Tribunale di Cosenza – Rinvio a Giudizio per il reato di usura bancaria

RINVIATI A GIUDIZIO GLI EX VERTICI DI UNA BCC PER IL REATO DI USURA BANCARIA

E’ datato 30 aprile u.s. l’allegato decreto con il quale il G.U.P. di Cosenza ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex Direttore e per l’ex vice Presidente del consiglio di amministrazione di una locale BCC, già sottoposta ad amministrazione straordinaria.
Gli ex vertici della banca saranno processati dal Tribunale Collegiale di Cosenza per il reato di usura bancaria.
La vicenda trae origine da una denuncia querela per usura bancaria su un mutuo ipotecario sporta dai mutuatari e dai loro fideiussori in uno all’istanza di sospensione ex art. 20 della legge 44/99, in forza di una perizia di parte elaborata dalla SDL Centrostudi Spa.
Il Pubblico Ministero nel corso delle indagini disponeva consulenza tecnica la quale “concordemente a quanto rilevato dal CT di parte ha evidenziato come il tasso moratorio pattuito risulti superiore al tasso soglia fissato dalla legge” così chiaramente riscontrando l’elemento oggettivo del reato.
Pur tuttavia, l’organo inquirente, del tutto inspiegabilmente, aveva ritenuto che nel caso di specie quello che difettava fosse l’elemento soggettivo del reato così motivando: “va rilevato come l’esistenza di direttive della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze che escludono espressamente la riferibilità del tasso soglia anche agli interessi moratori …costituisca una circostanza inconciliabile con l’assunto secondo cui gli operatori di banca, pur in presenta delle citate direttive ermeneutiche, abbiano piena consapevolezza dell’illiceità della condotta posta in essere”.
Il PM conseguenzialmente concludeva con richiesta di archiviazione del procedimento penale per l’insussistenza dell’elemento soggettivo del reato e non si pronunciava sull’invocata sospensione.
Questa difesa depositava immediata opposizione all’archiviazione istando per un prosieguo d’indagini, ritenendo che l’aver riscontrato l’elemento oggettivo di un reato non esime ma, anzi, induce ed obbliga ad approfondire le indagini ed a ricercare l’autore del reato.
Il Gip accoglieva pienamente la spiegata opposizione dichiarando esplicitamente di non condividere le argomentazioni del PM circa l’assenza dell’elemento psicologico da parte degli indagati ritenendo, anzi, che “la vicenda meriti il giusto vaglio giurisdizionale, previo esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero” nei confronti degli indagati e si determinava, pertanto, per l’emissione di un decreto di imputazione coatta.
All’udienza preliminare del 30/04 u.s. il G.U.P. presso il Tribunale di Cosenza disponeva il rinvio a giudizio dell’ex Direttore nonché per l’ex vice Presidente del consiglio di amministrazione dell’anzidetto istituto di credito per il reato di cui agli artt. 110-644 comma 5 n.3 c.p. perché in concorso tra loro, nelle rispettive qualità, si facevano promettere e consegnare interessi moratori da considerarsi usurari.
Il Gup, altresì, riconosceva l’aggravante dell’aver commesso il fatto in danno di soggetto in stato di bisogno.
Il processo avrà inizio il prossimo autunno dinanzi al citato Tribunale in composizione Collegiale.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Avv. Raffaella Verrina.

Avv. Graziella De Marco

Si allega il provvedimento

 

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