Tribunale di Ancona – Mutuo e Sommatoria: Verifica Interessi pattuiti

Con ordinanza del 19.3.2015 il Tribunale di Ancona, in composizione monocratica, ha disposto CTU contabile.

La causa ha per oggetto un mutuo chirografario di € 1.300.000 in mora ed azionato dalla banca con un decreto ingiuntivo.

Il cliente si rivolge alla SDL per una perizia e la difesa legale.

L’opposizione, che ha perseguito la non concessione della provvisoria esecutività del decreto opposto, si fonda sulla domanda che il debito azionato non è reale in quanto il mutuo è gratuito, avendo le parti pattuito interessi usurari.

Si ha la regolare costituzione dell’istituto di credito, che insiste per la concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, la quale viene negata stante il fatto che appaiono chiari i termini a difesa.

Rigetto importantissimo anche per i garanti che si sarebbero visti ipotecare beni ingenti.

Tra le varie eccezioni avanzate dalla banca v’era che l’operazione non rientrava tra i mutui, bensì tra altri finanziamenti con interesse tabellare previsto dalla l. 108 (e, perciò, molto più alto), tesi questa che avrebbe smontato la perizia SDL e quanto dalla difesa eccepito in termini di tassi.

Il Giudice ha accolto la tesi dell’avv. Meloni, secondo cui il finanziamento in oggetto era in realtà un mutuo viste le modalità ex art. 1813 c.c. e che, durante il periodo di pattuizione, la garanzia reale non era prevista dalle tabelle Banca d’Italia.

Ciò rilevato, i tassi di riferimento per la soglia usuraria erano ovviamente quelli dei mutui.

Superate le fasi istruttorie con rituale scambio di atti processuali, il Giudice ha accolto la tesi in diritto sostenuta dall’avv. Meloni per il cliente SDL e relativa alla necessità di un’istanza di verifica del contratto a mezzo di CTU, così procedendo alla disamina dei vari interessi pattuiti.

I quesiti sono essenziali, ma ben articolati.

Il giudice incarica il CTU di procedere ad un doppio conteggio:
• Nel primo conteggio, il CTU dovrà procedere a verificare se i tassi pattuiti siano usurari unitariamente (ovvero corrispettivi e moratori), ergo sommando gli stessi e – in caso di superamento del tasso soglia – questo dovrà depurare il mutuo da tutti gli interessi ex art. 1815 c.c. ;
• Nel secondo conteggio, il CTU prenderà in esame per il periodo in cui il mutuo era in bonis il solo interesse corrispettivo, mentre nella fase della mora dovrà considerare esclusivamente questa.

Gli esiti che il Giudice esplica, a seconda dei due conteggi, sono:
1. In caso di superamento del tasso soglia al momento della pattuizione per effetto della valutazione globale dei due interessi, il CTU dovrà rideterminare il debito senza alcun interesse;
2. Nel caso dell’applicazione di tasso usurario, il CTU dovrà riportare entro la soglia di legge il tasso.

L’ordinanza si presta ad alcune considerazioni.

In primis, viene totalmente escluso il metodo Banca di Italia.

Inoltre, si applica in pieno quanto indicato dalla l.24/2001, come sostiene sempre in modo più concreto SDL e chi collabora con essa.

La legge recita di interessi pattuiti a qualunque titolo.

In combinato disposto con l’art. 644 c.p., che prevede che vadano considerati tutti i costi connessi all’erogazione del prestito, non vi è dubbio che il TAEG debba prevedere anche la mora.

La sanzione civilistica causata dallo sforamento della soglia ex l.108/1996 (usura) dei due tassi conglobati è quella prevista dalla l.24/2001 in applicazione dell’art. 1815 c.c., ovvero la gratuità del prestito.

Causa dell’avv. Massimo Meloni

Segue ordinanza

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