.03.2015.

Nello specifico, pur risultando il cliente/esecutato persona offesa nel procedimento penale iscritto per il reato di cui all’art. 644 c.p., il Giudice inquirente riteneva necessari, ai fini della sospensione dei termini dei processi esecutivi, la richiesta da parte del querelante dell’elargizione prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8 della medesima legge n, 44/99.

Pertanto il cliente querelante presentava alla Prefettura di Potenza, così come indicato dal suo difensore di fiducia avv. Biagio Riccio, l’apposita istanza per l’elargizione prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8 della L. n, 44/99 e, con il relativo depositato, reiterava tenacemente l’istanza ex art. 20, IV co L. n. 44/1999.

Il P.M. letta l’ulteriore istanza, visto l’art. 20, commi 7 e 7—bis, 1. n, 44/99, nel testo introdotto dall’art. 2, e. 1, lett. d.) n. 1 L. 3/2012, ha sospeso le procedure esecutive pendenti.
Particolarmente, il Giusdicente penale ha evidenziato, che le procedure esecutive di cui all’art. 20, comma 4, 1. n. 44/99, si individuano in quelle indicate nell’elenco previsto dal comma 7-bis dell’art. 20, 1. n. 44/99.

Ebbene, il provvedimento de quo risulta degno di nota per diversi motivi.
In primis, si fa notare all’attento lettore che la motivazione che regge il convincimento del giudice si basa sul fatto che la Banca abbia agito in dispregio della legge, concretizzando il reato di usura.

Ancora, il P.M. riteneva necessaria ai fini della sospensione della procedura esecutiva, la richiesta dell’elargizione ex art. 3, 5, 6 e 8 della medesima legge n, 44/99.
Ed invero, una volta fornita la completa documentazione, il Giusdicente penale sospendeva le procedure espropriative.
Ad ultimum, si rileva che il P.M., dott.ssa Calcagno, è stata davvero molto precisa ed acuta nel suo ragionamento.

Difatti, facendo riferimento alla legge anti usura, ha sospeso le procedure (e non la singola procedura). Si riporta parte del decisum: “rilevato che [il cliente] nel formulare una nuova istanza ai sensi dell’art. 20, comma 4, della L. n. 44/99, ha allegato altresì l’istanza di accesso al fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura depositata in data 24.2.2015 alla Prefettura di Potenza;

Ritenuto pertanto che sussistono tutti i presupposti affinché l’istante possa beneficiare della sospensione dei termini di cui all’art. 20, comma 4, 1. 44/99;

Rilevato, quanto all’individuazione delle procedure esecutive di cui all’art. 20, comma 4, 1. n. 44/99, che esse si individuano in quelle indicate nell’elenco previsto dal comma 7-bis dell’art. 20, 1. n. 44/99 che la Prefettura di Potenza trasmetterà senza ritardo a quest’Ufficio per la tempestiva comunicazione al giudice dell’esecuzione in sede;

Visto l’art. 20, commi 7 e 7—bis, 1. n, 44/99, nel testo introdotto dall’art. 2, e. 1, lett. d.) n. 1 L. 3/2012 DISPONE

La sospensione dei termini delle procedure esecutive pendenti a carico di (omissis) e indicate nell’elenco prefettizio per la durata di trecento giorni”.

Il giudice penale applicava l’art. 20 della legge 44 del 1999 e sospendeva per 300 giorni l’attività esecutiva sorta a seguito del pignoramento immobiliare notificato dalla Banca nei confronti degli esecutati.

Come ben noto chi subisce l’estorsione e l’usura, ad effetto cascante non può far fronte a tutti gli altri obblighi scaturenti da procedure esecutive.
L’art. 20 comma 4 della L. n. 44 del 1999 così recita: “Sono sospesi per la medesima durata di cui al comma 1 l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate”.
Il comma 7 bis della stessa legge tra l’altro dispone: “Il prefetto, ricevuta la richiesta di elargizione di cui agli articoli 3, 5, 6 e 8, compila l’elenco delle procedure esecutive in corso a carico del richiedente e informa senza ritardo il procuratore della Repubblica competente, che trasmette il provvedimento al giudice, o ai giudici, dell’esecuzione entro sette giorni dalla comunicazione del prefetto”.

