Tribunale di Livorno – Rideterminato Rapporto di Dare/Avere: Accertato Addebito di Somme non dovute per oltre € 180.000!

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La presenta controversia nasce dalla necessità della società attrice, e dei garanti della stessa, di tutelare il proprio patrimonio sociale e personale in ragione delle reiterate richieste di rientro immediato intimate dall’istituto di credito convenuto.
In ragione di quanto sopra, viene promossa un’azione giudiziaria volta ad accertare il corretto rapporto di dare e avere tra le parti contestando l’illegittima applicazione di interessi ultralegali, usurari oltre che la mancanza di reciprocità nella capitalizzazione degli interessi attivi e passivi e la nullità della commissione di massimo scoperto.
Orbene, preliminarmente è necessario evidenziare come la società attrice richiedeva, mediante diffida ex art. 119 TUB, copia dei contratti originari di c/c e apertura di credito oltre che degli estratti conto mancanti.
L’ istituto di credito convenuto, nonostante l’obbligo sullo stesso gravante, non ha mai evaso tale legittima richiesta, pertanto in giudizio si è insistito per l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c., effettivamente concesso in sede di ammissione dei mezzi istruttori dal Giudicante.
Ebbene, proprio a seguito della produzione del contratto originario di c/c, si è potuto accertare la mancata determinazione per iscritto, così come invece previsto dall’art. 117 TUB, degli interessi debitori e delle commissioni di massimo scoperto oltre che dell’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori e annuale di quelli creditori.
In ragione di quanto sopra, è stato nominato un consulente tecnico d’ufficio il quale ha rideterminato il saldo di conto corrente sostituendo l’interessi illegittimamente addebitati con il tasso nominale minimo e quello massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro annuali.
Tale ricalcolo ha per così dire capovolto il saldo di conto corrente il quale è passato da un saldo negativo di € 71.207,58 ad un saldo rettificato positivo di € 113.566,05 accertando quindi l’addebito di somme non dovute per un totale di € 184.773,63.
Sempre nella medesima sentenza, il Giudice prende posizione su quella che è un’eccezione frequentemente avanzata dagli istituti di credito in cause di questo tipo, ossia la prescrizione dei versamenti effettuati antecedentemente al decennio rispetto all’instaurazione della causa.
Lo stesso – richiamando l’ormai nota sentenza della Suprema Corte del 26/02/2014 n. 4518 – ha statuito come l’istituto di credito non abbia in concreto provato la funzione solutoria dei versamenti evidenziando come gli stessi abbiano normalmente una funzione ripristinatoria della provvista non determinando uno spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens.
La sentenza ha costituito un importante successo soprattutto per le sorti dell’impresa e dei propri garanti.

Avv. Letizia Cecconi

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