Tribunale di Gela – Ordinanza del 25.02.2015

L’ordinanza in questione affronta il problema relativo all’eccezione di improcedibilità che le banche spiegano preliminarmente, in ordine alla “presunta discrasia” tra il petitum dell’atto introduttivo del giudizio ed il petitum di cui all’istanza di mediazione propedeutica all’instaurazione del giudizio stesso.
Il caso riguarda espressamente i cd. “ulteriori danni”, solitamente evidenziati ad ulteriore supporto delle richieste formulate sulla scorta delle perizie econometriche SDL.
Nel caso de quo, in udienza il G.I., dopo aver visionato sia l’istanza di mediazione che il verbale di mancata conciliazione per “mancata adesione”, ha concesso alle parti i termini di cui all’art. 183 VI comma c.p.c.
Invero, il G.I. ha anche e soprattutto affrontato un’altra importante eccezione sollevata ex adverso: secondo l’istituto di credito, avendo la Banca fatto pervenire a GDG srl (Organismo di mediazione) un’istanza di rinvio per l’esame degli atti e dei documenti, ciò avrebbe dovuto comportare una nullità del verbale di chiusura della mediazione, con conseguente improcedibilità dell’odierno giudizio.
In realtà, come correttamente precisato dall’avv. Lana, attesa la recente giurisprudenza (vedi la sentenza Ruffolo del 2014) non è più possibile inviare fax o mail di richiesta di rinvio della mediazione senza aver prima formalmente aderito alla mediazione al fine di poter dichiarare inficiato il procedimento di mediazione, qualora l’Organismo di mediazione (in uno con la parte istante) non abbia concesso tale rinvio.
Ciò detto, il Giudice ha aderito in pieno alla tesi sostenuta dall’avv. Lana e, dopo aver visionato le perizie SDL, ha concesso i termini richiesti, superando in tal modo tutte le eccezioni sollevate dall’istituto di credito.

Si ringrazia l’avv. Lana per l’importante contributo

In allegato copia dell’ordinanza
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