Tribunale di Mantova – Ricalcolo del Conto Corrente: il cliente è creditore della banca!

Anatocismo bancario fuorilegge

Nel 2012, una società titolare di un conto corrente acceso presso l’istituto di credito coinvolto si rivolgeva ad uno studio legale per la verifica dell’esattezza dei conti e del presunto saldo negativo, così come richiesto dall’Istituto di credito.
La compagine societaria, con l’ausilio del citato Avv. Di Loreto, esperto di diritto bancario, incardinava un giudizio presso il Tribunale di Mantova per accertare l’illegittimità di interessi, commissioni, remunerazioni, oneri e spese addebitate dalla Banca sul conto corrente.
A fondamento della domanda attorea si ponevano le perizie econometriche SDL, comprovanti l’applicazione di tassi di interesse di natura ultralegali, anatocistici e usurari nonché di somme addebitate, ma mai approvate per iscritto dalla correntista.
Più nello specifico, richiedeva il ricalcolo del conto corrente, epurato da tutte quelle voci marchianamente illegittime e, per l’effetto, insisteva per la rideterminazione del saldo, sulla circostanza che la correntista risultava avere un congetturato saldo debitore di circa € 32.000.
A seguito di un’asprissima “battaglia” giudiziaria, il responso del Consulente Tecnico nominato dal Giudice adito non lascia spazio ad interpretazioni: il cliente risulta creditore della Banca e non debitore, come invece sostenuto da controparte.
Difatti, nella comparsa di costituzione e risposta, la Banca convenuta avanzava l’eccezione di compensazione dei crediti e debiti reciproci, per poi depositare nelle mani del CTU l’incartamento in cui risultava avere un saldo a credito.
Ebbene, nel ricalcolare il saldo, il CTU analizzava principalmente le voci anatocistiche e gli interessi illegittimi ed usurari, precisando, tra l’altro, che “il calcolo proposto dalla convenuta (rectius la Banca) secondo le Istruzioni della BANCA d’Italia 2009 non sia di fatto applicabile atteso che postula il calcolo separato della CMS sulla base dell’accordato”.
L’ausiliario del Giudice, in sintesi, faceva proprie in toto le memorie istruttorie del Prof. Di Loreto e concludeva con due ipotesi, entrambe a credito per il malcapitato cliente e poi riportate in sentenza.
La sentenza de qua dimostra, ancora una volta, l’importanza di affidarsi a professionisti navigati in materia, purché muniti di perizie tecnico contabili affidabili ed attendibili.
Un ennesimo sopruso concretato dal ceto bancario e, per fortuna, punito dalla magistratura grazie al costante lavoro di SDL che, in virtù degli innumerevoli successi giurisprudenziali, risulta il punto di riferimento dei malcapitati clienti.

Avv. Biagio Narciso
Causa seguita dagli Avv. Giuseppe Bonovolontà ed Avv. Antonio Fusco dello Studio Legale Avv. Biagio Riccio

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