Tribunale di Bergamo Sez. Esecuzione mobiliari – Sospensione esecuzione

processuali

Sospensione esecuzione presso terzi del valore di euro 1.041.364,94

Decreto emesso in data 25.10.2016 dal Tribunale di Bergamo – nella persona del Giudice dell’esecuzione – in relazione a un pignoramento presso terzi effettuato da Equitalia in forza di presunti crediti erariali e relative sanzioni amministrative, per la somma complessiva di euro 1.041.364,94.

Il Giudice, inaudita altera parte, in forza di una sommaria delibazione del fumus di fondatezza del ricorso, ha sospeso il pignoramento fissando contestualmente l’udienza di comparizione per la discussione.

A fondamento della decisione il Giudice ha ritenuto fondati i motivi di ricorso.

In particolare, ha ritenuto evidentemente sussistere il vizio di notifica delle cartelle e dei prodromici atti, in quanto mai notificati alla società contribuente.

Il Giudice ha, altresì, rilevato il fatto che l’Agente della riscossione ha omesso di notificare l’intimazione di pagamento, prevista ai sensi dell’art. 50 del d.p.r. n. 602/73, che si qualifica come atto necessario e preventivo rispetto all’esecuzione forzata.

Il Tribunale adito ha, quindi, condiviso la tesi proposta dalla ricorrente in merito alla decadenza dal potere di riscossione dei crediti relativi agli anni d’imposta 2008, 2009 e 2010, in quanto la relativa pretesa è stata avanzata in violazione dell’art. 25 del d.p.r. n. 602/73.

Ne discende anche la decadenza dal potere di notificare qualsivoglia ulteriore atto impositivo.

Il Giudice ha, infine, rilevato la prescrizione delle sanzioni tributarie comminate in relazione ai tributi afferenti gli anni 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010.

Ai vizi sopra elencati, vale precisare che la ricorrente ha allegato in giudizio apposito elaborato peritale redatto da SDL in ordine all’illegittimità degli interessi e aggi di riscossione applicati da Equitalia.

Quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare alla ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione dell’ingente somma richiesta, che risulta evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria della stessa. In particolare, sono stati depositati i bilanci della società ricorrente dai quali emerge l’avverso andamento economico della medesima – e, quindi, le difficoltà economico finanziarie in cui essa versa -, in considerazione anche delle ingenti perdite subite. Inoltre, si è dato atto che, sulla base delle medesime cartelle indicate nell’atto di pignoramento opposto, Equitalia ha eseguito altre tre pignoramenti presso terzi: è evidente il comportamento del tutto scorretto da parte dell’Agente della riscossione il quale, procedendo con più atti di pignoramento verso lo stesso contribuente e per le medesime cartelle, ha costretto lo stesso a svolgere più atti di opposizione con enorme dispendio di denaro.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

Scarica il Documento