Tribunale di Milano – Accertamento Negativo del Credito ed Ammissione CTU

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L’ordinanza in parola è stata pronunciata dal giudice meneghino in seguito al deposito delle memorie ex art. 183 c.p.c. nella causa ordinaria avente ad oggetto l’accertamento negativo del credito attivato dall’avv. Monica Mandico e dall’Avv. Biagio Riccio mediante una citazione in giudizio della Banca, afferente un conto corrente ancora chiuso.
Il procedimento in parola è stato azionato sulla base di una perizia tecnica SDL, dalla quale è emerso che il conto in questione era stato trattato per anni con addebiti ingiustificati di competenze e remunerazioni, ancorchè il perito aveva rilevato importi consistenti per usura oggettiva (art. 644 co.3 c.p.) e per usura soggettiva (art. 2 l.108/96), ancorchè differenze di solo anatocismo.
La Banca, nel costituirsi ha sollevato diverse eccezioni sulla decadenza e sulla prescrizione.
Per quanto concerne, la presunta mancata contestazione del conto e delle condizioni economiche dei rapporti, cui fa riferimento difesa avversa, con conseguente riconoscimento espresso della propria posizione debitoria, è interpretazione diffusa ed indiscussa quella fondata sul seguente principio: “La mancata contestazione degli estratti di conto corrente trasmessi da una banca al correntista può rendere inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti sotto un profilo meramente contabile, ma non pregiudica la possibilità per il correntista di contestare la validità e l’efficacia dei rapporti obbligatori che hanno dato luogo agli addebiti e agli accrediti” (Tribunale Salerno, 21 settembre 2004 e cfr. Tribunale Bologna, sez. I, 08/02/2013).
In ordine alla sollevata eccezione di prescrizione, sul punto si è contestata l’eccezione, anche richiamando la sentenza n. 24418/2010 delle S.U., sottolineando l’esistenza di due differenti dies a quo per il decorso della prescrizione dell’azione di recupero dell’indebito: uno, per le operazioni solutorie (extrafido) ed uno per quelle non solutorie.
Difatti la sentenza in parola ha specificato come la prescrizione decennale della ripetizione dell’indebito decorra dalla data del pagamento e, quindi, per le operazioni solutorie (ovvero quelle effettuate extrafido o senza fido, ovvero caratterizzate da sconfinamenti sporadici) dalla data del versamento, mentre per le operazioni non solutorie dalla chiusura del conto.
L’avv Mandico ha poi inoltre sollevato diverse contestazioni in merito alla formalità carente del contratto di conto.
Alla luce dei diversi rilievi evidenziati nelle memorie, il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta della CTU contabile indicando i vari quesiti così come da ordinanza che si allega

Avv. Monica Mandico

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