Tribunale di Milano – Rigetto Ricorso Cautelare ex art. 700 c.p.c. per rilascio dell’immobile

La società cliente stipulava un contratto di locazione finanziaria avente ad oggetto un complesso immobiliare destinato ad attività alberghiera per un valore nozionale di € 23.600.000,00.
Con atto di citazione la società cliente conveniva in giudizio la società di leasing dinanzi al Tribunale di Milano, al fine di accertare l’illecita applicazione di tassi usurari e anatocistici sul contratto stipulato per un importo di € 2.000.000,00 come documentato dalla perizia SDL.
La società di leasing si costituiva, chiedendo il rigetto delle domande di parte attrice, nonché il rilascio dell’immobile per intervenuta risoluzione contrattuale, ex art. 1456 c.c., a seguito dell’asserito inadempimento da parte della società utilizzatrice.
La difesa dell’attrice impugnava la risoluzione contrattuale per nullità e, comunque, inefficacia della clausola risolutiva espressa, avendo la società di leasing azionato la predetta clausola in difetto del suo presupposto essenziale: l’inadempimento da parte dell’utilizzatrice.
Infatti, come documentato dalla perizia SDL, è la società di leasing ad essersi resa inadempiente rispetto al contratto litigioso, avendo addebitato illegittimamente € 2.000.000,00 di interessi usurari.
In corso di causa, la convenuta depositava ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., chiedendo al Tribunale adito di ordinare alla società, utilizzatrice del bene, nonché al garante, il rilascio immediato dell’immobile.
La società resistente e il garante si costituivano con memoria difensiva, chiedendo il rigetto del ricorso cautelare per insussistenza dei presupposti di legge.
In particolare, la difesa del resistente era volta a dimostrare la carenza del requisito del periculum in mora in capo alla ricorrente società di leasing, richiamando in particolare che il periculum in mora non possa ritenersi sussistente “in re ipsa”, ma debba fondarsi su elementi concreti che incombe alla ricorrente allegare e dimostrare in virtù della regola generale sull’onere della prova.
Con rilevante ordinanza il Tribunale di Milano rigettava l’istanza di cui al ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. ritendo:“ che l’istanza di cui al ricorso non sia meritevole di accoglimento per difetto del requisito del periculum in mora, non avendo dedotto la parte ricorrente alcun elemento che consenta di apprezzare il requisito in questione, ove si consideri che, al riguardo, la ricorrente si è limitata ad affermare la situazione di dissesto o di difficoltà finanziaria della parte utilizzatrice e del suo fideiussore; che, peraltro, i rilievi svolti dalla ricorrente non configurano il rischio di un pregiudizio imminente ed irreparabile a cui possa dirsi esposto, durante il tempo necessario per una decisione sul merito, il vantato diritto alla riconsegna dell’immobile per cui è causa; che, inoltre, dalla documentazione prodotta dalla resistente si evince che, per quanto si siano interrotti i lavori di ultimazione della ristrutturazione, tuttavia, l’immobile si presente in condizioni tali da non pregiudicare le opere già eseguite (…); che, del resto, la ricorrente, in replica alla memoria difensiva della resistente, ha dedotto che il fondamento dell’istanza cautelare sarebbe da rinvenirsi, nel caso, non tanto nel rischio del fabbricato “ma piuttosto nel suo mancato completamento che ne impedisce la riallocazione sul mercato”; che, peraltro, trattasi, di un profilo di tutela del credito cui non è riferibile (in via diretta o prioritaria) lo strumento di cui all’art. 700 c.p.c. (…)”.
Si tratta di uno dei più importanti provvedimenti – sia per il valore della causa che per l’oggetto -ottenuto presso il Tribunale di Milano, che rappresenta un importante successo per SDL nella continua battaglia contro i comportamenti predatori delle banche, a tutela degli imprenditori.

Causa seguita dall’avv. Letterio Stracuzzi

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