Tribunale Civile di Viterbo – Sentenza del 04.02.2015

Tribunale Civile di Viterbo – Sentenza del 04.02.2015

  • Borsa e Finanza
  • Inadempimento grave per inosservanza degli obblighi di informativa
  • Responsabilità dell’intermediario; mancata informativa: Risoluzione delle operazioni

I vari Giudici di merito continuano a dichiarare la grave responsabilità delle banche nell’aver violato le norme di condotta imposte dal regolamento Consob.
Nel caso di specie, il tribunale di Viterbo, con sentenza del 4.2.2015, ha risolto per inadempimento operazioni in Bond Argentini.
La banca, recita la sentenza, non ha fornito nè prova della precisa e puntuale osservanza degli obblighi di acquisizione dei dati del cliente nè la doverosa informativa relativa alla rischiosità dell’operazione proposta.
In effetti, la Consob già nel 2000 con un chiarimento aveva precisato che la banca, in difetto di allegazione da parte del cliente dei dati richiesti, deve utilizzare i dati in suo possesso e, in difetto, deve includere il cliente nella fascia a basso profilo di rischio.
Pertanto, l’operazione andava sconsigliata, sulla scorta del fatto che notoriamente i Bond Argentini erano già nel 1998 (data di operazione) sicuramente riconosciuti come rischiosi.
Inoltre la banca, operatore qualificato, non può trincerarsi dietro laconiche forme d’avvertimento, invocando un esonero dalle proprie responsabilità.
Su tali premesse, il tribunale risolve le operazioni e condanna la banca a restituire le somme investite.
La violazione dell’art. 21 Regolamento Consob, che impone agli intermediari di operare con diligenza, correttezza e trasparenza, può essere superata unicamente con prove certe e concordanti.
Nel caso di specie, la banca non è stata in grado di fornire alcun tipo di prova.
Alla luce di ciò, sarebbe stata sufficiente la mancata consegna del documento sui rischi generali per provare il grave inadempimento, ma nel caso de quo si è andati oltre.
Il tribunale condanna, anche, per l’inadeguatezza delle operazioni in relazione al profilo di rischio del cliente.
Gli obblighi di condotta debbono essere osservati per tutte le operazioni di Borsa.
Diversamente, dai bond si è passati con disinvoltura alla vendita di derivati, strumenti strutturati, altamente rischiosi, sempre con le modalità sanzionate dalla sentenza in commento.
Leggasi, una per tutte, la “consigliata” sottoscrizione della dichiarazione resa ex art.31 Reg. Consob, la quale mirava ad autodefinire il cliente operatore qualificato, consentendo il superamento di ogni cautela da parte della banca in sede di vendita.

Causa istruita e seguita dall’avv. Massimo Meloni

Segue sentenza

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