Tribunale di Lecco – Sospensione esecuzione per omessa notifica Equitalia

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Ordinanza:

Decreto di sospensione di esecuzione presso terzi relativa a cartelle di pagamento per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 212.424,70, emessa dal Tribunale di Lecco-Sez. Esec. Mob. in data 01.12.2016, nonché relativo commento:

Decreto emesso in data 01.12.2016 dal Tribunale di Lecco – nella persona del Giudice dell’esecuzione – in relazione a un pignoramento presso terzi effettuato da Equitalia in forza di presunti crediti erariali e relative sanzioni amministrative, per la somma complessiva di euro 212.424,70.
Il Giudice, inaudita altera parte, in forza di delibazione del fumus di fondatezza del ricorso, ha sospeso il pignoramento fissando contestualmente l’udienza di comparizione per la discussione.
A fondamento della decisione il Giudice ha ritenuto evidentemente fondati i motivi di ricorso.
In particolare, si è eccepita l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.
La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.
La ricorrente ha altresì eccepito il fatto che l’Agente della riscossione ha omesso di notificare l’intimazione di pagamento, prevista ai sensi dell’art. 50 del d.p.r. n. 602/73, che si qualifica come atto necessario e preventivo rispetto all’esecuzione forzata.
Si è poi eccepita la prescrizione dei crediti vantati nonché la decadenza di Equitalia dal potere di riscuotere le somme richieste.
Quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare alla ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione dell’ingente somma richiesta, che risulta evidentemente incompatibile con la capacità finanziaria della stessa.
In particolare, sono stati depositati i bilanci della società ricorrente dai quali emerge l’avverso andamento economico della medesima – e, quindi, le difficoltà economico finanziarie in cui essa versa In considerazione anche delle ingenti perdite subite, nonché gli estratti conto di alcuni conti correnti intestati alla medesima dai quali si evince come gli stessi presentino tutti un saldo negativo.
Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

Tribunale di Lecco_22Feb