Tribunale di Bologna – CTU su mutuo: Clausola di Salvaguardia, Tasso di Mora e Spese

Tribunale di Bologna – CTU su mutuo: Clausola di salvaguardia: inosservanza ed inadempimento al contratto – Tasso di mora: usura pattuita ed applicata – Spese di CTU: compensazione

Si pubblica stralcio di CTU resa presso il Tribunale di Bologna.
La causa vedeva una cliente SDL citare in giudizio un istituto bancario/assicurativo.
Veniva sottoscritto un mutuo a SAL pari a € 3.600.000,00.
Ottenuta la prima tranche di € 600.000,00, la banca non erogava il residuo adducendo vari motivi e, ovviamente, la ditta costruttrice si trovava in difficoltà nella realizzazione del cantiere e si vedeva costretta a bloccarlo.
Pur riuscendo a pagare le rate, la cliente si rivolgeva a SDL e veniva seguita dall’avv. Massimo Meloni.
Si procedeva in giudizio tanto per inadempimento contrattuale quanto per usura sul contratto.
In verità, si presentava la cd. clausola di salvaguardia (ma la banca non l’ha osservata).
A seguito della regolare costituzione della banca, il cliente cessa di pagare le rate e si procede con nomina di CTU con i seguenti esiti: 1) Tasso effettivo di mora pattuito ed applicato superiore alla soglia per molte rate; 2) Clausola di salvaguardia – che avrebbe obbligato la banca a riportare sotto soglia il tasso di interesse – non osservata dalla banca.
Ciò detto, si accertano diversi profili: a) Inadempimento del contratto per mancata erogazione del mutuo; b) Inadempimento del contratto per mancata applicazione della clausola di salvaguardia; c) Applicazione e pattuizione d interessi usurari di mora (il CTU fa espressamente riferimento alla sentenza della Cassazione 350/2013).

Ciò detto, trova conferma la tesi (sino ad oggi osteggiata) secondo cui il momento della verifica della soglia è quello della pattuizione contrattuale (e non dell’effettiva applicazione).
La mente va ai provvedimenti di autorevoli tribunali che, un anno fa, precisarono come il tasso di mora doveva essere effettivamente applicato (Milano, Napoli); così come ad altri provvedimenti (Napoli) che salvavano il contratto poiché contenente la clausola di salvaguardia (ovvero, il tasso di mora non deve mai essere superiore alla soglia usuraria).
Ultimamente, SDL ha studiato il tasso effettivo di mora memore delle CTU su mutui ottenute presso il Tribunale di Ascoli Piceno e, appunto, Bologna.
Appare inequivocabilmente come le tesi cozzino tra loro: infatti, se la clausola di salvaguardia prevede un tasso X pari alla soglia X al momento dell’inadempimento, allora decade la tesi dell’effettiva applicazione perché è sufficiente applicare quel tasso X anche allo 0,000001% per sforare nell’usura.
La mora non si sostituisce all’interesse corrispettivo contenuto nella rata, bensì si aggiunge.
Il CTU di Ascoli Piceno ha evidenziato – andando oltre ai quesiti in modo coraggioso – che applicando la mora al capitale della prima rata, detto tasso pattuito in ragione del 10,28% diventa 13,146% (ben superiore alla soglia).
Egualmente rilevanti sono gli esiti dedotti dalla CTU di Bologna che qui riportiamo: tasso effettivo anche del 14,575% a fronte del concordato 6,65%.
Nota a margine della causa di Bologna è che il giudice, nel liquidare le spese per compenso al CTU, pone in solido le stesse a carico delle parti.
Generalmente, le spese vengono poste provvisoriamente a carico del cliente che ha chiesto la nomina di CTU.

Causa seguita dall’avv. Massimo Meloni

Segue stralcio CTU

Scarica il Documento

http://www.sdlcentrostudi.it/wp-content/uploads/2015/06/Tribunale-di-Bologna-11GIU.pdf