Il beneficio della sospensione, trattandosi di vittima dell’usura, si estende anche ad altre procedure
che siano l’effetto conseguente a quella per la quale si è determinata ed è stata riscontrata l’usura, per le sue perniciose conseguenze.

Ed il diligente P.M. ne fa più volte riferimento nella propria disposizione.

Ciò significa che il beneficio della sospensione del citato provvedimento debba essere esteso anche alle altre procedure esecutive.
In altre parole, la querela veniva sporta, nel caso de quo, solo dal legale rappresentante pro tempore della società, ma beneficiano degli effetti della sospensione anche gli altri esecutati.
Il P.M. è stato così attento nel suo argomentare da richiamare spontaneamente gli articoli 7 e 7 bis della legge 44/1999. In tal modo, tutelava tutti gli altri soggetti coinvolti nella procedura esecutiva immobiliare.

Il ruolo del P.M. di rappresentante dello Stato e di tutela della collettività veniva assolto pienamente. Difatti, il Giudice penale, rilevando che la compagine societaria esecutata fosse garantita da numerosi soggetti e tutti coinvolti o meglio travolti dalla procedura espropriativa, nel richiamare i prefati articoli ed estendendo immediatamente il beneficio della procedura de qua, rimetteva gli esecutati tutti (e non il solo querelante) sotto l’ala protettiva dello Stato, arrestando anche le altre procedure esecutive.

In estrema sintesi, nonostante la sospensione penale il Giudice civile decideva di non sospendere e fissava la vendita dei beni all’asta.
Ebbene, dopo numerosissime istanze, con l’avvertimento di informare il Consiglio Superiore della Magistratura, il Giudice civile, finalmente, in data 10.09.2016, concedeva la tanto agognata sospensione della procedura immobiliare.

In conclusione, un simile provvedimento penale, in conformità delle ultime decisioni penali, conferma i seguenti assunti:

  • Il P.M. adito, rilevato il reato di usura, ha il potere, inaudita altera parte ed inaudita altera iudici di sospendere una procedura espropriativa, di natura strettamente civilistica.
  • Necessarie, ai fini della sospensione delle esecuzioni, risultano essere le istanze ex art. 20, IV co L. n. 44/1999, come modif. dall’art. 2 c.1 lett d) n.1 L.3/2012 (per la sospensione esecutiva) e quella prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8 della medesima legge (per l’elargizione delle somme disposte dal fondo delle vittime dell’usura ed estorsione)

Si allega:

Provvedimento sospensione procedura esecutiva del 10.09.2016 e Provvedimento di sospensione dei termini del P.M di Potenza del 25.02.2015.

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asta bloccata sospensione esecuzione

Tribunale di Viterbo – Sospesa esecuzione

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Sospesa esecuzione a VITERBO grazie alla perizia SDL.

Trasmettiamo in allegata l’ordinanza ottenuta dal collega Avv. Pietro Signorelli (foro di Viterbo).
Trattasi di ordinanza molto rilevante in quanto il Collegio ha ritenuto di sospendere l’esecuzione in fase di reclamo sulla considerazione per cui, nonostante la coincidenza del tasso di mora con il tasso soglia, l’aggiunta della penale per l’estinzione anticipata del mutuo, che trova applicazione anche per il caso di decadenza dal beneficio del termine dovuta alla risoluzione del contratto, determina il superamento (del tasso soglia) e quindi l’usura DEL CONTRATTO e non della mora, con la conseguenza che il contratto è gratuito ai sensi dell’art. 1815 c.c..

Come sottolinea l’Avv. Signorelli, il provvedimento del Tribunale di Viterbo assume significativa importanza laddove indica in modo chiaro la contrarietà all’assunto tanto caro alle banche circa la diversa funzione dei tassi (corrispettivi e di mora) e quindi alla eventuale nullità del solo tasso di mora per il caso che questo solo superi il tasso soglia.

Il Tribunale ribadisce ed afferma il concetto normativo (art. 644 c.p. e L. 108/96) di unitarietà dei tassi.

Quindi il superamento anche da parte della sola mora (ancorché con l’aggiunta della penale prevista per l’estinzione anticipata del mutuo), del tasso soglia, determina la gratuità DEL CONTRATTO.

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