Tribunale di Modena – Ammissione CTU su Mutuo Ipotecario In Bonis

disposizione_ctu

Vi allego questo importantissimo provvedimento relativo all’ammissione della richiesta CTU.
Il provvedimento è importante poiché il Magistrato, in accoglimento delle mie istanze, ha ammesso la CTU in ordine all’accertamento dei tassi di interesse in ordine ad una rapporto di mutuo ipotecario (in bonis) i cui tassi contrattuali (corrispettivo e moratorio) singolarmente considerati non superano il tasso soglia vigente all’epoca della convenzione.
Faccio presente che la causa è iniziata con la primigenia perizia (econometrica) SDL e, poi, integrata, in corso di causa, con il deposito tempestivo dell’elaborato (integrativo) peritale sull’accertamento del Tasso Effettivo di Mora (T.E.MO.).
Ritengo che sia un provvedimento innovativo per il Tribunale di Modena sia per il Magistrato estensore sia perché non ho conoscenza di altri provvedimenti simili da parte del Tribunale modenese con riferimento all’ammissione di consulenza tecnica d’ufficio in ordine all’accertamento dei tassi di interesse “ed alle modalità di conteggio” alle quali, benché non sia stato scritto, credo, tuttavia, che si alluda a quelle relative all’accertamento del Tasso Effettivo di Mora e non può essere diversamente atteso che, nella fattispecie, i tassi contrattuali, autonomamente considerati, non superano la soglia.
La novità del provvedimento risiede altresì nel fatto che, nel caso di specie, ribadisco, il mutuo è in regolare ammortamento e non si è mai verificato alcun ritardo; tralascio le avversarie argomentazione al riguardo…
Ritengo però che al risultato, seppur parziale, abbia contribuito anche il sottoscritto poiché, nel corso dell’udienza, credo di avere fatto capire al Magistrato che l’accertamento per il quale si procede non è quello della mera “sommatoria algebrica dei tassi” – come ostinatamente asseriva il difensore avversario – ma piuttosto quello della verifica dell’effettivo tasso di mora (T.E.MO.) proprio alla luce del disposto di cui all’art. 3 della Delibera CICR 9/2/2000 (clausola anatocistica), tanto sempre citata dalle difese avversarie, che autorizza, ove sia stato contrattualmente stabilito (come in tutti i casi lo è) il calcolo e l’applicazione degli interessi di mora sulla rata (capitale più interessi) che non fosse pagata alla scadenza e per tutti i giorni di ritardo sino al pagamento.
A mio modesto avviso questa disposizione normativa se non autorizza la mera ‘sommatoria’ algebrica dei tassi contrattuali, tuttavia, autorizza la ‘sommatoria’ (il cumulo) degli interessi moratori con quelli corrispettivi che compongono la rata di rimborso, ove sia stato contrattualmente stabilito, e qualora si verifichi l’evento della mora cioè il ritardato pagamento.
Vi è ancora tanta strada da fare ma però ritengo che possa definirsi un buon risultato atteso che la maggior parte dei Tribunali, almeno per quanto è a mia conoscenza, in questi casi (mutui in bonis senza che uno dei due tassi superi il tasso soglia), non ammettono neppure la CTU e rinviano subito per precisazione delle conclusioni con ciò lasciando chiaramente prevedere l’infausto risultato almeno per il primo grado di giudizio.

Avv. Marco Enrico Sgarbi

Scarica il Documento